Arcore is not a brothel.

Una parola “proibita” scatena il panico nella politica italiana.

di Jonathan.

(28 giugno 2011)

 

 

Ghedini dovrebbe assoldare le Femen, quella demenziale organizzazione “femminista” ucraina che protesta contro la “mercificazione del corpo femminile” denudandosi.

“Arcore non è un bordello!”, potrebbero benissimo gridare quelle “militanti”, se adeguatamente sovvenzionate.

E, una volta tanto, mi sa che avrebbero ragione.

Perché se ad Arcore ci fosse stato un bordello, “Ilda la Rossa” non si sarebbe fatta sfuggire l’occasione per aggiungere anche lo sfruttamento ed il favoreggiamento della prostituzione alle accuse rivolte a Berlusconi, non solo a Mora, Fede e Minetti.

Quello che risulta chiaramente da questa vicenda, e questo è il motivo del mio intervento, è (ancora una volta) l’ignoranza del commentatore italiano medio sulla legislazione che regola (anzi, non regola …) la prostituzione in questo paese.
Cos’è un bordello, cosa è “sfruttamento” della prostituzione, cosa “induzione”, cosa “favoreggiamento” …
Manco uno che abbia approfittato della polemica per chiarirsi le idee e chiarirle ai lettori.

Bisogna ammettere che la Legge Merlin e altre leggi più o meno collegate ci mettono del loro per aumentare la confusione ed evidenziare l’approssimazione con cui l’argomento è regolato (anzi, non regolato …).

Basti pensare che non esiste un termine conciso per l’accusa a carattere sessuale che viene rivolta a Berlusconi nel Caso Ruby.
“Prostituzione minorile”, dice qualcuno.
Ma che vuol dire?, chiederebbe uno non addentro alle sottigliezze moralistiche della legislazione italiana sulla materia: l’accusato è un minore che si è prostituito? L’accusato è uno che ha organizzato prostituzione con minori? Che le ha sfruttate?
No, l’accusato è uno che si sospetta abbia fatto sesso, lui, con prostitute minorenni.
Ed allora, si parli di “utilizzo della prostituzione minorile”, cribbio!

Magari, di “utilizzo finale” …

 

E non sono solo i commentatori: anche i magistrati cominciano a perdere il senso delle parole.
Se così non fosse, il PM Pietro Forno avrebbe evitato di parlare di “bordello” a proposito di Arcore ed avrebbe potuto evitare di doversi poi correggere.

In effetti  “un sistema strutturato per fornire ragazze disponibili a prostituirsi” non è in sè un bordello (luogo fisico deputato all’esercizio della prostituzione a vantaggio di terzi “utilizzatori”) e Berlusconi (mi viene da dire “purtroppo” …) non può essere accusato anche di aver costituito una “casa chiusa”, a meno che non venga dimostrato che lui non era il solo ”utilizzatore finale” a sollazzarsi col Bunga Bunga a Villa San Martino.
Nel qual caso sarebbe certamente passibile dell’accusa di favoreggiamento. Se poi venisse fuori che l’offrire ragazze a pagamento ad amici era fatto per ottenere dei vantaggi economici (diretti o indiretti), allora si potrebbe parlare anche di sfruttamento.

Ma siamo nell’accademia, a quanto pare: da quanto è trapelato si direbbe che il “generoso” Silvio non abbia mai passato ad amici neppure una delle decine di ragazze del suo harem, almeno non nel contesto di Arcore (sarebbe invece interessante sapere cosa accadeva a Villa Certosa, con i suoi ospiti di alto livello, ma non chiediamo troppo …).

E così, resta l’accusa di “prostituzione minorile” (leggi: essere andato a letto con una minorenne e di averla pagata per questo).
Senza dimenticare l’accusa che in realtà è quella penalmente più grave (per la sorpresa di molti), ovvero la concussione.

Quindi niente “bordello” nel Caso Ruby.
E direi anche ennesima occasione persa per riflettere un po’ sul termine. Che fa tanta paura da suscitare reazioni così scomposte da andare oltre la classica difesa d’ufficio “alla Ghedini”.
Il vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Francesco Paolo Sisto, si è addirittura indignato affermando che i PM hanno voluto coniare "un vergognoso neologismo giudiziario quale `bordello'".
Ohibò! “Bordello” un neologismo giudiziario? Mi volete dire che non è mai stato pronunciato in un’aula di Tribunale? Sarà …

Sarei curioso di vedere quali termini vengono usati in Tribunale su questi argomenti: pudichi come “case chiuse”? Arcaici come “meretrici”?
Per certi rapporti si ricorrerà al latinorum, come vedemmo nel famoso e pure televisivo “Processo per stupro”?
“Si è fatta praticare il cunnilictus?” [si noti l’uso del raffinato termine cunnilictus, non il banale cunnilingus come diciamo noi comuni ed ignoranti mortali quando vogliamo fare i saputelli …], “L'uomo ha avuto l''eiaculatio in ore'?”

Il PM Forno avrebbe poi potuto risparmiarsi, anzi avrebbe dovuto soprattutto risparmiarsi anche la tirata retorica (molto di moda oggi, ma forse vedo già qualche piccolo confortante segno di rigetto …) sulla “mortificazione della dignità femminile”.
Come è evidente al gentile pubblico, Ruby e le altre ragazze dell’Olgettina si sentivano molto “mortificate” …

Buona retorica a tutti.

 

Jonathan

 

 

(L’articolo può essere letto e commentato anche nel Forum: http://jonathanxforum.jonathanx.org/viewtopic.php?f=9&t=750)