Un anno vissuto moralisticamente.

 

La bomba.

 

Correva il 28 aprile di un anno 2009, anno di crisi economica che politicamente stava scorrendo via liscio (e triste) sotto il segno del Berlusconi onnipotente e trionfante (da pochi giorni addirittura viratosi in un del tutto incredibile "presidente partigiano" ...), quando una bomba esplose in Italia.

 

La bomba Veronica Lario.

 

Non era (come qualcuno, a cominciare dallo squallido maggiordomo Vespa, dice ancor oggi) una "traditrice" intervista malignamente rilasciata al quotidiano "La Repubblica", arcinemico del Berluska. Era una pubblica lettera in risposta a domande suscitate dalla finiana fondazione "Farefuturo", sul tema "politica e veline". E, nell'occasione, la moglie di Silvio non si tirava indietro nel commentare la vicenda Noemi.

 

http://www.corriere.it/politica/09_aprile_28/veronica_lario_candidature_ciarpame_08985bc2-3437-11de-8558-00144f02aabc.shtml

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-1/veronica-lario-arrabbiata/veronica-lario-arrabbiata.html

 

E qui si vede che c'era già, in nuce, tutto ciò che si sarebbe dipanato dopo: il dibattito tra morale e politica, la sessualità dei potenti, il loro diritto o meno alla privacy, il loro rapporto di "utilizzatori finali" della prostituzione, la loro pubblica ipocrisia e i loro privati "vizi", il braccio di ferro politico tra Fini e Berlusconi, la questione della "dignità delle donne" ...

 

Già, la dignità delle donne. Ci torneremo sopra.

 

 

Allarme moralismo.

 

Non voglio stare a ricordare qui tutti i passi di un storia che ci ha accompagnato per tre quarti dell'anno, da "Papi" a Villa Certosa, da Boffo a Marrazzo passando per la D'Addario.

 

Ricordo invece che fin dall'inizio lanciai un allarme.

 

L'allarme era che utilizzare argomentazioni moralistiche a scopo politico, sia pure per ostacolare un personaggio deleterio per la Repubblica Italiana, rischiava di condurre, con l'instaurarsi di un clima sessuofobo ed illiberale, irrispettoso delle libere scelte individuali, a risultati peggiori del male o comunque non migliori.

E che passare dall'Italia "immorale" di Berlusconi a quella "morale" della CEI era cosa che non mi auguravo affatto.

 

 

Scrivevo già allora, mesi fa, che

“In tutta franchezza, l'argomento della ricattabilità a causa di comportamenti sessuali (o di altro genere) in sè leciti secondo me è inaccettabile. Lo è nel caso di Berlusconi come lo era nel caso di Sircana."

 

E continuavo:

"Berlusconi ha fatto, sta facendo e temo che farà ancora per diverso tempo danni enormi a questo paese (morali e materiali).

Cerchiamo però di fare in modo che a questi danni non si aggiunga anche, a causa dei suoi comportamenti satiro-beoti con le donne, il sorgere di un moralismo irrazionale, sul quale si butterebbero a pesce politici, la Chiesa e le nazi-femministe.

Ho tanto l'impressione che di questo pericolo moltissimi non siano coscienti, soprattutto a sinistra, sull'onda della soddisfazione (giusta) delle attuali difficoltà "moralistiche" di Berlusconi.

Perchè se a furor di popolo questo paese si liberasse di Berlusconi non per le vere nefandezze che ha commesso, come il caso Mills, ma perchè ha palpato il culo alla Noemi o ha pagato una Escort, rischieremmo di ritrovarci a passare dall'Italia di Berlusconi a quella di Giuseppe Fioroni, di Don Aldo Bonaiuto e del Cardinal Bagnasco ..."

 

 

Non ho cambiato idea.

Non l'ho cambiata nè prima nè dopo la D'Addario, nè prima nè dopo Boffo, nè prima nè dopo Marrazzo.

Non l'ho cambiata anche perchè ho visto questi argomenti trattati con una confusione tale da far rizzare i capelli.

 

 

 

Vizi privati e pubbliche virtù: come analizzare una vicenda di "privata immoralità".

 

In realtà, una questione come quella di Berlusconi e le escort (che è stato il culmine dell'attacco "moralistico" al premier) è abbastanza semplice da valutare, se si mettono in fila le cose.

 

In una vicenda come quella e, in generale, in tutte le storie simili di sesso & dintorni dove sono coinvolti personaggi pubblici, ci sono cinque aspetti da considerare:

 

 

1) l'aspetto LEGALE: ha il personaggio X, uomo pubblico (o donna pubblica ...), commesso un REATO?

Questa è la primissima domanda da porsi.

Se si, tutto il resto diventa perfino di secondaria importanza e il personaggio X già non è scusabile solo per questo aspetto.

Boffo ha commesso un reato, per il quale è stato condannato in via definitiva. Marrazzo non pare sia accusabile di alcun reato.


E Berlusconi non ha commesso reati, pare.
Ho già tenuto a ricordare, in questo paese dove si parla troppo spesso a vanvera, che anche se avesse fatto sesso con una Noemi diciassettenne non avrebbe commesso reati, stante il fatto che l'età del consenso in Italia è fissata (in generale, esclusi insegnanti, tutori ed altre categorie aventi autorità diretta sul minore) a 14 anni.

E, nonostante abbia fatto del suo meglio, assieme alla sua banda, per far diventare la prostituzione "reato de facto" (per gli altri ...), andare ad escort in Italia non è (ancora) un crimine.

 

2) l'aspetto IPOCRISIA: la morale pubblicamente esibita da quella persona cozza con i suoi comportamenti privati?

Se si, il personaggio X è giustamente e pubblicamente criticabile. Non ci si può trincerare dietro alla "vita privata" per chi pubblicamente propaganda una morale contraria a ciò che si scopre fare in privato. E' il caso di Boffo, omosessuale che dirigeva (e in quanto tale era personaggio pubblico) il giornale di una importantissima organizzazione omofoba.

Ma è anche il caso di Berlusconi che si dichiara amico della Chiesa e poi (da uomo sposato) organizza festini a Villa Certosa.

Il Berlusconi ipocrita e furbastro che si scaglia nei fatti contro la prostituzione "dei poveri" mentre lui può permettersi le escort da 2000 euro a botta.

 

3) l'aspetto del MALCOSTUME POLITICO: è accettabile che un uomo politico, soprattutto quando ricopra una carica pubblica, utilizzi tale potere per far fare carriera politica a chi non ha altro "merito" che quello di saper(gli) fare degli ottimi blowjob? Ma, anche senza arrivare a tanto, che semplicemente sia "di bell'aspetto" o “simpatico”?

No, non è accettabile.

Non lo è, come giudizio di malcostume politico, già per scegliere le candidature nel proprio partito. Ma del tutto inaccettabile è che in base a tali criteri, e non in base alla competenza, ci sia chi finisce a ricoprire una carica PUBBLICA, magari perfino a fare il ministro.
Perchè il partito "appartiene" agli iscritti di quel partito ma le alte cariche della Repubblica "appartengono" a tutti, compreso chi ha votato per la parte avversa. Ogni italiano ha il DIRITTO di pretendere che a posti di responsabilità venga messa gente competente, in grado di fare quel lavoro, e non incompetenti il cui solo merito è avere "un bel culo" ...

Beninteso, cerchiamo di non far si che "il sesso" venga sempre visto come fattore negativo, come "aggravante": la cosa sarebbe esattamente identica se il "merito" consistesse nel giocare bene a briscola col premier, nel cucinargli bene i bucatini o, semplicemente, nell'"essergli simpatico".

Identica. Ma questo, nel dibattito che c'è stato, non è venuto fuori che di rado: c'era di mezzo il sesso, per molti inconsciamente (o meno) "cosa sporca", e ciò è sembrato costituire un'aggravante. Ennesimo sintomo di quanta strada ancora dobbiamo fare in Italia per avere un rapporto sano con la sessualità.

 

4) l'aspetto dell'OPPORTUNITA' POLITICA: è opportuno che un uomo pubblico rischi la sua "reputazione" perseguendo comportamenti che possono essere ritenuti "immorali" o comunque possano togliergli il consenso popolare?

La risposta alla domanda sull'"opportunità" dovrebbe essere chiara: se in quei comportamenti non commette reati, sta tutto al giudizio suo e a quello del suo partito.

E sta alla sua coscienza decidere o meno di nascondere al pubblico certi comportamenti privati. E deve anche sapere che, una volta scoperto, deve accettarne le conseguenze politiche.

Ovviamente, la scelta in molti casi è indotta dal contesto, sia personale che pubblico. Un uomo politico può dichiararsi ateo o gay. L'effetto politico e personale di tale "outing" dipende grandemente dalla società in cui si vive (oltre che da fatti privati, come l'essere sposato o meno). In Italia dichiararsi ateo può essere inopportuno, negli USA lo è certamente e in Iran rischi la forca.

Per inciso, nel discorso di opportunità ricade, e solo qui, il discorso della "RICATTABILITÀ": se un certo comportamento, legittimo e non reato, può esporre ai "ricatti" dei moralisti, è cosa che l'uomo pubblico ha il dovere di affrontare con le sue scelte, sapendo di poterne pagare delle conseguenze in termini di consenso.
Ma nessuno può preventivamente chiederne le dimissioni accusandolo di "esporsi ai ricatti". Se no, vorrebbe dire che il pubblico ha il diritto di decidere dei comportamenti privati delle persone.

 

5) l'aspetto della VITA PRIVATA: ebbene si, anche gli uomini pubblici hanno il diritto alla privacy. Meno stringente di quella dei "comuni mortali", d'accordo. Ma ce l'hanno. Almeno quando sono in casa loro e non in un luogo o un evento pubblico.

Anche se la casa si chiama Palazzo Grazioli e gli è stata concessa dallo Stato come abitazione privata per il tempo della carica. E se abitazione privata è, uno ha il diritto di usufruirne come tale, compreso il portarci delle escort.

In tutto questo dibattito ciò è stato quasi sempre dimenticato: un uomo pubblico ha tutto il diritto di avere una propria sfera privata (anche di stare nudo tra donne nude nel giardino di Villa Certosa ...). Il che non toglie che nel momento in cui si scopre, magari in modo discutibile e forse illecito come fotografarlo in casa sua, che la sua vita privata è del tutto diversa dall'immagine pubblica che cerca di propinare alla gente, le accuse di ipocrisia siano pienamente legittime ...

 

 

 

Un'occasione persa, forse peggio ...

 

Se si fossero affrontate le vicende di quest'anno in modo razionale e non moralistico-confuso, da tutto questo forse ne sarebbe uscita un'Italia migliore.

E i temi c'erano eccome: il diritto individuale alle libere scelte di vita (comprese quelle sessuali), la privacy, l'onestà o l'ipocrisia dei politici, la dicotomia tra l'Italia dei "furbi" e quella dei poveri cristi, ecc. ...

Invece temo che non solo si sia in gran parte persa l'occasione di fare un dibattito serio su certi temi (il Carfagnum non è stato quasi citato neppure quando si è parlato di escort e tutto ciò mentre negli stessi mesi i comuni cittadini venivano terrorizzati e taglieggiati dai sindaci sceriffi ...) ma che si siano socchiuse, se non aperte, le porte a visioni moralistiche che sarebbero una "ciliegina avariata" che verrebbe a completare la pessima torta che è l'Italia di oggi.

 

 

A suo tempo scrivevo sul Forum, rispondendo ad un partecipante:

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“Capisco il tuo discorso: qualsiasi cosa, anche il moralismo, per far precipitare Berlusconi nella cacca e liberarcene il più presto possibile (e non solo per le esigenze degli "utilizzatori finali", che i danni che fa sono ben più estesi ...). Una volta cacciato via, ci occuperemo eventualmente di stoppare il moralismo.

Discorso "seducente" (e fondato su salde ragioni), eppure io faccio davvero fatica a sottovalutare il pericolo di aizzare un moralismo sessuofobico.

E sai perchè?

Perchè qui non si tratta di "ciò che pensa la gente", dato che fortunatamente l'italiano medio non è bigotto e moralista: se fosse per la gente, avremmo gli Eros Center già da una quindicina di anni.

Qui si tratta della classe politica che erediterebbe il potere dopo il crollo di Berlusconi.

Questa classe politica, PD in testa, è la stessa che non ha mai messo Berlusconi all'angolo sui temi VERI (il conflitto di interessi, la giustizia) e contemporaneamente è la stessa che è in grandissima parte supina alla Chiesa, anche perchè (a differenza del satrapo-satiro Berlusconi) in buona parte viene proprio dalla ideologia cattolica.

 

[...]

 

Beninteso: sono dispostissimo ad accettare il rischio, se ciò vuol dire cacciare Berlusconi. Ci faccio la firma.

Ma mi rifiuto di calcare la mano su argomentazioni che ritengo: 1) comunque ingiuste, Berlusconi o non Berlusconi 2) potenzialmente autolesioniste (per noi) nel prossimo futuro.

In altri termini: dopo Berlusconi vorrei vedere al potere, che so, un Bersani, non la Binetti o un altro catto-moralista.

Passare da un satrapo ad un ayatollah non è il massimo delle mie aspirazioni ...

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Ora, bisogna dire che Berlusconi e la sua cricca sono in realtà riusciti a tamponare le falle che, evidenti, il martellamento continuo de "La Repubblica" e di altri organi di informazione a sinistra e non solo (a cominciare da Fini), avevano aperto.

Ci sono riusciti ben prima della (sospetta) aggressione di Tartaglia. Ci sono riusciti quando, dopo l'estate, è stata scatenata la "campagna d'autunno", portata avanti in prima battuta da quella squallida caricatura di giornalista che è Vittorio Feltri, con il "caso Boffo" (sul quale comunque Feltri aveva ragione al 100%, una volta tanto), e proseguita poi con il "caso Marrazzo".

Lo ammetto: pensavo che fosse stato un grosso errore da parte di Berlusconi il riaprire un dibattito ("Papi", escort, ...) che, complici le ferie estive, si stava spegnendo. E forse lo penso ancora.

Ma bisogna riconoscere che hanno giocato bene la carta del "siamo tutti uguali, tutti sulla stessa barca, a destra come a sinistra, in politica come nella Chiesa".

 

Politicamente, chapeau …

 

 

L'Italia del 2010, verso maschi-femminismo e nazifemminismo?

 

E adesso? Dibattito chiuso? Si spegnerà tutto? Forse.

 

Ma quello che io temo è che semi velenosi siano stati piantati in questo paese: i semi del moralismo illiberale.

Peggio, c'è chi sta tentando di far attecchire semi affini e forse ancor peggiori, semi che proprio non avevano mai germogliato nell'italico suolo: quelli del femminismo militante "di genere", stile scandinavo.

Quello che io chiamo nazi-femminismo.

 

Di questi semi, bisogna dirlo onestamente, c'era già qualche traccia nelle primigenie e pur giuste esternazioni della signora Lario.

Alzi la mano chi, di fronte alle sue parole sulle "veline" e sulle "minorenni", non ha avvertito l'"indignazione femminile" verso le "concorrenti giovani", a fianco ed al di là delle corrette valutazioni politiche.

E alzi la mano chi non ha sentito una sinistra consonanza tra le accuse di "offesa" alle donne avanzate dalla moglie di Berlusconi (e dopo ancora più nettamente da altri e soprattutto altre) e le accuse di "offesa alla dignità delle donne" che da sempre accompagnano le iniziative dei moralisti illiberali e sessuofobi, così come quelle delle nazi-femministe nordeuropee o statunitensi.

 

Guarda caso, dopo i casi berlusconiani il termine "dignità delle donne" è venuto prepotentemente alla ribalta nel dibattito. Non solo sui giornali ma anche, in parte, tra la gente. A me è capitato pure di sentirlo citare in tranquille serate al ristorante ...

 

E così, se prima paventavo "solo" il moralismo, ora temo che a questo moralismo possa aggiungersi una ventata di femminismo illiberale, che è una delle poche disgrazie finora risparmiate a questo sciagurato paese.

 

Peggio al quadrato: sembra spuntare perfino lo spettro di uno degli atteggiamenti più demenziali al mondo, il maschi-femminismo, ovvero la folle battaglia di uomini che, invece di chiedere la semplice e doverosa parità dei diritti femminili si accodano alle nazi-femministe nel dipingere tutti i mali della società come derivanti dal "genere maschile".

Che è esattamente il brainwashing colpevolizzante che è stato fatto agli uomini scandinavi, in particolare in Svezia.

 

Abbiamo infatti avuto la poco gradita sorpresa di scoprire che in una poco riuscita manifestazione romana di fine novembre, contro la violenza sulle donne, si sono intrufolati anche pittoreschi appartenenti ad una associazione di "maschi femministi".

Come riportarono le cronache:

"-------------------------------------------

La differenza al corteo la fa la presenza degli uomini e, in particolare di "Maschile plurale".

Spiega Stefano Ciccone che l’associazione è nata con l’idea di un percorso maschile per superare lo stereotipo degli uomini in crisi, intimoriti dalle donne: «Invece c’è anche un desiderio di cambiamento maschile». Fra le iniziative dell’associazione un incontro a Bari sulla prostituzione, insieme a un’associazione di ex clienti: «Ora aiutano le ragazze nigeriane a uscire dalla tratta. La riflessione con noi sposta il problema sulla sessualità maschile, perché il problema sta nei 9 milioni di clienti, non nel decoro cittadino».

-------------------------------------------"

 

Quattro gatti, questi maschi-femministi? No, probabilmente DUE gatti.

 

Ma le vicende del Nord Europa dovrebbero insegnare qualcosa.

Vicende che hanno visto nel 2009 la Norvegia cedere alla legge fascista svedese contro la prostituzione (dopo una resistenza di dieci anni, supportata pure da ricerche approfondite), per colpa di una socialdemocrazia scandinava intellettualmente e moralmente allo sbando e che ora rischia di fare la stessa cosa anche in Danimarca.

 

Queste vicende ci devono insegnare che in mancanza di VERI VALORI MORALI (come la libertà, la tolleranza, l'uguaglianza, l'indipendenza di pensiero ...) è facile cadere preda di FALSI VALORI, quando questi sono propagandati con incessante battage mediatico e si presentano, essi che sono valori FASCISTI, ammantati di umanesimo.

 

Tutto questo fatto nel nome della sacrosanta battaglia contro la violenza sulle donne ma anche (ed è qui il vero pericolo) nel nome di una "dignità delle donne" per l'appropriazione indebita della quale vedo già ai nastri di partenza tanta gente, anche in Italia.

 

 

In un post del luglio scorso, sul mio Forum un utente scriveva:

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"'Difesa della dignità della donna...', '...violazione della dignità umana delle prostitute ...'

Tenete d'occhio questa parola: "dignità".

Avrà un ruolo di primo piano nell'abolizione dei nostri diritti."

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Parole che purtroppo cominciano ad apparire abbastanza profetiche ...

 

Speriamo solo che la naturale mancanza di fanatismo degli italiani, che alla fine è uno dei non troppi pregi di questo popolo, possa far morire subito la malapianta.

Noi, se servirà, faremo la nostra parte per estirparla.

 

Buon Anno.

 

 

Jonathan, 27 dicembre 2009