Un'altra trasmissione inutile, anzi dannosa.


Non so se Bruno Vespa abbia deciso di fare un'altra trasmissione di "Porta a Porta" sulla prostituzione, esattamente a undici mesi di distanza dalla precedente (sempre che non me ne sia persa qualcuna nel frattempo ...) perchè l'argomento si presta a fare da "pruriginoso riempitivo" quando c'è carenza di argomenti (non che oggi ne manchino ...) oppure perchè, da fine osservatore del panorama politico, ha avuto il sentore (o la "soffiata" ...) che il tema sta per essere rimesso nell'agenda del governo.

Comunque sia, anche la puntata di "Porta a Porta" del 8 dicembre è stata, e non se ne sentiva la mancanza, l'ennesima occasione persa.

Occasione persa di trattare l'argomento in modo razionale, basandosi su qualcosa di più e qualcosa di meglio che non le fole di Don Benzi, che cerca di far passare come la totalità quel 10-20% di schiave nelle quali trova le donne che lui assiste, o basandosi su approssimative "micro-inchieste" giornalistiche.
L'inizio era stato quasi promettente ma poi nessuno, neppure tra i contestatori di Don Benzi, ha saputo calare i quattro assi degli studi fatti sull'argomento e così il discorso neppure stavolta ha preso la piega giusta, ovvero: visto che sono quasi tutte volontarie, come aiutarle?
Invece, ancora una volta, alla fine è passato il falsissimo leit motiv "visto che sono quasi tutte schiave, come aiutarle?"
E così, siamo da capo.
Una trasmissione fatta in questo modo è più dannosa che inutile ...

Su Don Benzi c'è poco da dire: è sempre lui, una maschera immutabile che pronuncia sentenze e anatemi sempre uguali, da anni.
Ignorando completamente (e cercando di far ignorare) ogni studio scientifico fatto sulla questione.
Lo stesso Vespa da l'impressione di credergli ormai poco, ciò nonostante continua a dargli costantemente uno spazio spropositato, con tanto di immancabile racconto della ex-schiava portata in studio.
Racconto che, ovviamente, concentra su di sè l'attenzione emotiva di tutti, e il gioco è fatto ...
In grave difficoltà ad inizio trasmissione, seccamente contestato da Zecchi e quasi irriso da Vespa, il Don si è sostanzialmente rifatto non tanto con l'assurdo intervento "a sostegno" della Gardini quanto con la penosa, certamente vera, ma statisticamente irrilevante storia della "schiava rumena": un vecchio "trucchetto" televisivo che funziona sempre, anche perchè nessuno dei presenti (anche quando ha dei dubbi, vedi l'ospite bulgara) può contestarne l'attendibilità ed ha il coraggio (o il cuore) di affermarne l'irrilevanza statistica ...
Per sapere, poi, che tra le stesse prostitute assistite da Don Benzi le schiave sono solo il 10%, a totale smentita di ciò che dice il Don, un cittadino italiano dovrebbe leggere un libro serissimo come "I Colori della Notte" o ... accedere al mio sito!
Sito che, con 1700 accessi in poco più di un anno, è ovviamente un moscerino, che dico: un microbo!, in confronto all'"esposizione" che Don Benzi continua avere sui media italiani.
A confronto, Davide era messo molto, molto meglio con Golia ... ;-)

Che dire degli altri ospiti?

Notevole, per lucidità e grinta, la ragazza bulgara ex-ballerina di Night Club e ora scrittrice: tra le altre cose, ha stroncato in 30 secondi il tentativo di far passare come significativa la testimonianza, raccolta dal giornalista di Vespa, della "prostituta ucraina da night" schiavizzata!
"Ma quale schiavitù, ho lavorato in sette Night italiani" - ha detto la bulgara -" e casi come quello si contano sulle dita di una mano!". Argomento chiuso, punto e a capo.
Pensate a cosa sarebbe successo se questa ragazza non fosse stata invitata: sarebbe passato immediatamente il messaggio "nei Night Club si schiavizza, tanto quanto in strada"!
E' così che nascono le "leggende metropolitane", con l'informazione distorta non immediatamente smentita (come invece, fortunatamente, è stato in questo caso).
Se cinque o sei anni fa si fosse cominciato a smentire immediatamente le affermazioni come "tutte sono schiave", oggi non ci troveremmo in questa situazione assurda ...

La Gardini: penosa, ha cercato subito di spostare il discorso sul piano sbagliato, aderendo totalmente alle idee di Don Benzi.
Penosa, non c'è altro da aggiungere.
O, meglio, visto che ci siamo aggiungiamoci pure la squallida "auto-promozione / messaggio per i vertici RAI" ("Avevo scritto per la RAI la sceneggiatura di una fiction sulla tratta, che mostrava come sono schiavizzate tutte queste ragazze. Chissà che fine ha fatto ...").
Mi viene da pensare che se la sceneggiatura era retorica come le affermazioni della Gardini, forse ci sono dei "motivi artistici" che l'hanno fatta finire in un cassetto ...

Il criminologo Francesco Bruno: anche questo un habituè di Vespa, conferma, assieme agli interventi della "Vice Questore aggiunta", ciò che penso da tempo.
Ovvero che il "problema prostituzione" non può essere affrontato con l'ottica del criminologo o del poliziotto, che ovviamente vedono la cosa da un punto di vista parzialissimo e, a suo modo, distorto.
E' come chiedere ad un esponente della Squadra Omicidi cosa ne pensa della natura umana: ovviamente, vedendo frequentemente "il peggio" non sarà portato a dare un giudizio particolarmente obiettivo.
Per sintetizzare: oggettivamente censurabile l'infelice affermazione della Vice Questore che "la prostituzione di strada è prevalentemente schiavizzata" e sostanzialmente inutile la presenza di Bruno, che non ha fatto una sola affermazione veramente degna di nota (il che, peraltro, conferma che la prostituzione non è una "questione criminale").

Ramona Badescu: che ci faceva lì? Essere rumena, ma con il suo fortunato percorso professionale, basta per parlare con cognizione di causa di prostituzione?
A giudicare da quanto si è visto, no ...
Analogo discorso vale per la ragazza kazaka oggi ben inserita in Italia.
Se queste presenze volevano dimostrare che non tutte le donne arrivate dall'Est in Italia sono diventate prostitute, ben venga.
Altra "ratio" nell'averle invitate non riesco a vederla ...

Il professor Zecchi: se avesse citato quelle quattro ricerche che danno la stima corretta del numero di schiave, avrebbe tappato la bocca definitivamente a Don Benzi, del quale giustamente non crede una parola, e probabilmente la trasmissione avrebbe preso un altra piega.
Ma non l'ha fatto, probabilmente perchè non le conosce.
A quando vedremo invitare non reputati professori di Estetica ma seri ricercatori della questione, che sanno quali sono i numeri attendibili?

Il "cliente": ... cliente? Quale cliente?
Vespa ha fatto una trasmissione su "Quanti di noi ci vanno?", apparentemente basata sui famigerati "nove milioni di clienti" e poi non ne ha intervistato neppure uno.
Vabbè, forse è meglio così, visto che nell'analoga trasmissione di gennaio 2003:
1) aveva chiamato a parlare di prostituzione di strada un cliente che aveva confessato di NON essere mai andato con prostitute di strada (!)
2) aveva poi fatto parlare un altro cliente di prostitute di strada che, a suo dire, faceva sesso a pagamento con loro tutti i giorni: un erotomane dal "fisico", dalle abitudini e dal portafoglio non particolarmente rappresentativi dell'insieme dei clienti!
Si, forse è meglio se non ha di nuovo invitato clienti, se quello è il risultato ...


Non è che mi aspettassi molto da questa trasmissione ma la delusione, comunque, rimane: fino a quando si continueranno a fare trasmissioni così, non si farà mai un passo avanti.

Dopo la fine della trasmissione, ho inviato a "Porta a Porta", dal sito di rai Uno, la mail che riporto qui di seguito.
Non mi aspetto di avere risposte o riscontri, peraltro.

Jonathan, 8 dicembre 2003



Caro Vespa,
ho appena visto l'ennesima puntata di un talk-show, in questo caso il suo, sulla prostituzione.
E, francamente, al di là di altre considerazioni sulle quali per brevità sorvolo, continuo a chiedermi come sia possibile, soprattutto per un giornalista attento come lei, continuare a fare dibattiti SENZA PARTIRE DAI DATI ESISTENTI, ovvero dalle ricerche scientifiche che sono state fatte in questi anni.
Lo sa che in Italia sono stati fatti ben QUATTRO studi scientifici che stimano, tra le altre cose, QUAL'E' LA PERCENTUALE DELLE SCHIAVE e quale quella delle prostitute VOLONTARIE in Italia?
E che TUTTI questi quattro studi dicono che la percentuale delle SCHIAVE va solo dal 10 (DIECI) al 20 (VENTI) per cento del totale?
E che questi studi (sui quali Don Benzi cerca di stendere una coltre di silenzio) sono stati fatti da fior di istituti di ricerca, cito solo il Censis e il Parsec?
E, per inciso, questo dato corrisponde esattamente anche alle risultanze dell'inchiesta che la commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati fece fare pochi anni fa, risultanze che lei probabilmente conoscerà, visto che furono (purtroppo frettolosamente) citate nella sua precedente trasmissione sul tema, a gennaio 2003.
Com'è possibile che tali dati scientifici non vengano MAI, dico MAI citati? E non dico per prenderli per oro colato, ma almeno per FAR PRESENTE CHE ESISTONO (e che non esistono quelli che li smentiscono)!
Com'è possibile che, al contrario, si continui a prendere per oro colato ciò che dice Don Benzi, ovvero che TUTTE sono schiave, che è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra?
Come è possibile che si debba continuare ad assistere ad esibizioni "precotte" di Don Benzi, con tanto di rituale esibizione di prostitute ex-schiave (che ovviamente, non fosse altro che per gratitudine, non diranno mai altro che quello che fa piacere a Don Benzi, il quale peraltro solitamente procura loro un posto di lavoro) e che sono casi certamente veri ma che ricadono in quel 10-20%, contro l'80% di volontarie (anche se spesso maltrattate) che quasi mai vengono intervistate?
E come è possibile che in Italia si continui a discutere e addirittura a pensare a leggi basandosi su AFFERMAZIONI FALSE, e ritenute false da tutti gli studi fatti, quali quelle portate avanti da Don Benzi?
Lei cosa penserebbe se in Italia si facessero dibattiti e ci si provasse a fare leggi "repressive" sulla famiglia sulla base di affermazioni come "in Italia comunemente i genitori uccidono i figli", "i figli spesso uccidono i genitori" o "i ragazzi sovente uccidono le fidanzate", basandosi su atroci ma sporadici fatti di cronaca come Novi Ligure, Cogne, ecc.?
Direbbe che è una pazzia e chiederebbe che chi fa tali affermazioni sia rinchiuso, suppongo ...
E perchè, invece, sulla prostituzione accetta di fare dibattiti sulla base del NULLA, anzi peggio, sulla base di affermazioni false che ROVESCIANO la realtà?
E che inevitabilmente, se accettate, porterebbero a fare leggi assolutamente sbagliate, se non controproducenti?

La inviterei (in tutta modestia mi creda) a dare un occhiata a questo sito, che io curo: http://digilander.libero.it/Jonathan_X/
E' il sito di un "dilettante", ma le assicuro che (e non solo perchè sono anche un "cliente") sono più significative le mie conoscenze di quelle, tanto per dirne una, della signora Gardini.
E, soprattutto, sono molto più importanti delle opinioni di tutti, anche di quelle di Don Benzi, le ricerche scientifiche che in quel sito sono citate.
Mi piacerebbe che uno studioso come Carchedi, per esempio, avesse un giorno UN CENTESIMO dello spazio che Don Benzi ha in televisione.
Ma so di illudermi.

Saluti.

Jonathan