La favola del Lupo e del Lupo.


Mi sento in dovere di scrivere quello che segue, anche se non collegato all'argomento trattato dal sito.

In spregio ad ogni principio di legalità nei rapporti tra gli Stati, nel più totale disprezzo dell'opinione pubblica mondiale, basandosi sulla menzogna e sulla propaganda più spudorata, George W. Bush e i suoi non molti alleati stanno andando a fare la guerra all'Irak.

Nel giro di pochi anni, sarà la seconda volta che dovremo assistere ad una guerra di aggressione, per quanto mascherata da "guerra giusta" o "guerra umanitaria", come fu a suo tempo spudoratamente definita l'aggressione alla Serbia per "liberare" il Kosovo.
Per il Kosovo, la propaganda, rivolta alla pubblica opinione, riuscì a reggere sufficientemente bene per il tempo del conflitto, grazie anche ad oggettive malefatte di un governo serbo (non "regime", come qualche giornalistucolo alla Gad Lerner aveva il coraggio di dire, ma governo legittimo eletto in libere elezioni) che certo non diede molti motivi per farsi amare dal mondo (in "ottima" compagnia, peraltro, degli altrettanto criticabili governi croato e bosniaco di quegli anni, "graziati" però dalla propaganda occidentale che identificò solo nei serbi i "cattivi").
Solo i più informati sapevano già allora quali menzogne si nascondevano dietro al casus belli del presunto "massacro di Racak" (attribuito dalla NATO come massacro a sangue freddo di civili albanesi kosovari da parte dei serbi, quando già a quei tempi una commissione indipendente di medici bielorussi aveva smentito la plausibilità di quella attribuzione, conclusione che verrà riconfermata dopo la guerra da medici finlandesi: http://www.kosovoforum.net/italRA.htm e http://www.analisidifesa.it/numero12/editoriale.htm) o la menzogna degli "accordi di pace" di Rambouillet (in realtà un inaccettabile ultimatum mascherato da proposta di pace, come perfino personaggi non sospettabili ammisero: "Rambouillet was not a negotiation - as is often claimed - but an ultimatum.", Henry Kissinger) la cui ovvia mancata firma da parte dei serbi fornì l'ultimo pretesto per l'avvio dei bombardamenti.
Quella guerra vergognosa (fatta, ricordiamolo, dall'Europa dei governi di centrosinistra e dal presidente democratico USA Clinton, cosa ancora più sconvolgente che non se fosse stata fatta dalla destra) fece molti più morti civili di quanti fossero morti negli anni precedenti in Kosovo e, a voler essere ottimisti, ebbe l'unico risultato di sostituire le deportazioni degli albanesi con le deportazioni dei serbi.
Perfino il "dittatore" Milosevic (in realtà uno statista autoritario e mafioso, ma legittimamente eletto) fu poi mandato a casa non dalle bombe della NATO ma dal popolo serbo, che alle elezioni successive non gli rinnovò la fiducia.
Quella guerra è stata doppiamente grave, perchè ha costituito un mostruoso precedente di "guerra senza provocazione", come è oggi la "guerra preventiva" che si sta per portare all'Irak.

Ora ci risiamo (con in più il fattore peggiorativo del governo statunitense passato ai conservatori) e, dopo averle provate tutte dal punto di vista propagandistico, a George W. Bush e alle lobby delle armi e petrolifere che lo sostengono è rimasto solo l'argomento "andiamo ad abbattere un dittatore" per cercare di convincere il mondo dell'accettabilità morale di questa guerra.

Bush ha dapprima cercato di convincere che Saddam appoggiava il terrorismo, parlando di legami con Al Qaeda: buco nell'acqua, visto che non è riuscito a trovare uno straccio di prova, anzi è stato smentito da più parti.
La pietra tombale su questo tentativo l'ha messa la registrazione della presunta voce di Bin Laden (nonostante il goffo e fallito tentativo del governo USA di presentarla come una "prova" di collusione con l'Irak!), che ha ricordato a chi se ne fosse dimenticato la contrapposizione frontale tra i principii integralisti del fondamentalismo islamico e la laicità della pur feroce dittatura irachena.

Poi Bush, Blair e i guerrafondai si sono buttati sull'argomento chiave: le armi di distruzione di massa.
Peccato che mesi di controlli non siano riusciti a scoprire altro che qualche missile che invece di avere una gittata di 150 Km ce l'ha di ... 180 Km! Una cosa terribile, certo meritevole di scatenare una guerra!

A questo punto, vista la mala parata in termini di supporto internazionale e, ancora di più, in termini di opinione pubblica, è rimasto il tentativo di giustificare la guerra quale legittimo metodo per rovesciare un altro governo, in quanto retto da una dittatura.
Che siano gli Stati Uniti, che in passato hanno mandato al potere ed appoggiato le più brutali dittature, da quelle sudamericane a quella dello stesso Saddam, a sostenere una simile incredibile tesi la dice lunga sulla credibilità morale di chi oggi vuole la guerra.
Ma l'argomento del "dittatore che è giusto abbattere" è rimasto l'ultimo a disposizione di questi sinistri personaggi e questo è ciò che si sta cercando di usare, prefigurando una rapida e quasi indolore soluzione bellica per sbarazzarsi di Saddam e ridisegnare in senso "democratico" l'intera area mediorientale.
C'è qualcuno che crede davvero che la monarchia ereditaria assoluta saudita o il generale pachistano golpista Musharraf (un presidente che ha restituito il potere ai civili solo parzialmente, tant'è vero che è ancora contemporaneamente anche a capo dell'esercito e inoltre può quando vuole licenziare il primo ministro), entrambi stretti alleati degli Stati Uniti, si stiano preoccupando di questi roboanti proclami sull'"esportazione della democrazia" mediante la pax armata americana?
Ma tant'è, quando non si hanno buoni argomenti a disposizione ci si trova costretti ad usare quelli più grotteschi e improbabili.
E cercare di ottenere in tal modo la "foglia di fico" dell'approvazione ONU, a coprire la vergogna di un massacro annunciato e della violazione dei più elementari principii di legalità internazionale.

Non credo che quella foglia di fico verrà concessa, ma ciò non fermerà la guerra.
A meno che con offerte economiche gli USA non riescano letteralmente a comprare l'appoggio di altri paesi (come è stato per la Turchia pochi giorni fa), dubito che l'ONU darà la copertura formale che Bush e i suoi alleati (che la vogliono perchè sanno benissimo di star per commettere una carognata) stanno cercando.
Ma ciò non avrà importanza, anche questa è una guerra di menzogne e pretesti, che fondamentalmente si fa beffe di ogni diritto internazionale e di ogni motivazione oggettiva.
E, di pretesto in pretesto, siamo arrivati al punto attuale, una situazione che ricorda la favola del Lupo e dell'Agnello, con il Lupo deciso a perseguire il suo progetto delittuoso nonostante non riesca ad accampare alcuna giustificazione, che è stata cercata freneticamente ma non trovata.
E se certamente non si riesce a dipingere Saddam come un Agnello (anzi ...), in questo momento a Bush riesce benissimo la parte del Lupo.

L'opposizione dell'opinione pubblica mondiale e della maggioranza dei governi a questa guerra è una cosa di clamorosa vastità, certamente inaspettata per gli stessi Bush e Blair, ad appena un anno e mezzo dall'11 settembre e dopo aver incassato per l'Afghanistan un larghissimo appoggio internazionale.
Il fatto è che i governanti più onesti si rendono conto benissimo delle differenze tra questa guerra preventiva e prennunciata, senza alcuna provocazione da parte dell'Irak, e la precedente Guerra del Golfo, che era la comprensibile e legittima reazione del mondo alla violazione della sovranità del Kuwait compiuta allora da Saddam.
E il fatto è anche che pure la gente sta cominciando a capire la vera natura della "guerra infinita" promossa da Bush: non tanto guerra al terrorismo, quanto piuttosto il mezzo per fare in tutto il mondo gli interessi americani (e di chi a loro si accoda) con una pretestuosa "copertura morale" antiterroristica.
Si dice che qualche settimana fa Blair sia andato da Chirac per "suggerirgli" che alla Francia sarebbe convenuto appoggiare la guerra, per poter poi anch'essa spartire la torta del petrolio iracheno nel dopo-Saddam!
Vera o no questa voce, c'è fortunatamente ancora qualche statista, in Europa e nel mondo, che ha mantenuto la sua dignità e la capacità di ascoltare l'opinione pubblica: senza Chirac e Schroeder la Comunità Europea si sarebbe già coperta di vergogna.

Che si può fare, per fermare la guerra?
In termini di risultati pratici: nulla, non c'è da farsi illusioni.

La guerra ci sarà, gli USA riusciranno certamente ad avere ragione di un esercito iracheno che oltretutto è oggi ridotto ad un terzo rispetto a quello già sconfitto nel 1991, i media controllati dal potere cercheranno di minimizzare i "danni collaterali" e dovremo sorbirci per di più la propaganda postbellica che cercherà di convincerci dei meravigliosi risultati democratici ottenuti grazie alla "liberazione" dell'Irak, ovvero grazie ad un'aggressione illegale che, come è già stato per il Kosovo, aprirà le porte ad ogni ulteriore futura nefandezza nei rapporti tra gli stati.
Un presidente eletto dalle lobby degli armamenti, della grande industria e del petrolio, eletto grazie al mancato riconteggio dei voti in Florida, prima considerato non a torto un grottesco semianalfabeta, retrogrado e con poco cervello, ha trovato in Bin Laden il suo migliore alleato, colui che ha inventato per lui la politica americana dei prossimi anni: il ritorno dell'Impero, basato sulla politica della paura (ovvero la paura instillata nella gente, prima di tutto negli statunitensi stessi).
Questa politica continuerà almeno fino a quando non ci sarà una forte opposizione all'interno stesso degli Stati Uniti, fino a quando la propaganda interna volta a creare un clima di angoscia e di attesa di nuovi atti terroristici non avrà mostrato la corda.
Allora e solo allora, forse, gli USA e i loro alleati rinunceranno a commettere quelli che, come ha recentemente ricordato anche la Santa Sede, sono atti aggressivi unilaterali che non trovano giustificazione, ed anzi violano i principii della legalità internazionale.

Quello che si può e si deve fare è testimoniare l'opposizione a questa guerra e, più in generale, a questa mostruosa politica che giustifica la "guerra preventiva" contro il nemico di volta in volta scelto.
E che mette chi la pratica sullo stesso piano di un Saddam che invade proditoriamente il Kuwait: il Lupo e il Lupo, l'Agnello non c'è ...

Io, nel mio piccolo, oltre a scrivere la mia indignazione, ho messo su questo sito il link al sito di Bandiere di Pace (http://www.bandieredipace.org), come altri hanno già fatto prima di me.
E' poco, ma il poco di milioni di persone diventa tanto, in termini di opposizione morale, ed è indispensabile sia per poter un giorno invertire questo scivolamento verso l'illegalità internazionale sia, a livello personale, per poter guardare sè stessi nello specchio senza doversi vergognare per la complicità del proprio silenzio.


Jonathan, 27 febbraio 2003