Signs.


Qualcosa mi dice che da parte governativa si sta per dare una "spallata" al "problema prostituzione", molto probabilmente cominciando con la loro nota ricetta del "facciamole sparire dalla strada", ma potrebbero andare oltre.

Può darsi che mi sbagli, ma ne vedo accumularsi i segni:
Don Benzi che raccoglie ora firme per una legge repressiva, Vespa che fa una puntata di "Porta a Porta" sulla prostituzione e invita Don Benzi con allegata prostituta schiavizzata, il tentativo nella stessa trasmissione di coinvolgere nella balla della "schiavitù totale" anche i night-club (passaggio stile-donbenziano indispensabile, e da me previsto, per continuare a ostacolare la prostituzione anche dopo che le strade saranno state "ripulite").
Ed ora, proprio in questi giorni, le televisioni nazionali (in testa quella che è diventata la principale televisione di propaganda filogovernativa, ovvero RAI1) che rimettono tra i titoli di testa notizie su operazioni antiprostituzione, date invariabilmente come "venivano fatte entrare in Italia e poi violentate, minacciate e costrette a prostituirsi".
Notizie gravi, peraltro non nuove e non sorprendenti, visto che in Italia si stimano 2000-3000 schiave (ma anche 20.000-25.000 volontarie!).
E che certamente sono in parte vere.

Peccato che quando si vanno a leggere non le notizie date a livello nazionale, come questa de La Repubblica (che peraltro ha dato poco risalto alla notizia, come poco risalto l'hanno data i maggiori quotidiani):


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La Repubblica on-line, 13/12/2003

Alessandria, 12:47
Sfruttamento della prostituzione, 30 arresti nel Nord Italia

Operazione della polizia di Alessandria contro un'organizzazione criminale, composta da italiani, rumeni ed ucraini, dedita allo sfruttamento della prostituzione e all'immigrazione clandestina. Trenta sono le persone già arrestate e numerose sono le perquisizioni estese nel Nord Italia ed in particolare nelle province di Alessandria, Milano, Torino, Varese, Asti e Pavia.

L'operazione, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Polizia Criminale, è stata avviata grazie alle dichiarazioni rese da alcune delle ragazze costrette alla prostituzione; ciò ha permesso di far luce su una vasta organizzazione, ben ramificata nel Nord-Italia, che introduceva ragazze ucraine e rumene con visti turistici, costringendole poi a prostituirsi nei locali notturni della zona.

Alle ragazze, una volta in Italia, venivano sottratti i documenti e tutti i proventi del loro esercizio, così da renderle in un totale stato di assoggettamento all'associazione. L'attività investigativa ha portato anche alla denuncia di altre 70 persone, tra cui anche titolari e gestori di night, coinvolte nell'indagine per aver fornito supporto logistico ed operativo ed al sequestro preventivo di due locali notturni, in provincia di Alessandria, dove si prostituivano le ragazze.
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ma quando si vanno a leggere, dicevo, le notizie più dettagliate raccolte in loco dai giornalisti dei quotidiani locali, le cose cambiano e neanche poco:


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http://www.inalessandria.it, sabato 13 dicembre 2003

Tortona: 30 arrestati o denunciati per le ragazze dei night
L'operazione "Gattopardo" - dal nome di uno dei night club nel mirino - della Questura di Alessandria ha portato all'identificazione, tra arresti e denunce a piede libero, di una trentina di persone, tutte implicate in un vasto giro, di clandestine da impiegare nei locali notturni del tortonese e dell'alessandrino, ma anche di alcune zone della Lombardia.
Sulla banda italo- slava pende l'accusa di associazione per delinquere, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e altri reati "minori".

La lunga indagine sulla tratta di giovani ragazze dell'Est Europa, soprattutto Rumene ed Ucraine, era partita nel giugno 2002 sulla scorta di alcune mezze ammissioni di alcune straniere controllate all'interno dei locali notturni. Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Tortona, hanno qundi registrato le conversazioni telefoniche degli "impresari" e raccolto informazioni grazie alle intercettazioni ambientali nei night.
Si è potuto quindi scoprire un imponente traffico di ragazze impiegate come ballerine ed in alcuni casi anche costrette a prostituirsi, dopo essere entrate in Italia prevalentemente con permessi turistici.

Alle giovani era spesso sequestrato il passaporto ed erano tenute sotto stretta sorveglianza da parte dei componenti della banda.
Dei 100 euro giornalieri che rappresentavano il loro compenso per il "lavoro" nei night, solo poche decine finivano realmente nelle tasche delle straniere sfruttate, visto che il grosso del compenso finiva o nelle tasche dei loro "agenti - reclutatori", oppure in quelle degli impresari che si facevano pagare a peso d'oro gli alloggi che utilizzavano.
In alcuni casi gli stessi impresari italiani si recavano in Romania per trattare con malavitosi locali e concordare i viaggi, una volta alla settimana, di mezza dozzina di ragazze, con la complicità degli autisti di pullman turistici delle ditte rumene "SC Ratur Trans" e "Atlass Sib".

Nel caso delle ucraine, il passaggio della frontiera avveniva sempre attraverso minibus di agenzie d'affari ("Safari" e "Intur2000") falsificando dati e timbri sui passaporti per poter riciclare i documenti di viaggio e permettere l'ingresso in Italia di nuove extracomunitarie. Le ragazze erano successivamente impiegate in alcuni noti locali della zona (Queen's Club e Gattopardo di Tortona, Jocker Club di Alessandria, Quien Sabe di Zerbo (Pv), Taurus di pontecurone, Emozioni- La tana di Induno Olona (Va), Red Destiny di Torino, Carrobbio di Milano, Mirò di Asti).

C'è voluto quasi un anno per ricostruire nomi, luoghi e modalità della truffa.

Settanta persone, tra titolari dei night, impresari, autisti, prestanomi, falsari e vari collaboratori, sono finite tra le carte dell'Autorità Giudiziaria che ha chiuso le indagini lo scorso 18 giugno, e che hanno portato all'arresto o alla denuncia a piede libero, tra ieri ed oggi, di molte persone.
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Capito?
Quando si va nel dettaglio e si approfondisce la cosa, la notizia data come "introduceva ragazze ucraine e rumene con visti turistici, costringendole poi a prostituirsi" diventa "in alcuni casi anche costrette a prostituirsi".
Tanto che se la notizia è corretta tra i capi di accusa NON, ripeto NON figura quello specifico della "riduzione in schiavitù"!!!
E "alle ragazze, una volta in Italia, venivano sottratti i documenti e tutti i proventi del loro esercizio" diventa "alle giovani era spesso sequestrato il passaporto": spesso, non sempre.
Presumibilmente per quelle poche che veramente non erano venute in Italia volontariamente e che quei criminali dovevano "convincere" a rimanere.
E "i proventi totalmente sottratti" diventano, quando si va a scavare nella faccenda, i "100 euro giornalieri che rappresentavano il loro compenso": una miseria e una vergogna, probabilmente un quarto o un quinto dell'incasso giornaliero (molto meno del 40% che spesso le prostitute trattengono), ma rapportata al reddito pro-capite in Romania è lo stipendio di un mese, abbastanza da attrarre tante di queste ragazze ...

Cari giornalisti "nazionali", sapete che vi dico? FATE SCHIFO!
Ma lo sapevo già prima ...

Ed ora la cosa più importante.

Per chi non l'avesse capito: una volta "ripulite le strade", la "lotta alla prostituzione", sostenuta dall'eterna frottola del "sono tutte schiave", si sposterà all'interno dei "club privè" e dei night-club.
Con buona pace di quei clienti (oggi spesso incredibilmente inerti e ignavi) che si illudono che il bersaglio sia solo quello delle prostitute "di strada" e di poter domani facilmente "usufruire" nei locali notturni.
E dato che, probabilmente, verrà fatta una legge che formalmente permetterà l'esercizio individuale in appartamento ma consentirà ai condomini di opporsi (e temo che si vieterà comunque alle prostitute di "aggregarsi"), in Italia non rimarrà più un solo luogo tollerato per l'esercizio della prostituzione!
Ci sono già tutti, ma proprio tutti i segni che il togliere le prostitute dalla strada non è l'obiettivo ultimo, ma solo il primo passo che proseguirà con il colpire i night-club e tutti quei luoghi di ritrovo dove la prostituzione troverà un temporaneo "rifugio", per finire poi con l'ostacolare anche quella in appartamento.

Io lo dico da anni: ai talebani fondamentalisti e bigotti non importa tanto la "liberazione delle prostitute dalla schiavitù", nè il solo "ripulire le strade dallo sconcio".
A loro interessa negare il diritto all'esercizio ed alla fruizione della prostituzione: è per questo che sono contrari agli Eros Center, dove non ci sarebbe "sconcio" visibile e dove la criminalità faticherebbe ad entrare, e perfino alle cooperative tra prostitute.

Questa almeno è, ne sono convinto, l'intenzione della "lobby donbenziana", che raccoglie consensi trasversali da destra a sinistra e che potrebbe essere in grado di fare una legge che, pur non forcaiola come quella proposta dal talebano, potrebbe nei fatti ostacolare tanto la prostituzione "visibile" da spingerla in clandestinità.
L'efficacia di tali lobby è stata dimostrata, non più di due giorni fa, dal voto parlamentare sulla fecondazione assistita (e non è un caso che la talebana del centrosinistra Toia, e la Bindi è forse solo di poco meglio, figuri in primissima linea in entrambe le poco onorevoli battaglie).

Italiane e straniere, se questa linea passa tutte le prostitute in questo paese saranno presto accumunate dallo stesso problema: come poter lavorare.

Vogliono i "clienti" italiani svegliarsi, please?


Jonathan, 13 dicembre 2003


P.S.: sarò lieto di scrivere, tra sei mesi o un anno, un editoriale che si rimangia questo di oggi e lo irride per "irragionevole pessimismo". Mi auguro di doverlo fare, ma ...