"Spartacus", un film di Giuliano Amato.

Il contesto.

Questo passaggio di anno, dal 2006 al 2007, ci ha regalato alcune "perle" sulla prostituzione.

Passata la ormai lontana bufala estiva delle "40.000 schiave ai mondiali di calcio", miseramente e vergognosamente sorta e naufragata in poche settimane, si era cominciato qualche mese fa con l'apparizione su un diffuso settimanale italiano, l'"Espresso", di un superficialissimo articolo basato su dati di una incredibile "ricerca" del 2005 fatta dall'Università Cattolica di Milano, sotto la copertura del (ex rispettabile) marchio "Transcrime".

Il tutto mentre a Roma il sindaco Veltroni, oltre ad essere impegnato ad intitolare la Stazione Termini ad uno scomparso Pontefice (salvo poi ritirare la mano dopo le proteste delle associazioni laiche ...) era pure preso nel propagandare la splendida pensata delle telecamere sulla Salaria, "per proteggere le schiave minorenni" (esperimento già fallito, come prevedibile, e devo purtroppo nello specifico dare ragione anche alla Destra romana, anche se poi alcuni di loro si spingono a ribadire le solite risibili affermazioni generalizzatrici sulla "schiavizzazione": http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1108272&Sectionid=8&Editionid=8 , http://www.grnews.it/?Azione=dettaglio&IdNews=520 e http://www.francescofilini.it/video.php?vid=36 ).

Si era poi continuato con le affermazioni di un individuo che conosciamo bene e di cui da anni denunciamo il bigottismo, misto (e questo è ancora più grave) ad ignoranza e sostanziale mancanza di rispetto delle libertà individuali, individuo che oggi è purtroppo a capo del Viminale: Giuliano Amato, colui che io chiamo il Dottor Grossolano.

Il quale, riuscendo a suscitare diffuse proteste perfino in un paese come il nostro, così poco attento al rispetto verso la prostituzione, aveva seraficamente affermato, intervistato in qualità di ministro della Repubblica, che a lui della privacy dei clienti delle prostitute non glie ne importava proprio nulla.

Lo stesso Amato, poche settimane dopo, aveva dato ulteriore prova sia della sua dabbenaggine nel cercarsi gli "esperti" ("Don Benzi mi ha spiegato che ...") sia delle sue confusissime idee in fatto di giurisdizione ("bisogna punire anche per stupro un cliente che va con una prostituta che ha meno di 18 anni"), cosa che per un ministro dell'Interno non è proprio il massimo.

Gli ultimissimi giorni del 2006, poi, testimoniano del panico che ha preso certi ambienti per un fatto che, essendo deciso a livello europeo, lasciava sostanzialmente inermi i fanatici anti-prostituzione italiani e minacciava di togliere gran parte del business a chi sulla prostituzione un business, oggettivamente, lo fa.

L'entrata nell'Unione Europea della Bulgaria e soprattutto della Romania, a partire dal primo di gennaio 2007, da una parte rendeva ormai impossibile usare la Bossi-Fini per espellere le prostitute cittadine di questi paesi, dall'altra rischiava che le organizzazioni di "recupero" delle prostitute vedessero di colpo vaporizzarsi il grosso del loro business, che è principalmente fatto su cittadine rumene le quali, in quanto extracomunitarie, si avvalevano dei programmi di inserimento sociale garantiti dall'art. 18 del Testo Unico sull'Immigrazione.

La cosa è stata affrontata, a livello governativo, in due modi:

- uno, ancora oscuro nelle intenzioni e nei metodi che verranno adottati, mandando il ministro Amato a firmare un accordo anti-criminalità con la Romania e non è chiaro se l’impegno maggiore sia quella sulla criminalità generica, sui rom o sulla prostituzione. Conoscendo le idee del Dottor Grossolano, do per scontato che la prostituzione non sia la sua ultima "preoccupazione" ...

- il secondo è stato fatto, di tutta fretta e dopo alti lai lanciati dalle associazioni di assistenza (tutte, laiche e cattoliche, liberali e bigotte), con un decreto legge (D.Lg. 300/2006 del 28 dicembre 2006) che all'Art.6, Comma 4, recita: "Al programma di assistenza ed integrazione sociale previsto dall'articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, può partecipare alle condizioni ivi indicate, in quanto compatibili, anche il cittadino di Stato membro dell'Unione europea che si trovi in una situazione di gravità ed attualità di pericolo."

In altri termini, se tale decreto verrà convertito in legge, l'Art.18 si potrà applicare anche a cittadini comunitari (perfino italiani), che non hanno bisogno di permesso di soggiorno e che hanno pertanto libero accesso al mercato del lavoro italiano.
Una cosa buona? Secondo me, no.
Non è questa la sede per addentrarci nell'argomento ma l'Art.18, che solitamente viene giornalisticamente legato al termine "protezione", in realtà è focalizzato all'"assistenza ed integrazione sociale", ovvero sostanzialmente all’aiuto nel trovare un lavoro (formazione professionale compresa): la "protezione" è fornita, oltre che dalla doverosa protezione dello Stato verso chiunque sia minacciato dalla criminalità, dalla concessione del permesso di soggiorno e quindi dall'eliminazione del pericolo di essere rimandati a forza, indifesi, in patria.
Tolta la necessità del permesso di soggiorno, uno straniero (ora comunitario) uscito da una situazione di schiavitù, e perfino quando ancora minacciato, non si trova in condizioni diverse da quelle di un italiano: non può essere espulso, può accedere liberamente al mercato del lavoro.
Il consentirgli ora di accedere al programma di inserimento sociale previsto dall'Art.18 avrà tre conseguenze, entrambe negative:
- la probabile discriminazione nel supporto da parte dello Stato, per cercare lavoro, tra cittadini comunitari che erano stati minacciati da organizzazioni criminali della tratta e cittadini comunitari che erano stati minacciati da singoli e magari lo sono ancora (esempio, una moglie italiana che ha abbandonato il marito violento e che ora si trova senza supporto, senza lavoro e con figli a carico: dubito alquanto che potrà beneficiare dell'Art.18 ...)
- la prosecuzione dell'uso strumentale dell'Art.18 da parte di cittadini stranieri comunitari e neo-comunitari, quale mezzo non più per ottenere il permesso di soggiorno (ormai per loro superfluo) quanto per essere agevolati nella ricerca di un lavoro
- la minore quantità di risorse disponibili per gli extracomunitari, che sono quelli davvero deboli e che veramente l'Art.18 voleva e doveva tutelare

In sostanza, l'Art.18 è stato stravolto, come peraltro si comincia ad ammettere anche da parte di sostenitori di questo decreto legge, mentre si sarebbero potute adottare soluzioni più razionali e meno affrettate, che garantissero, anche esplicitandola espressamente, la protezione di Polizia alle ex-schiave ora comunitarie ma che non mescolassero protezione e indebita agevolazione all’entrata nel mercato del lavoro italiano.
Il tutto è stato fatto, a mio avviso, sulla spinta delle necessità di business delle (peraltro solitamente meritorie) organizzazioni di assistenza.
Mi piacerebbe che il decreto venisse sostituito da qualcosa di meglio, ma temo che il “business” vincerà …

Ma non era finita …

L’”Operazione Spartacus”.

Con strepitosa grancassa mediatica, il 24 gennaio 2007 viene annunciata dalla Polizia di Stato la conclusione dell'"Operazione Spartacus".

Come subito noteranno anche i cronisti, i numeri dell'operazione sono imponenti, se non addirittura "sconvolgenti":
784 persone arrestate e 1311 denunciate, in 32 province, con accuse di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Il tutto in un'operazione che è durata da ottobre 2006 a gennaio 2007.

Gli articoli dei giornali, a partire da titoli e sottotitoli, sembrano fatti con lo stampino:

"La tratta delle schiave. Operazione 'Spartacus': in manette 784 persone che speculavano sugli immigrati"
"Sfruttamento della prostituzione, con 'Spartacus' in cella 784 persone. Arresti in 32 province"
"Immigrazione: tratta delle donne, quasi 800 arresti"
"Tratta donne: comprate a 200 euro e portate in Italia"
"Tratta di esseri umani: Ragazze comprate a 200 euro e avviate alla prostituzione"
"Blitz sulla tratta delle prostitute: 800 arresti"
"Tempi moderni e nuove schiave"
"Retata nazionale antischiavitù"
"Le schiave rompono le catene"
"Prostituzione, quasi 800 arresti per sfruttamento"
"Prostituzione, organizzazioni azzerate"

ecc. ecc.

e solo in pochi casi fa timidamente capolino l'idea che la prostituzione sia solo uno dei reati colpiti:

"Tratta esseri umani: oltre 700 gli arresti"
"Tratta degli immigrati e prostituzione"
"Blitz contro tratta dei clandestini: 800 arresti in tutta Italia"

Mentre non c'è proprio da sperare che i giornalisti facciano notare che, quando la cosa riguarda la prostituzione, il reato contestato possa essere per sfruttamento e non sempre e solo per schiavismo …

Nel giorno in cui l'Operazione Spartacus viene comunicata alla stampa (il nome, per ammissione diretta della Polizia, è stato scelto per sottolineare la "lotta alla schiavitù", anche se collide infelicemente con il nome di una famosa operazione della Direzione Investigativa Antimafia contro la camorra, risalente al 1993), l'ineffabile ministro Amato non può ovviamente farsi sfuggire l'occasione per una delle sue solite dichiarazioni, con frasi rivelatrici:

«L´operazione della Polizia di Stato contro la tratta degli esseri umani di cui si è data notizia questa mattina è della massima importanza perché dà corpo a una delle mie prime priorità: il traffico di donne, e in particolare di minori, a fini di prostituzione è uno dei reati più ignobili che si consumano purtroppo in Italia. Combattere i gruppi criminali che lo organizzano e liberare dal loro ricatto queste ragazze riguarda la coscienza civile di noi tutti prima ancora che non le leggi penali. Importante in questo senso è anche l´istituzione presso il Dipartimento di pubblica sicurezza, avvenuta la scorsa settimana, di un Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi, che sarà presieduto dalla sottosegretaria Marcella Lucidi. È un ulteriore tassello per intensificare il sistema di prevenzione e contrasto dei fenomeni della tratta di esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione».

Detto, "en passant", che da un "Osservatorio" sulla prostituzione istituito da Giuliano Amato e presieduto da una ex-dirigente dell'Azione Cattolica romana mi aspetto, sulla base della ormai mia non breve esperienza di osservatore del fenomeno, solo menzogne e azioni illiberali (sarò prevenuto, ma ...), andiamo a vedere cos'è in realtà questa "Operazione Spartacus".

 

Anatomia dell'"Operazione Spartacus".

L'operazione è partita ad ottobre 2006 ed è quindi durata circa tre mesi: è evidente che si è atteso di "accumulare" un bel numero di arresti a scopo mediatico, cosa perfettamente in linea con la mentalità del Dottor Grossolano su questo tema.

La cosa davvero strana, però, è che quasi mai viene riportato nella notizia il numero delle "schiave liberate", azione che pure è l'obiettivo dichiarato di tutta l'operazione!

Non vi sembra “strano”?
Lo è, lo è ...

Ma adesso viene il bello ...

In quasi tutti gli articoli si dice che "in manette sono finite 784 persone (di cui 764 stranieri) e altre 1.311 (di cui 1.224 stranieri per lo più dell'Europa dell'Est e dell'Africa) sono state denunciate per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".

E ci si ferma lì.

"Capperi!", uno è indotto a dire, "quanti sfruttatori schiavisti!".

E, invece, da qualche articolo (pochi) che riporta la versione completa "scappa fuori" la verità:

le ragazze che hanno denunciato gli sfruttatori schiavisti (anzi, quelle che hanno ottenuto il permesso di soggiorno entrando nel cosiddetto "programma di protezione", non è detto che abbiano effettivamente sporto denuncia) sono …

45 (QUA-RAN-TA-CIN-QUE) !!!

Vedi, per esempio: "A 45 ragazze che hanno dato una mano alle indagini, è stato concesso il permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale." ( http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=701252016&H  )

Tutti gli articoli che citano quel numero di ragazze sono concordi sulla cifra di 45, che certamente è stata comunicata dalla Polizia stessa, ma probabilmente non messa in evidenza nei confronti dei media.

Quarantacinque schiave a fronte di 2095 sfruttatori schiavisti (784 arrestati e 1311 denunciati a piede libero) ???

E' del tutto ovvio che C'E' QUALCOSA CHE NON VA, CHE STANNO CERCANDO DI NON RACCONTARCELA GIUSTA, ovvero stanno per l'ennesima volta cercando di PRENDERE PER I FONDELLI IL CITTADINO ITALIANO MEDIO.

Perchè, come minimo, uno si aspetta di trovare almeno una prostituta per ogni singolo sfruttatore schiavista, almeno per ognuno degli arrestati, approssimativamente!

Anzi, è noto che solitamente gli schiavisti gestiscono delle "scuderie" di ragazze, quindi ci si dovrebbe aspettare un numero di ragazze ben maggiore del numero degli sfruttatori arrestati!

Ma anche facendo un'ipotesi minimale "una-ad-uno" è del tutto evidente che le cifre non tornano affatto con l'idea che tale operazione abbia scoperto un enorme numero di schiavisti!

Anche perchè è impensabile che ci siano molte più ragazze che non hanno voluto usufruire del programma di protezione, a meno che ... la stragrandissima maggioranza delle ragazze gestite da quegli sfruttatori NON fossero schiave!

E' evidente che, una volta che ci si rende conto di ciò, ovvero di come (temo ad arte) il dato più significativo (le "schiave liberate") sia stato quasi occultato sui media e ci si rende conto dell'enorme sproporzione numerica, tutta l'operazione Spartacus assume immediatamente un altro volto.

La mia ipotesi (anzi, viste le cifre, direi che è quasi una certezza):

il Dottor Grossolano ha volutamente sollevato, nel suo fanatismo illiberale, un polverone mediatico sull'aspetto "prostituzione", mentre l'operazione in sè ha evidentemente scoperto pochissime schiave (e forse ha colpito altri reati, come l'immigrazione clandestina, più di quelli legati alla prostituzione).

E, infatti, guarda caso si parla di schiave ma in generale l'accusa è quella di "sfruttamento della prostituzione" e non quella ben diversa di "riduzione in schiavitù".

E non ci viene neppure detto quanti tra gli arrestati fossero davvero sfruttatori e quanti fossero invece "importatori di clandestini" (tipo scafisti albanesi o "importatori" muniti di TIR) ...

Avete capito, il Dottor Grossolano?
Sta prendendo per i fondelli gli italiani e spargendo mistificazioni (come al solito ...).

 

Guardate: qui abbiamo proprio un bellissimo esempio di "tentativo di rimbambimento mediatico" (purtroppo in gran parte riuscito).

Una cosa che il sottoscritto conosce perfettamente da anni, da quando ha iniziato ad occuparsi di questo tema spinto dall'indignazione per la combinazione ignoranza-menzogna-intolleranza-bigottismo con la quale viene spessissimo affrontato.

Solo se uno sta attento e non si lascia fuorviare dagli articoli giornalistici (a partire dai titoli), si accorge di quattro cose:

1) i reati contestati sono almeno due, non c'è solo il reato di sfruttamento: c'è sfruttamento della prostituzione e c'è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (e quest'ultimo terminologicamente può essere considerato "tratta", anche quando riguarda solo il trasporto in Italia dei clandestini).

2) non ci viene detto quanti tra gli arrestati sono "sfruttatori" e quanti "favoreggiatori dell'immigrazione clandestina"

3) tra gli sfruttatori non viene specificato quanti sono gli schiavisti (reato di riduzione in schiavitù, colpito dall'Art. 600 del Codice Penale) e quanti semplici sfruttatori di prostitute comunque volontarie (reato colpito dall'art.3 della legge 20 febbraio 1958, n.75, la "Legge Merlin")

4) non ci viene neppure detto in modo esplicito ed evidente (cosa incredibile!) quante sono state le "schiave liberate"!
Lo si può ricavare solo “leggendo tra le righe” e solo perché alcuni degli articoli (pochi) riportano la cifra. Cifra che, stante il grande numero di arresti e denunce ci si aspetta debba essere un numero enorme, visto oltretutto che normalmente uno sfruttatore gestisce più di una ragazza.
Invece abbiamo solo un numero "incredibilmente" basso di prostitute che hanno avuto il permesso di soggiorno: quarantacinque!
E che pertanto possiamo tranquillamente considerare come il numero di "schiave liberate" nell’Operazione Spartacus: QUARANTACINQUE.

Quarantacinque in tre mesi di indagini (certamente serrate, data l’importanza mediatica attribuita all’operazione) ed arresti.

Vogliamo fare due conti? Facciamoli.

Secondo i dati disponibili (anche quelli recentemente forniti il 19 dicembre 2006 dal CNCA - Coordinamento nazionale comunità di accoglienza: http://www.terrelibere.it/terrediconfine/index.php?x=completa&riga=02711 ), ogni anno vengono concessi sugli 800-900 permessi di soggiorno legati all'Art.18 (e, come ho più volte denunciato, ciò non garantisce comunque che tutte costoro siano realmente schiave e stanno infatti cominciando ad arrivarmi conferme che alcune di costoro non lo sono): 4.697 permessi di soggiorno per art. 18 nel periodo 2000-2004.
Per quanto riguarda il programmi di protezione sociale, sempre per l'Art.18, da marzo 2000 a maggio 2006 sono state 11.226 le persone inserite in tali programmi.

Ora, prendiamo questi valori e consideriamo:

- dal 2000 al 2004 (cinque anni) ci sono 60 mesi: il che vuol dire che in quei cinque anni si sono avuti circa 78 permessi di soggiorno concessi ogni mese sulla base dell'Art.18

- da marzo 2000 a maggio 2006 ci sono 75 mesi: il che vuol dire che negli ultimi sei anni ci sono stati in media circa 149 inserimenti al mese nei programmi di inserimento sociale da Art.18

Vi rendete bene conto di cosa ciò vuole dire?

Vuole dire che il numero di QUARANTACINQUE prostitute alle quali nel periodo di tre mesi è stato concesso il permesso di soggiorno per l'Art.18, ovvero addirittura mediamente solo QUINDICI AL MESE, è ... NULLA!

E' ADDIRITTURA MOLTO MA MOLTO INFERIORE SIA ALLA MEDIA DEGLI INSERIMENTI NEI PROGRAMMI DI ASSISTENZA (DIECI VOLTE MENO) SIA PERFINO A QUELLI DEI PERMESSI DI SOGGIORNO CONCESSI "PER SCHIAVITU'" NEGLI ULTIMI ANNI (CINQUE VOLTE MENO)!

Ed è così basso che perfino se nei prossimi mesi, con l'approfondirsi delle indagini e con la maturazione in altre prostitute della convinzione di chiedere l'inserimento nei programmi (cosa che facilita l'inserimento nel mondo del lavoro "normale"), quel numero dovesse aumentare, dovrebbe veramente aumentare in modo enorme anche solo per pareggiare la media di questi anni!

 

In poche parole: se qualcuno sperava, magari per pregiudizio ideologico, che l'Operazione Spartacus scoprisse una gran quantità di schiave in Italia e dimostrasse la veridicità di certe affermazioni propagandistiche, ha clamorosamente e totalmente FALLITO il suo obiettivo.

Se, per esempio, il Dottor Grossolano voleva dimostrare (o sperava di farlo) che in Italia le schiave sono moltissime, ha invece dimostrato l'esatto opposto: HA DIMOSTRATO CHE LE SCHIAVE SONO POCHISSIME!

Un numero di una cinquantina di prostitute "schiave" a fronte di diverse centinaia di magnaccia arrestati, che quindi gestivano certamente almeno altrettante centinaia di ragazze e probabilmente molte di più, è infatti in perfetto accordo con ciò che sappiamo e che andiamo dicendo da sempre: le schiave in Italia sono al massimo attorno al 10-15% del totale, non di più.
E c'erano da tempo molti segnali e anche dati di ricerca a dire che la schiavitù stesse anzi diminuendo sotto il 10% (vedi ultimi dati 2005 del Parsec sulla prostituzione adulta, che stimano la percentuale schiavistica attorno al 7-8%).

E ancora, l'enorme discrepanza tra il numero delle prostitute schiave trovate "sul campo" in tre mesi e i numeri medi mensili di concessione dei permessi di soggiorno "per schiavitù", indica chiaramente che le schiave in Italia sono molte meno di quelle indicate dai permessi di soggiorno concessi grazie all'Art.18, cosa che per esempio invalida completamente la "ricerca" del 2005 della Transcrime-Cattolica!

Perciò questa opportuna e doverosa operazione di Polizia, che si è cercato di trasformare in operazione propagandistica, è, per chi non si lascia prendere per il naso dai media, un fantastico boomerang per il Dottor Grossolano e il suo amico Don Benzi!

 

L'Operazione Spartacus è un'operazione di Polizia fatta a regola d'arte, secondo le leggi attuali che colpiscono anche solo il "semplice" sfruttamento (senza schiavismo) e il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Nulla da dire e, anzi, in mancanza di soluzioni civili e controllate basate sulla legalizzazione della prostituzione è un bene che si colpiscano i magnaccia (cosa che tra l'altro oggi libera il campo all'indipendenza di gran parte delle rumene e bulgare).
I magnaccia, a cui purtroppo oggi (in mancanza di una legalizzazione della prostituzione) si devono appoggiare moltissime extracomunitarie che si vogliono prostituire volontariamente, sono gente malavitosa, che sa benissimo di operare illegalmente.

Ma se l'operazione in sè è ineccepibile, il modo come è stata presentata è una mistificazione mediatica, una vera "fiction", un film per la TV.

Un film, suppongo, diretto personalmente da Giuliano Amato.

E' del tutto evidente, già a prima vista, che c'è qualcosa che non va: non è assolutamente credibile che si arrestino o si denuncino duemila sfruttatori schiavisti liberando solo una cinquantina di schiave (ma non sarebbe credibile neppure se le schiave liberate fossero due o trecento e gli sfruttatori settecento!).

"Ergo": tra quelle duemila persone "beccate" e anche solo tra gli 800 arrestati, gli schiavisti devono essere ben pochi!

Non si scappa, c'è troppa sproporzione tra le cifre per pensare altrimenti.

Certamente ci sono sfruttatori, sfruttatori di prostitute volontarie, ma di rado schiavisti.

Ed è perciò altamente probabile che molte delle prostitute che erano "gestite" da quegli sfruttatori cercheranno di continuare comunque a fare quel lavoro, possibilmente in modo indipendente (e questo è un aspetto molto positivo della cosa), e continueranno a stare in strada.

Ed è doveroso ribadire ulteriormente che c'è un ulteriore fortissimo indizio che esce, inaspettatamente per gli anti-prostituzione, da questa operazione:
se in tre mesi di stringenti indagini si trovano "sul campo" così poche schiave, a fronte di numeri relativamente elevati di concessione di permessi di soggiorno in questi anni, ciò è ulteriore conferma che l'Art. 18 è un pessimo e fuorviante indicatore del numero delle vere schiave.
Le vere schiave in Italia sono quindi molte ma molte di meno di quelle che si possano dedurre dal numero delle concessioni dei permessi di soggiorno.
E ciò, come già detto, mette la pietra tombale sull'assurda "ricerca" del 2005 dell'Università Cattolica-Transcrime, che si basava addirittura sul mero numero di richieste (richieste, non concessioni!) di permesso di soggiorno, moltiplicato per 10 o per 20!

 

Conclusione:

l'"Operazione Spartacus", presentata (in primis dall'ineffabile ministro Amato) come una grande operazione contro la tratta schiavistica, in realtà appare essere un'operazione, accuratamente preparata dal punto di vista mediatico, dove la tratta schiavistica ricopre una parte del tutto minimale.

Un'operazione a vastissimo raggio che infatti, probabilmente contro i "desiderata" di alcuni dei suoi promotori, fa vedere ancora una volta, dati alla mano, che la tratta schiavistica è largamente minoritaria!

 

Ma c'è l'aggravante della presa per i fondelli (da parte di alti organi dello Stato!) ai danni del cittadino italiano medio, che deve andare a cercarsi col lanternino i valori veramente importanti per valutare l'operazione, in primo luogo il numero di "schiave liberate", valore che evidentemente fa molto comodo citare il meno possibile.

Nella sua ottica bigotta e moralista, il Dottor Grossolano ha tentato il "colpo grosso", mettendo nello stesso calderone sfruttamento, riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, cercando di sbandierare il più possibile i dati sugli arresti e il meno possibile quello sulle schiave liberate e coprendo poi il tutto con la "lotta al nuovo schiavismo".

Ma gli è andata male, almeno con il sottoscritto.

Purtroppo, però, gli è andata benissimo con gli inetti giornalisti italiani e con la maggior parte del pubblico, eternamente tenuto nell'ignoranza.

 

Avete visto quante cose si scoprono non appena uno inizia a "scavare" un pò in notizie come questa?

Il guaio, purtroppo, che a farlo sono in pochissimi, la maggior parte della gente si "beve" tutto ...

 

Jonathan, 28 gennaio 2007