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"Spartacus", un film di
Giuliano Amato. Il
contesto. Questo passaggio di anno, dal 2006 al 2007, ci ha regalato alcune
"perle" sulla prostituzione. Passata la ormai lontana bufala estiva delle "40.000 schiave ai
mondiali di calcio", miseramente e vergognosamente sorta e naufragata in
poche settimane, si era cominciato qualche mese fa con l'apparizione su un
diffuso settimanale italiano, l'"Espresso", di un superficialissimo
articolo basato su dati di una incredibile "ricerca" del 2005 fatta
dall'Università Cattolica di Milano,
sotto la copertura del (ex rispettabile) marchio "Transcrime". Il tutto mentre a Roma il sindaco Veltroni,
oltre ad essere impegnato ad intitolare Si era poi continuato con le affermazioni di un individuo che
conosciamo bene e di cui da anni denunciamo il bigottismo, misto (e questo è
ancora più grave) ad ignoranza e sostanziale mancanza di rispetto delle
libertà individuali, individuo che oggi è purtroppo a capo del Viminale: Giuliano Amato, colui che io chiamo il Dottor Grossolano. Il quale, riuscendo a suscitare diffuse proteste perfino in un paese
come il nostro, così poco attento al rispetto verso la prostituzione, aveva
seraficamente affermato, intervistato in qualità di ministro della
Repubblica, che a lui della privacy
dei clienti delle prostitute non glie ne importava proprio nulla. Lo stesso Amato, poche settimane dopo, aveva dato ulteriore prova sia
della sua dabbenaggine nel cercarsi gli "esperti" ("Don Benzi mi ha spiegato che
...") sia delle sue confusissime idee in fatto di giurisdizione ("bisogna punire anche per stupro un cliente che va con una
prostituta che ha meno di 18 anni"), cosa che per un ministro
dell'Interno non è proprio il massimo. Gli ultimissimi giorni del 2006, poi, testimoniano del panico che ha preso certi ambienti
per un fatto che, essendo deciso a livello europeo, lasciava sostanzialmente
inermi i fanatici anti-prostituzione italiani e minacciava di togliere gran
parte del business a chi sulla prostituzione un business, oggettivamente, lo
fa. L'entrata nell'Unione
Europea
della Bulgaria e soprattutto della
Romania, a partire dal primo di
gennaio 2007, da una parte rendeva ormai impossibile usare La cosa è stata affrontata, a livello governativo, in due modi: - uno, ancora oscuro nelle intenzioni e nei metodi che verranno
adottati, mandando il ministro Amato a firmare un accordo anti-criminalità con - il secondo è stato fatto, di tutta fretta e dopo alti lai lanciati
dalle associazioni di assistenza (tutte, laiche e cattoliche, liberali e
bigotte), con un decreto legge
(D.Lg. 300/2006 del 28 dicembre 2006) che all'Art.6, Comma 4, recita: "Al programma di assistenza ed
integrazione sociale previsto dall'articolo 18 del testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla
condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
286, può partecipare alle condizioni ivi indicate, in quanto compatibili,
anche il cittadino di Stato membro dell'Unione europea che si trovi in una
situazione di gravità ed attualità di pericolo." In altri termini, se tale decreto verrà convertito in legge, l'Art.18 si potrà applicare anche a
cittadini comunitari (perfino italiani), che non hanno bisogno di
permesso di soggiorno e che hanno pertanto libero accesso al mercato del
lavoro italiano. In sostanza, l'Art.18 è stato
stravolto, come peraltro si comincia ad ammettere anche da parte di
sostenitori di questo decreto legge, mentre si sarebbero potute adottare
soluzioni più razionali e meno affrettate, che garantissero, anche
esplicitandola espressamente, la protezione di Polizia alle ex-schiave ora
comunitarie ma che non mescolassero protezione e indebita agevolazione all’entrata
nel mercato del lavoro italiano. Ma non era finita … L’”Operazione
Spartacus”. Con strepitosa grancassa mediatica, il 24 gennaio 2007 viene
annunciata dalla Polizia di Stato la conclusione dell'"Operazione Spartacus". Come subito noteranno anche i cronisti, i numeri dell'operazione sono imponenti, se non addirittura
"sconvolgenti": Gli articoli dei giornali,
a partire da titoli e sottotitoli, sembrano fatti con lo stampino: "La tratta delle
schiave. Operazione 'Spartacus': in manette 784 persone che speculavano sugli
immigrati" e solo in pochi casi fa timidamente capolino l'idea che la
prostituzione sia solo uno dei
reati colpiti: "Tratta esseri
umani: oltre 700 gli arresti" Mentre non c'è proprio da sperare che i giornalisti facciano notare
che, quando la cosa riguarda la prostituzione, il reato contestato possa
essere per sfruttamento e non sempre e solo per schiavismo … Nel giorno in cui l'Operazione
Spartacus viene
comunicata alla stampa (il nome, per
ammissione diretta della Polizia, è
stato scelto per sottolineare la "lotta alla schiavitù", anche se collide infelicemente con il nome di una famosa operazione della
Direzione Investigativa Antimafia contro la camorra, risalente al 1993), l'ineffabile ministro
Amato non può ovviamente farsi sfuggire l'occasione per una delle sue solite
dichiarazioni, con frasi rivelatrici: «L´operazione della
Polizia di Stato contro la tratta degli esseri umani di cui si è data notizia
questa mattina è della massima importanza perché dà corpo a una delle mie prime priorità: il traffico di donne, e
in particolare di minori, a fini di prostituzione è uno dei reati più
ignobili che si consumano purtroppo in Italia. Combattere i gruppi criminali
che lo organizzano e liberare dal loro ricatto queste ragazze riguarda la
coscienza civile di noi tutti prima ancora che non le leggi penali.
Importante in questo senso è anche l´istituzione presso il Dipartimento di
pubblica sicurezza, avvenuta la scorsa settimana, di un Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad
essa connessi, che sarà presieduto dalla sottosegretaria Marcella Lucidi. È
un ulteriore tassello per intensificare il sistema di prevenzione e contrasto
dei fenomeni della tratta di esseri umani e dello sfruttamento della
prostituzione». Detto, "en passant", che da un "Osservatorio" sulla
prostituzione istituito da Giuliano Amato e presieduto da una ex-dirigente
dell'Azione Cattolica romana mi aspetto, sulla base della ormai mia non
breve esperienza di osservatore del fenomeno, solo menzogne e azioni
illiberali (sarò prevenuto, ma ...), andiamo a vedere cos'è in
realtà questa "Operazione Spartacus". Anatomia
dell'"Operazione Spartacus". L'operazione è partita ad ottobre 2006 ed è quindi durata circa tre
mesi: è evidente che si è atteso di
"accumulare" un bel numero di arresti a scopo mediatico, cosa
perfettamente in linea con la mentalità del Dottor Grossolano su questo tema. La cosa davvero strana, però, è che quasi mai viene riportato nella notizia il numero delle
"schiave liberate", azione che pure è l'obiettivo dichiarato di
tutta l'operazione! Non vi sembra “strano”? Ma adesso viene il bello ... In quasi tutti gli articoli si dice che "in manette sono finite 784 persone (di cui 764 stranieri) e
altre 1.311 (di cui 1.224 stranieri per lo più dell'Europa dell'Est e
dell'Africa) sono state denunciate per sfruttamento della prostituzione e
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". E ci si ferma lì. "Capperi!", uno è indotto a
dire, "quanti sfruttatori
schiavisti!". E, invece, da qualche articolo
(pochi) che riporta la versione completa "scappa fuori" la verità: le ragazze che hanno
denunciato gli sfruttatori schiavisti (anzi, quelle che hanno ottenuto il permesso di soggiorno entrando nel
cosiddetto "programma di protezione", non è detto che abbiano
effettivamente sporto denuncia) sono … 45
(QUA-RAN-TA-CIN-QUE) !!! Vedi, per esempio: "A 45
ragazze che hanno dato una mano alle indagini, è stato concesso il permesso
di soggiorno per motivi di protezione sociale." ( http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=701252016&H
)
Tutti gli articoli che citano quel numero di ragazze sono concordi sulla cifra di 45, che certamente è stata comunicata dalla Polizia stessa, ma probabilmente non messa in evidenza nei confronti dei media.
Quarantacinque schiave a fronte di 2095 sfruttatori schiavisti (784 arrestati
e 1311 denunciati a piede libero) ??? E' del tutto ovvio che C'E'
QUALCOSA CHE NON VA, CHE STANNO CERCANDO DI NON RACCONTARCELA GIUSTA,
ovvero stanno per l'ennesima volta cercando di PRENDERE PER I FONDELLI IL CITTADINO ITALIANO MEDIO. Perchè, come minimo,
uno si aspetta di trovare almeno una prostituta per ogni singolo sfruttatore
schiavista, almeno per ognuno degli arrestati, approssimativamente! Anzi, è noto che solitamente
gli schiavisti gestiscono delle "scuderie" di ragazze, quindi ci si
dovrebbe aspettare un numero di ragazze ben maggiore del numero degli
sfruttatori arrestati! Ma anche facendo un'ipotesi minimale "una-ad-uno" è del
tutto evidente che le cifre non tornano
affatto con l'idea che tale operazione abbia scoperto un enorme numero di
schiavisti! Anche perchè è impensabile che ci siano molte più ragazze che non
hanno voluto usufruire del programma di protezione, a meno che ... la stragrandissima maggioranza delle
ragazze gestite da quegli sfruttatori NON fossero schiave! E' evidente che, una volta che ci si rende conto di ciò, ovvero di
come (temo ad arte) il dato più significativo (le "schiave
liberate") sia stato quasi occultato sui media e ci si rende conto
dell'enorme sproporzione numerica, tutta
l'operazione Spartacus assume immediatamente un altro volto. La mia ipotesi (anzi, viste le cifre, direi che è quasi una certezza): il Dottor Grossolano
ha volutamente sollevato, nel suo fanatismo illiberale, un polverone
mediatico sull'aspetto "prostituzione", mentre l'operazione in sè
ha evidentemente scoperto pochissime schiave (e forse ha colpito altri reati,
come l'immigrazione clandestina, più di quelli legati alla prostituzione). E, infatti, guarda caso si parla di schiave ma in generale l'accusa è
quella di "sfruttamento della prostituzione" e non quella ben
diversa di "riduzione in schiavitù". E non ci viene neppure detto quanti tra gli arrestati fossero davvero
sfruttatori e quanti fossero invece "importatori di clandestini"
(tipo scafisti albanesi o "importatori" muniti di TIR) ... Avete capito, il
Dottor Grossolano? Guardate: qui abbiamo proprio un
bellissimo esempio di "tentativo di rimbambimento mediatico"
(purtroppo in gran parte riuscito). Una cosa che il sottoscritto conosce perfettamente da anni, da quando
ha iniziato ad occuparsi di questo tema spinto dall'indignazione per la combinazione
ignoranza-menzogna-intolleranza-bigottismo con la quale viene spessissimo
affrontato. Solo se uno sta attento e non si lascia fuorviare dagli articoli
giornalistici (a partire dai titoli), si accorge di quattro cose: 1) i reati contestati sono almeno due, non c'è solo il reato di sfruttamento: c'è sfruttamento della
prostituzione e c'è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (e
quest'ultimo terminologicamente può essere considerato "tratta",
anche quando riguarda solo il trasporto in Italia dei clandestini). 2) non ci viene detto quanti tra gli arrestati sono "sfruttatori" e quanti "favoreggiatori dell'immigrazione
clandestina" 3) tra gli sfruttatori non viene specificato quanti sono gli
schiavisti (reato di riduzione in schiavitù, colpito dall'Art. 600 del
Codice Penale) e quanti semplici sfruttatori di prostitute comunque
volontarie (reato colpito dall'art.3 della legge 20 febbraio 1958, n.75, la
"Legge Merlin") 4) non ci viene neppure detto in modo esplicito ed evidente (cosa
incredibile!) quante sono state le "schiave liberate"! Quarantacinque in tre mesi di indagini (certamente serrate,
data l’importanza mediatica attribuita all’operazione) ed arresti. Vogliamo fare due conti?
Facciamoli. Secondo i dati disponibili (anche quelli recentemente forniti il 19
dicembre 2006 dal CNCA - Coordinamento nazionale comunità di accoglienza: http://www.terrelibere.it/terrediconfine/index.php?x=completa&riga=02711
), ogni anno vengono concessi sugli 800-900 permessi di soggiorno legati
all'Art.18 (e, come ho più volte denunciato, ciò non garantisce comunque che
tutte costoro siano realmente schiave e stanno infatti cominciando ad
arrivarmi conferme che alcune di costoro non lo sono): 4.697 permessi di
soggiorno per art. 18 nel periodo 2000-2004. Ora, prendiamo questi valori e consideriamo: - dal 2000 al 2004 (cinque anni) ci sono 60 mesi: il che vuol dire che
in quei cinque anni si sono avuti circa 78
permessi di soggiorno concessi ogni
mese sulla base dell'Art.18 - da marzo Vi rendete
bene conto di cosa ciò vuole dire? Vuole dire che
il numero di QUARANTACINQUE prostitute alle quali nel periodo di tre mesi è stato concesso il
permesso di soggiorno per l'Art.18, ovvero addirittura mediamente solo
QUINDICI AL MESE, è ... NULLA! E'
ADDIRITTURA MOLTO MA MOLTO INFERIORE SIA ALLA MEDIA DEGLI INSERIMENTI NEI PROGRAMMI
DI ASSISTENZA (DIECI VOLTE MENO) SIA PERFINO A QUELLI DEI PERMESSI DI
SOGGIORNO CONCESSI "PER SCHIAVITU'" NEGLI ULTIMI ANNI (CINQUE VOLTE
MENO)! Ed è così basso che perfino se nei prossimi mesi, con l'approfondirsi
delle indagini e con la maturazione in altre prostitute della convinzione di
chiedere l'inserimento nei programmi (cosa che facilita l'inserimento nel
mondo del lavoro "normale"), quel numero dovesse aumentare,
dovrebbe veramente aumentare in modo enorme anche solo per pareggiare
la media di questi anni! In poche
parole: se qualcuno sperava, magari per pregiudizio ideologico, che l'Operazione Spartacus scoprisse una
gran quantità di schiave in Italia e dimostrasse la veridicità di certe affermazioni propagandistiche, ha clamorosamente e totalmente FALLITO il
suo obiettivo. Se, per esempio, il Dottor
Grossolano voleva dimostrare (o sperava di farlo) che in Italia le schiave sono moltissime, ha
invece dimostrato l'esatto opposto: HA DIMOSTRATO CHE LE SCHIAVE SONO POCHISSIME! Un numero di una cinquantina di
prostitute "schiave" a fronte di diverse centinaia di magnaccia
arrestati, che quindi gestivano certamente almeno altrettante centinaia di
ragazze e probabilmente molte di più, è
infatti in perfetto accordo con ciò che sappiamo e che andiamo dicendo da
sempre: le schiave in Italia sono al massimo attorno al 10-15% del totale,
non di più. Perciò questa opportuna e doverosa operazione di Polizia, che si è cercato di trasformare in operazione propagandistica,
è, per chi non si lascia prendere per il naso dai media, un fantastico boomerang per il Dottor Grossolano e il suo amico Don
Benzi! L'Operazione Spartacus è un'operazione di Polizia fatta a regola
d'arte, secondo le leggi attuali che colpiscono anche solo il
"semplice" sfruttamento (senza schiavismo) e il favoreggiamento
dell'immigrazione clandestina. Nulla da dire e, anzi, in mancanza di soluzioni civili e controllate
basate sulla legalizzazione della prostituzione è un bene che si
colpiscano i magnaccia (cosa che tra l'altro oggi libera il campo
all'indipendenza di gran parte delle rumene e bulgare). Ma se l'operazione in
sè è ineccepibile, il modo come è stata presentata è una mistificazione mediatica, una vera "fiction", un film per Un film, suppongo, diretto personalmente da Giuliano Amato. E' del tutto evidente, già a prima vista, che c'è qualcosa che non va:
non è assolutamente credibile che si arrestino o si denuncino duemila
sfruttatori schiavisti liberando solo una cinquantina di schiave (ma non
sarebbe credibile neppure se le schiave liberate fossero due o trecento e gli
sfruttatori settecento!). "Ergo": tra quelle duemila persone "beccate" e
anche solo tra gli 800 arrestati, gli schiavisti devono essere ben pochi! Non si scappa, c'è troppa sproporzione tra le cifre per pensare
altrimenti. Certamente ci sono sfruttatori, sfruttatori di prostitute volontarie,
ma di rado schiavisti. Ed è perciò altamente probabile che molte delle prostitute che erano
"gestite" da quegli sfruttatori cercheranno di continuare comunque
a fare quel lavoro, possibilmente in modo indipendente (e questo è un aspetto
molto positivo della cosa), e continueranno a stare in strada. Conclusione: l'"Operazione
Spartacus", presentata (in primis dall'ineffabile ministro Amato) come
una grande operazione contro la tratta schiavistica, in realtà appare essere
un'operazione, accuratamente preparata dal punto di vista mediatico, dove la
tratta schiavistica ricopre una parte del tutto minimale. Un'operazione a vastissimo raggio che infatti, probabilmente contro i "desiderata" di alcuni dei suoi promotori, fa
vedere ancora una volta, dati alla mano, che la tratta schiavistica è
largamente minoritaria! Ma c'è l'aggravante della presa
per i fondelli (da parte di alti organi dello Stato!) ai danni del
cittadino italiano medio, che deve andare a cercarsi col lanternino i valori
veramente importanti per valutare l'operazione, in primo luogo il numero di
"schiave liberate", valore che evidentemente fa molto comodo citare
il meno possibile. Nella sua ottica
bigotta e moralista, il Dottor Grossolano ha tentato il "colpo
grosso", mettendo nello stesso calderone sfruttamento, riduzione in schiavitù
e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, cercando di sbandierare il
più possibile i dati sugli arresti e il meno possibile quello sulle schiave
liberate e coprendo poi il tutto con la "lotta al nuovo
schiavismo". Ma gli è andata male, almeno con il sottoscritto. Purtroppo, però, gli è andata benissimo con gli inetti giornalisti
italiani e con la maggior parte del pubblico, eternamente tenuto
nell'ignoranza. Avete visto quante cose si scoprono non appena uno inizia a
"scavare" un pò in notizie come questa? Il guaio, purtroppo, che a farlo sono in pochissimi, la maggior parte
della gente si "beve" tutto ... Jonathan, 28 gennaio
2007
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