Prostituzione, ultima chiamata?

Come cambiano velocemente le cose.

Un anno fa il Governo Prodi stava per far passare ancora, per lo scorno del centrodestra, la sua Legge Finanziaria.
Berlusconi sembrava con le spalle al muro, litigava con Fini e Casini, la Lega si agitava e tutto il fronte di destra, privato del potere, sembrava sul punto di sgretolarsi.

Un anno fa uscivamo dalla prima estate dei sindaci-sceriffi, perniciosa e semi-delinquenziale genìa che tuttora ammorba la vita civile della Repubblica. Ma ne uscivamo anche con la consapevolezza (e con sentenze di tribunali) che gli attacchi portati a colpi di ordinanze contro la prostituzione (e non solo) da tante squallide figure con fascia tricolore non erano supportati da alcuna giustificazione legale.
Cosa che rendeva legittimo il considerare i sindaci-sceriffi, loro!, degli autentici “microcriminali”, dei facitori di abusi, gente che agiva nell’illegalità. E, del resto, molti degli stessi sindaci erano evidentemente i primi ad essere consci dei propri comportamenti illegittimi nel momento in cui chiedevano a gran voce leggi nazionali a supporto della repressione.

Un anno fa, per la prima volta nella storia della Repubblica, un organismo italiano di istituzione governativa, l’Osservatorio sulla Prostituzione, arrivava a dire con chiarezza (pur nell’assurda inconcludenza delle sue proposte, non a caso basate sull’assunto di una presunta “attualità” della Legge Merlin), che la prostituzione non è un problema di ordine pubblico e non deve essere criminalizzata.

Un anno dopo, un centrosinistra suicida “guidato” da un personaggio di enorme vacuità intellettuale come Veltroni, che oltretutto porta la responsabilità morale di essere stato tra i primi a seguire la Lega nell’alimentare il razzismo in questo paese (la “caccia al rumeno” dell’estate 2007), ha staccato la spina al governo Prodi, ha distrutto il resto della sinistra rifiutando l’idea della coalizione e ha rimesso in sella, trionfante, Berlusconi ed il centrodestra.

Ora, è difficile saperlo e probabilmente sarebbe errato dire e pensare che il PD dei tanti sindaci-sceriffi, se avesse vinto, si sarebbe poi comportato molto diversamente da come si sta comportando il centrodestra contro la prostituzione.

E’ però legittimo pensare che le conclusioni dell’Osservatorio, istituito dal governo Prodi, non sarebbero state rovesciate.

E che quindi la prostituzione non sarebbe stata criminalizzata, neppure nella sua forma “stradale”.

Cosa sta accadendo ora, autunno 2008, è sotto gli occhi di tutti.

 

Il “Carfagnum”.

Se guardo a come il mondo politico, ma anche il mondo delle associazioni, sta reagendo al Disegno di Legge Carfagna-Maroni, dovrei dire che la mia battaglia, che dura da sei anni, è perduta (e non solo la mia, purtroppo ...).

Sei anni di ricerche, di discussioni, di allarmi, di appelli, di attualità attentamente seguita.
Sei anni di sconforto, frustrazione e perfino nausea da menzogne, nausea da reiterazione dell’immobilismo e nausea da esaltazione dello status quo merliniano da parte di tanti.
Sei anni in cui, però, ho anche visto le posizioni dei peggiori fautori della repressione, Don Benzi in testa, perdere drammaticamente di credibilità.
Sei anni in cui ho visto (ed ho documentato) i modelli olandese, tedesco e spagnolo avere successo ed il modello svedese fallire.
Sei anni culminati con le conclusioni, del tutto insufficienti e contraddittorie, ma comunque “libertarie” dell’Osservatorio sulla Prostituzione.

Tutto ciò fino all’arrivo sulla seggiola di Ministro di una persona, oltretutto di chiacchierata “moralità” (il che non è un problema per me, ma lo è per la sua credibilità come moralista), del tutto priva sia di conoscenze sull’argomento che, quel che è peggio, del quoziente intellettivo minimo per ricoprire quella carica.

Ma non sarebbe giusto personalizzare e soprattutto non sarebbe giusto dare ad una sola persona, di limitatissime capacità intellettive e certamente incapace di imbastire da sola un tale marchingegno (per quanto demenziale), la responsabilità di ciò che sta venendo avanti.
Infatti, l'inconsistenza della Carfagna è tale che sono convinto che lei sia solo un'"utile idiota" al servizio di un disegno del PdL, probabilmente ideato da Berlusconi stesso.

Ma qualunque sia il ruolo della ministra, un fatto è certo: con un colpo di spugna che cancella di colpo tutti i faticosissimi e lentissimi progressi fatti negli ultimi anni, questo governo della propaganda mediatica del "fare" si sta accingendo a far passare una legge, la cosiddetta "Legge Carfagna", che per la prima volta nella storia d’Italia criminalizza la prostituzione, almeno (per ora) nel suo rendersi visibile in luogo pubblico.

Una proposta di legge che da sola riporta il dibattito e le possibili soluzioni indietro di dieci anni.

Dieci anni nei quali non solo è diventata sempre più palese l’inconsistenza delle argomentazioni dei repressori della prostituzione, ma nei quali sono cambiate cose di importanza fondamentale.
Basti pensare che rumene e bulgare non sono più extracomunitarie e possono venire ora a prostituirsi in Italia, senza bisogno di sfruttatori, con una facilità impensabile solo due anni fa.

Una proposta di legge che qualunque persona minimamente al corrente dei meccanismi della prostituzione dovrebbe semplicemente rigettare come demenzialmente criminale, in quanto criminogena, oltre che immoralmente pilatesca e irrispettosa dei cittadini, senza neppure stare a discuterla.

In realtà, ovviamente, la proposta la si può discutere.

Anzi, la si DEVE discutere: la forza del governo di centrodestra è tale che chi si oppone alla criminalizzazione della prostituzione deve inevitabilmente fare i conti con il DDL Carfagna-Maroni.

Altrimenti, questo DDL sarà convertito in legge così com’è.

Io invece vedo con preoccupazione una diffusa sottovalutazione del pericolo che incombe, oltre che enormi ritardi culturali e di elaborazione nelle contro-proposte, da parte delle forze che si oppongono alla repressione anti-prostituzione.

In primo luogo è diffusa la convinzione che il “Carfagnum” sia un provvedimento fondato su basi ideologiche di stampo moralista e proposto per “far piacere” al Vaticano.

In secondo luogo è diffusa la (per molti speranzosa) previsione che “anche stavolta tutto si risolverà in una bolla di sapone, come è sempre accaduto”.

Entrambe le convinzioni portano alla conclusione che, come ha recentemente affermato Franco Grillini, alla fine non se ne farà niente, a causa dei contrasti interni alla maggioranza (dove oltretutto non c’è più un partito eminentemente cattolico come l’UDC).

Beninteso, l’ipotesi che anche questa proposta di legge, come tutte le precedenti da cinquant’anni a questa parte, alla fine venga lasciata cadere, ha motivazioni comprensibili, dati i precedenti storici.
E l’opinione di Grillini, che seguì dall’interno, facendo parte della Commissione Giustizia, il dibattito che affossò la precedente proposta Fini-Bossi-Prestigiacomo del 2003, è opinione autorevole di una persona intelligente e competente.

Però, e pur consapevole della mia incallita propensione all’allarmismo, io temo invece che questa volta il pericolo sia molto più concreto di quanto non fosse nei precedenti episodi di proposte di legge repressive.

E ciò perché ritengo errata l’analisi di cui sopra.

 

Il pericolo.

Perché il Carfagnum non è un manifesto ideologico.
Niente affatto.
Nonostante le dichiarazioni contro lo “sconcio” e contro ogni ipotesi di legalizzazione dell’”immoralità”, non credo affatto che dietro a questo disegno ci sia un’ideologia moralistica.
Berlusconi, gran divulgatore di tette e culi sulle sue televisioni, non è affatto un moralista.
E questo governo di centrodestra per la prima volta non contiene forze di ispirazione cattolica.
Anzi, contiene forze come la Lega che si sono spesso espresse a favore della riapertura delle "case chiuse".

Se il Carfagnum fosse un provvedimento ideologico, sarebbe forse più semplice. Perché i moralisti in Italia sono, per fortuna, relativamente pochi.

No.
Il Carfagnum è un provvedimento puramente repressivo (e tale vuole essere, pura repressione, come dichiarato più volte dal governo e dalla ministra!) volto ad un solo vero obiettivo politico: RIPULIRE LE STRADE.

Per permettere così, a questo governo "decisionista" e tanto attento alle apparenze, di poter dire "abbiamo risolto anche questo problema".
Dopo Napoli, dopo l’esercito nelle città, dopo l’Alitalia, ecco ... abbiamo risolto il problema dello "sconcio sulle nostre strade".
"Risolto" nello stesso modo in cui si butta la cenere sotto il tappeto, ovviamente ...

Questo è ciò che interessa a questo governo, solo questo.
E delle conseguenze negative non glie ne può importare di meno, dato che i problemi in gran parte si "sommergeranno" mediaticamente e comunque vengono scaricati sui cittadini: i condomini che dovranno approvare regolamenti condominiali proibizionisti, i condomini che dovranno "sorvegliare" (loro!) se le prostitute del condominio subiscono violenze, ecc..

E siccome pare che il terrorismo verso clienti e prostitute, anche solo fatto con le ordinanze, qualche frutto lo stia dando, non ho dubbi che vorranno andare fino in fondo.
Tanto che lo stesso Berlusconi ha citato il DDL Carfagna quale esempio di provvedimento per il quale lamenta la lentezza dell’iter parlamentare.

Berlusconi ha fretta.
Fretta di “ottenere risultati”, fretta di riempire una lista di “cose fatte” da presentare agli italiani.
Ha fretta perché la crisi economica sta arrivando, ancora più velocemente dopo il crollo del sistema bancario USA.
Ha fretta perché sa che non potrà onorare la sua promessa principale fatta in campagna elettorale, quella di diminuire le tasse.
E sa che quando i cittadini faranno i conti e vedranno che quelle poche tasse tolte a livello nazionale saranno più che compensate dall’aumento e dall’imposizione delle nuove tasse locali (“federali” …), il tutto in un quadro di recessione, i consensi per il suo governo cominceranno a diminuire vistosamente.

E così, dopo aver “tolto i rifiuti dalle strade di Napoli”, “salvata l’Alitalia”, “protetto i cittadini con l’esercito nelle strade”, il Premier ha bisogno di allungare la lista dei “problemi cronici finalmente risolti”.
E quale “problema cronico” da “risolvere” è più adatto della prostituzione di strada?
Quale problema è più facile da “risolvere”, se la “soluzione” che si cerca è solo quella di farlo sparire dalla vista, come si fanno sparire i rifiuti, fregandosene altamente di ogni altro aspetto e delle conseguenze delle proprie azioni?
Un “problema”, oltretutto, che ha i potenziali oppositori in situazione di debolezza tale (prostitute, clienti, politici che non si vogliono esporre, la principale forza di opposizione divisa, devastata dalle sue scelte folli e ricattata dai suoi stessi sindaci-sceriffi …) che affrontarlo in modo sbrigativo e repressivo è facile come sparare sulla Croce Rossa.

E più Berlusconi riesce ad affrontarlo in tempi brevi, prima che la crisi cominci a logorare il governo e la compattezza della maggioranza, maggiori sono le possibilità che il suo disegno basato sul DDL Carfagna-Maroni vada in porto.


Allo stato attuale:

- con una "sinistra radicale" incerta e confusa, che sembra sperare solo in contrasti interni alla maggioranza e non fa proposte che vadano incontro ai cittadini (le "case chiuse") , limitandosi al massimo alla zonizzazione
- con le associazioni delle prostitute italiane spiazzate da anni di loro stessa miopia contro le stesse "case chiuse" (signora Corso, ne valeva la pena? ...) ed ora con la prospettiva di essere coinvolte in prima persona nella seconda ondata di tsunami, quello che poi colpirà gli appartamenti (verrà, tranquilli, verrà anche perché i cittadini protesteranno a trovarsi le ex-stradali nell’appartamento a fianco ...)
- con le associazioni di assistenza spiazzate dalla loro stessa miopia pro status quo ("la Legge Merlin va bene, le prostitute stiano in strada")
- e con un "centrosinistra" ostaggio di tanti suoi sindaci-sceriffi e che al momento attuale è pazzescamente privo di linea sul tema (al massimo anche qui si propone confusamente la “zonizzazione” e si rifiutano totalmente le “case chiuse”, addirittura ci sono stati interventi di esponenti del PD che sembrano prefigurare la volontà di aggiungere clausole restrittive!),

il centrodestra ha una via del tutto spianata per far approvare il Carfagnum così com’è.

Pazzesco così com’è.
E sarebbe lo sconcertante avverarsi di un incredibile e del tutto ingiustificato "trionfo postumo" di Don Benzi, nel momento esatto in cui le menzogne del prete riminese sono evidenti, le sue idee sconfessate dalle associazioni, i suoi strali moralistici deprecati dai cittadini, le prostitute straniere sempre più indipendenti.
E i magnaccia già in difficoltà per questa maggiore indipendenza e che invece ora, soprattutto la parte peggiore e più violenta, potranno meglio agire in situazioni occultate alle Forze dell'Ordine.

Perché se c’è una cosa che questo DDL non tiene presente è che i fenomeni sociali "critici" non si governano con la repressione, si governano facendo le scelte opportune per facilitarne lo sbocco verso modalità di espressione che non abbiano risvolti negativi.
Altrimenti, si può essere certi che è l’intervento repressivo stesso che farà danni.
Anche grossi, come li farà la Legge Carfagna, se passa.



Ultima spiaggia.

Io temo davvero che siamo all’ultima spiaggia, anche se credo che molti si illudano ancora che così non sia.

Qui si rischia davvero che venga approvato un provvedimento criminogeno e portatore di disagi sociali, che ci terremo per decenni come è stato con la Merlin.
Perchè
rispetto alla Merlin c'è l’aggravante che, nascondendosi il problema, nessun politico rimetterà più mano ai guasti fatti oggi.


Non si creda ai "questo è solo il primo passo" che si sentono da parte di esponenti del centrodestra.

Non perché tali esponenti mentano, ci sono effettivamente forze nel centrodestra (la Lega ma non solo) che sembrano pronte ad un confronto per integrare il DDL con altre proposte, fatto salvo l’obiettivo principale di “liberare le strade”.

Ma se non ci sono controproposte sulle quali concordare e il provvedimento passa, sarà il primo ed anche l'ultimo.
Perché i politici italiani sono sempre stati contentissimi di lasciar cadere la "patata bollente" della prostituzione.
Adesso che la prostituzione sparirà dalla vista, scomparendo dalle strade, i politici potranno ignorare la questione. Anche facendola occultare mediaticamente dai giornalisti asserviti, è ovvio.

Siamo ora in mano ad una politica fascistoide irresponsabile, che usa la Carfagna come "utile idiota" per far passare un provvedimento pernicioso sia per i cittadini che per le prostitute.

Se qualcuno tra le file dei libertari-tolleranti-raziocinanti verso la prostituzione vuole cercare di fare qualcosa per fermare lo tsunami, o almeno per attutirne l’impatto, è ora che si muova.

E lo faccia nell’unico modo che una forza politica e sociale che voglia davvero essere rappresentativa dei cittadini, oltre che legata ad ideali di libertà e tolleranza, possa oggi farlo:
CHIEDENDO LA LEGALIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE ORGANIZZATA AL CHIUSO.

O, come minimo, forme di depenalizzazione che consentano l’esercizio della prostituzione ORGANIZZATA (magari autogestita) AL CHIUSO.

Limitarsi a continuare a chiedere la zonizzazione all’APERTO, che pure è opzione aggiuntiva da perseguire, è pura miopia.

Così come lo sarebbe continuare a difendere la prostituzione al chiuso solo come opzione personale negli appartamenti individuali, fingendo di non vederne da una parte i problemi conseguenti ad una sua rapida e massiccia diffusione capillare e dall’altra la sua inadeguatezza per le possibilità concrete della maggior parte delle extracomunitarie.

Perché il governo (propagandisticamente) vuole “ripulire le strade” e non tornerà indietro su quel punto e perché i cittadini stessi chiedono di togliere la prostituzione dalle strade!
Ma
gli stessi cittadini chiedono anche di riaprire le “case chiuse” ed è su questo punto che bisognerebbe lavorare.

Cooperative, "Imprese del Sesso", Eros Center, Clubs ... va tutto bene.
Va tutto bene a patto che si regolamenti in modo tale che la prostituzione che si sposterà dalle strade non vada a finire in maggior parte negli appartamenti privati, nei normali condominii, mettendo a disagio i cittadini (e scatenando ondate di proibizionismo condominiale).

Questo è ciò che chiedono i cittadini, come risulta da tutti i sondaggi da dieci anni a questa parte, e questo è ciò che, oltretutto, sarebbe anche “elettoralmente conveniente” per le forze politiche di opposizione e proprio per questo efficace per spostare la destra dalle sue posizioni puramente repressive!


Ma bisogna muoversi.
ADESSO.

Ma è dura, molto dura.

Ed è dura di più, molto di più per la debolezza delle attuali controproposte da parte di chi dovrebbe difendere la prostituzione come libera scelta che non per la forza in sè del "Carfagnum", che è proposta da dementi sotto ogni punto di vista, tranne che per un punto: il suo obiettivo è chiaro ed è uno solo.

Questa chiarezza e iper-semplificazione, il “ripulire le strade” come unico obiettivo, è la forza, ma è anche la debolezza del Carfagnum, perché non risponde affatto alle necessità reali.


Se invece di avere l'"opposizione" che oggi c'è in Italia, ci fosse una vera opposizione raziocinante, questa prenderebbe al balzo l'occasione per chiedere ciò che davvero chiede la stragrande maggioranza dei cittadini: riaprire le "case chiuse", in forma moderna, dignitosa e controllata.
Ciò consentirebbe di accettare il diktat "via dalle strade" per trasferire lo stesso mercato (stesse ragazze, stessi clienti, stesse tariffe) al chiuso.
Infatti i cittadini chiedono (giustamente, secondo me) "via le prostitute dalla strade" ma anche "mettiamole nelle case chiuse".
E un'opposizione che questo facesse potrebbe trovare parecchie sponde anche all'interno della maggioranza, si veda la Lega che le "case chiuse" le ha sempre viste di buon occhio.

Ma anche senza voler arrivare a proposte organiche, intanto si potrebbe almeno cominciare col trovare un accordo per depenalizzare l'affitto a prostitute, cosa che c'era in precedenti DDL del centrodestra e qui assurdamente non c'è.
E con il federalismo tanto di moda, si potrebbe anche arrivare a chiedere una regolamentazione su base regionale o comunale, dando ai sindaci o alle regioni la possibilità di scegliere, se vogliono, di consentire esplicitamente la prostituzione al chiuso in apposite "case" dedicate, senza che né il Sindaco né chi affitta a prostitute venga portato in galera per favoreggiamento.
Si potrebbe ipotizzare, per esempio, che il Comuni indichino certe aree dove (anche se non vi venisse concessa una opportuna zonizzazione all’aperto) possano sorgere edifici esplicitamente orientati all’esercizio della prostituzione, pur senza considerarli come “imprese”. E non solo con la possibilità di ivi affittare appartamenti a prostitute senza cadere nel reato di favoreggiamento, ma con l’esplicito divieto di approvare regolamenti “condominiali” avversi alla prostituzione. Sarebbero quindi nuovi condominii dove la prostituzione … non può essere vietata. Chi ci andasse ad abitare, saprebbe da subito di dover convivere con la prostituzione.
Ovviamente, questo favorirebbe la concentrazione in quegli edifici della sola prostituzione.
Ciò consentirebbe a qualche sindaco non bigotto di concedere spazio a degli "edifici a luci rosse", pur fermo restando il divieto in strada.
E a questo punto, di fronte ad esempi ben funzionanti di confinamento della prostituzione al chiuso in case lontane dai cittadini, lontane dai normali condominii, li voglio vedere i sindaci bigotti andare a dire ai propri elettori "io sono contrario alle case chiuse, tenetevi le ex stradali negli appartamenti vicino ai vostri"!

A questo punto, andremmo verso una soluzione di "Eros Center de facto", pur con la colpevole mancanza di un vero ed istituzionalizzato controllo di Polizia e sanitario.
Una soluzione in gran parte raffazzonata e tartufesca, decisamente “all’italiana”.
Ma sempre meglio, comunque, che passare in massa dalla "prostituzione sul marciapiede davanti a casa" a quella "sul pianerottolo di casa propria", scatenando poi la repressione generalizzata anche nei condominii ...

Questo è solo un esempio di ciò che si potrebbe fare ... se avessimo politici degni di questo nome, anche all'opposizione.
E se l'opposizione si rendesse quindi conto che c'è forse la possibilità di trovare una maggioranza trasversale in Parlamento, che fermo restando il dare soddisfazione a Berlusconi "ripulendo le strade" riesca ad evitare il trasferimento delle ex stradali nei condominii. Cosa che i cittadini sono i primi a chiedere e che quindi è anche cosa elettoralmente "interessante".

Spero anche che le amiche del Comitato per i Diritti Civili delle prostitute si diano una mossa, e nella direzione giusta, perchè allo stato attuale mi sembrano schiantate dalla consapevolezza che stanno (stiamo ...) per essere travolte da questo treno demenzial-repressivo.
Treno che anche loro, mi spiace dirlo, hanno contribuito a mettere in moto, rifiutando da anni l'idea delle "case chiuse", tout-court.
Anzi, confondendo ai cittadini le idee quando si parla di “case chiuse”, sempre descritte come inevitabili luoghi di sfruttamento.
"Case chiuse" che invece si possono fare, come in Germania, in modo del tutto accettabile, rispettose della libertà delle sex workers e molto diverse da quelle pre-Merlin, che quasi nessuno rimpiange, anche per l’ottimo motivo che pochi ne hanno fatto esperienza (a parte quelli nostalgici per età e magari un pò rimbambiti e che hanno ricordi troppo rosei di quei vecchi bordelli).

E spero che lo stesso facciano tutte quelle associazioni di assistenza che, pur solitamente meritevoli, hanno da anni rifiutato l'idea degli Eros Center pensando che ciò avrebbe potuto ridurre il loro "business", oggi fatto sul disagio delle stradali.
E tale miopia sta adesso favorendo la possibilità che quel business sparisca pressochè totalmente!

Forse non sono perse tutte le speranze di evitare un disastro totale, ma occorrono rapidamente delle controproposte concrete.
Io le mie le ho fatte da tempo, giuste o sbagliate che siano (immodestamente le credo molto giuste ...) e mi sento in pace con la coscienza.

Ma anche senza arrivare a soluzioni "perfette", c'è una bella differenza tra lasciar passare il Carfagnum così com'è (che è ciò che accadrà se l'opposizione continua nei fatti a "non proporre”, adagiandosi su vecchie formule che addirittura “rivalutano” la Legge Merlin) oppure il modificarlo per far sì che lo spostamento delle stradali al chiuso avvenga con un minimo di organizzazione, fosse pure in gran parte autogestita (cooperative, ecc.) ma con l'avallo ed il rispetto dei Comuni e, ancor prima, dello Stato stesso.

C'è chi sostiene che con il Vaticano in casa non si potrà mai fare nulla e tanto vale rassegnarsi al Carfagnum.
Io non credo.
Perché come già detto non credo che questo DDL sia stato fatto pensando al Vaticano. Anche perchè per far piacere al Vaticano avrebbero potuto altrettanto bene farlo nella legislatura 2001-2006 e non l'hanno fatto.
Questo DDL è frutto del momento particolare che stiamo vivendo e della scelta propagandistica che questo governo ha fatto: presentarsi come il governo che "risolve i problemi incancreniti" (dai rifiuti di Napoli all’Alitalia, dalle Grandi Opere alla prostituzione di strada ...).
Sulla realtà o finzione di questo non sto qui a discutere, ma quella secondo me è la ragione del provvedimento, molto più che far piacere ai vescovi.

Se ciò è vero, allora rimane spazio per correzioni che, pur senza regolamentare la prostituzione come fosse un lavoro, ne consentano l'espletamento secondo modalità depenalizzate, a cominciare dall'affitto degli appartamenti. E consentano magari ai Comuni di indicare apposite zone (non solo all’aperto, ma anche al chiuso) nella quali la prostituzione sia "tollerata" (e quindi indotta a spostarsi lì), senza che Sindaco e Giunta siano accusabili di favoreggiamento.
E accordi formali tra Enti Locali ed associazioni di assistenza potrebbero comunque consentire interventi a supporto delle sex workers all'interno di quelle zone o strutture, cosa quasi impossibile con una prostituzione polverizzata negli appartamenti individuali nei normali condominii. E così avremmo salvato anche il "business dell'assistenza", per la gioia delle (miopi) associazioni del settore ...

Ma se non si fa nulla, se non ci sono controproposte concrete, il Carfagnum passerà così com'è. E ce lo terremo probabilmente per decenni.


Jonathan, 5 ottobre 2008