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Prostituzione, ultima chiamata?
Come
cambiano velocemente le cose.
Un anno fa il Governo Prodi stava per far
passare ancora, per lo scorno del centrodestra, la sua Legge Finanziaria.
Berlusconi sembrava con le spalle al muro, litigava con Fini e Casini, la Lega si agitava e tutto il
fronte di destra, privato del potere, sembrava sul punto di sgretolarsi.
Un anno fa uscivamo dalla prima estate dei sindaci-sceriffi,
perniciosa e semi-delinquenziale genìa che tuttora ammorba
la vita civile della Repubblica. Ma ne uscivamo anche con la consapevolezza
(e con sentenze di tribunali) che gli attacchi portati a colpi di ordinanze
contro la prostituzione (e non solo) da tante squallide figure con fascia
tricolore non erano supportati da alcuna giustificazione legale.
Cosa che rendeva legittimo il considerare i sindaci-sceriffi, loro!, degli autentici “microcriminali”, dei facitori di
abusi, gente che agiva nell’illegalità. E, del resto, molti degli stessi
sindaci erano evidentemente i primi ad essere consci dei propri comportamenti
illegittimi nel momento in cui chiedevano a gran voce leggi nazionali a
supporto della repressione.
Un anno fa, per la prima volta nella storia della Repubblica, un organismo
italiano di istituzione governativa, l’Osservatorio sulla Prostituzione,
arrivava a dire con chiarezza (pur nell’assurda inconcludenza delle sue
proposte, non a caso basate sull’assunto di una presunta “attualità” della
Legge Merlin), che la prostituzione non è un problema di ordine pubblico e
non deve essere criminalizzata.
Un anno dopo, un centrosinistra suicida “guidato” da un personaggio di
enorme vacuità intellettuale come Veltroni, che oltretutto porta la
responsabilità morale di essere stato tra i primi a seguire la Lega nell’alimentare il
razzismo in questo paese (la “caccia al rumeno” dell’estate 2007), ha
staccato la spina al governo Prodi, ha distrutto il
resto della sinistra rifiutando l’idea della coalizione e ha rimesso in
sella, trionfante, Berlusconi ed il centrodestra.
Ora, è difficile saperlo e probabilmente sarebbe errato dire e pensare
che il PD dei tanti sindaci-sceriffi, se avesse vinto, si sarebbe poi
comportato molto diversamente da come si sta comportando il centrodestra
contro la prostituzione.
E’ però legittimo pensare che le conclusioni dell’Osservatorio,
istituito dal governo Prodi, non sarebbero state
rovesciate.
E che quindi la prostituzione non sarebbe stata criminalizzata,
neppure nella sua forma “stradale”.
Cosa sta accadendo ora, autunno 2008, è sotto
gli occhi di tutti.
Il
“Carfagnum”.
Se guardo a come il mondo politico, ma anche il mondo delle
associazioni, sta reagendo al Disegno di Legge Carfagna-Maroni, dovrei dire
che la mia battaglia, che dura da sei
anni, è perduta (e non solo la mia, purtroppo ...).
Sei anni di ricerche, di discussioni, di allarmi, di appelli, di attualità
attentamente seguita.
Sei anni di sconforto, frustrazione e perfino nausea da menzogne, nausea da
reiterazione dell’immobilismo e nausea da esaltazione dello status quo
merliniano da parte di tanti.
Sei anni in cui, però, ho anche visto le posizioni dei peggiori fautori della
repressione, Don Benzi in testa, perdere drammaticamente di credibilità.
Sei anni in cui ho visto (ed ho documentato) i modelli
olandese, tedesco e spagnolo avere successo ed il modello svedese
fallire.
Sei anni culminati con le conclusioni, del tutto
insufficienti e contraddittorie, ma comunque “libertarie”
dell’Osservatorio sulla Prostituzione.
Tutto ciò fino all’arrivo sulla seggiola di Ministro di una persona,
oltretutto di chiacchierata “moralità” (il che non è un problema per me, ma
lo è per la sua credibilità come moralista), del tutto priva sia di
conoscenze sull’argomento che, quel che è peggio, del quoziente intellettivo
minimo per ricoprire quella carica.
Ma non sarebbe giusto personalizzare e soprattutto non sarebbe giusto dare ad
una sola persona, di limitatissime capacità intellettive e certamente
incapace di imbastire da sola un tale marchingegno (per quanto demenziale),
la responsabilità di ciò che sta venendo avanti.
Infatti, l'inconsistenza della Carfagna è tale che sono convinto che lei sia
solo un'"utile idiota" al servizio di un disegno del PdL,
probabilmente ideato da Berlusconi stesso.
Ma qualunque sia il ruolo della ministra, un fatto è
certo: con un colpo di spugna che cancella di colpo tutti i faticosissimi e
lentissimi progressi fatti negli ultimi anni, questo governo della propaganda
mediatica del "fare" si sta accingendo a far passare una legge, la
cosiddetta "Legge Carfagna",
che per la prima volta nella storia
d’Italia criminalizza la prostituzione, almeno (per ora) nel suo rendersi
visibile in luogo pubblico.
Una proposta di legge
che da sola riporta il dibattito e le possibili soluzioni indietro di dieci
anni.
Dieci anni nei quali non solo è diventata sempre più palese
l’inconsistenza delle argomentazioni dei repressori della prostituzione, ma
nei quali sono cambiate cose di importanza fondamentale.
Basti pensare che rumene e bulgare non sono più extracomunitarie e possono
venire ora a prostituirsi in Italia, senza bisogno di sfruttatori, con una
facilità impensabile solo due anni fa.
Una proposta di legge che qualunque persona minimamente al corrente dei
meccanismi della prostituzione dovrebbe semplicemente rigettare come demenzialmente criminale, in quanto
criminogena, oltre che immoralmente
pilatesca e irrispettosa dei cittadini, senza neppure stare a discuterla.
In realtà, ovviamente, la proposta la si può
discutere.
Anzi, la si DEVE discutere: la forza del governo
di centrodestra è tale che chi si oppone alla criminalizzazione della
prostituzione deve inevitabilmente fare i conti con il DDL Carfagna-Maroni.
Altrimenti, questo DDL sarà convertito in legge così com’è.
Io invece vedo con preoccupazione una diffusa sottovalutazione del pericolo che incombe, oltre che enormi ritardi culturali e di
elaborazione nelle contro-proposte, da parte delle forze che si oppongono
alla repressione anti-prostituzione.
In primo luogo è diffusa la convinzione che il “Carfagnum” sia un provvedimento
fondato su basi ideologiche di stampo moralista e proposto per “far piacere”
al Vaticano.
In secondo luogo è diffusa la (per molti speranzosa)
previsione che “anche stavolta tutto si risolverà in una bolla di sapone,
come è sempre accaduto”.
Entrambe le convinzioni portano alla conclusione che, come ha
recentemente affermato Franco Grillini, alla fine non se ne farà niente, a
causa dei contrasti interni alla maggioranza (dove oltretutto non c’è più
un partito eminentemente cattolico come l’UDC).
Beninteso, l’ipotesi che anche questa proposta di legge, come tutte le
precedenti da cinquant’anni a questa parte, alla fine venga
lasciata cadere, ha motivazioni comprensibili, dati i precedenti storici.
E l’opinione di Grillini, che seguì dall’interno, facendo parte della
Commissione Giustizia, il dibattito che affossò la precedente proposta Fini-Bossi-Prestigiacomo del 2003, è opinione autorevole
di una persona intelligente e competente.
Però, e pur consapevole della mia incallita propensione
all’allarmismo, io temo invece che
questa volta il pericolo sia molto più concreto di quanto non fosse nei
precedenti episodi di proposte di legge repressive.
E ciò perché ritengo errata
l’analisi di cui sopra.
Il
pericolo.
Perché il Carfagnum non è un manifesto
ideologico.
Niente affatto.
Nonostante le dichiarazioni contro lo “sconcio” e contro ogni ipotesi di
legalizzazione dell’”immoralità”, non credo affatto che dietro a questo
disegno ci sia un’ideologia moralistica.
Berlusconi, gran divulgatore di tette e culi sulle sue televisioni, non è
affatto un moralista.
E questo governo di centrodestra per la prima volta non contiene forze di
ispirazione cattolica.
Anzi, contiene forze come la
Lega che si sono spesso espresse a favore della riapertura
delle "case chiuse".
Se il Carfagnum fosse un provvedimento
ideologico, sarebbe forse più semplice. Perché i moralisti in Italia sono,
per fortuna, relativamente pochi.
No.
Il Carfagnum è un provvedimento
puramente repressivo (e tale vuole essere, pura repressione, come
dichiarato più volte dal governo e dalla ministra!) volto ad un solo vero obiettivo politico: RIPULIRE LE STRADE.
Per permettere così, a questo governo "decisionista" e tanto
attento alle apparenze, di poter dire "abbiamo
risolto anche questo problema".
Dopo Napoli, dopo l’esercito nelle città, dopo l’Alitalia, ecco ... abbiamo
risolto il problema dello "sconcio sulle nostre strade".
"Risolto" nello stesso modo in cui si butta la cenere sotto il tappeto,
ovviamente ...
Questo è ciò che interessa a questo
governo, solo questo.
E delle conseguenze negative non glie
ne può importare di meno, dato che
i problemi in gran parte si
"sommergeranno" mediaticamente e comunque vengono scaricati sui
cittadini: i condomini che dovranno approvare regolamenti condominiali
proibizionisti, i condomini che dovranno "sorvegliare" (loro!) se
le prostitute del condominio subiscono violenze, ecc..
E siccome pare che il terrorismo verso
clienti e prostitute, anche solo fatto con le ordinanze, qualche frutto
lo stia dando, non ho dubbi che vorranno andare
fino in fondo.
Tanto che lo stesso Berlusconi ha citato il DDL Carfagna quale esempio di
provvedimento per il quale lamenta la lentezza dell’iter parlamentare.
Berlusconi ha fretta.
Fretta di “ottenere risultati”, fretta di riempire una lista di “cose fatte”
da presentare agli italiani.
Ha fretta perché la crisi economica sta arrivando, ancora più velocemente
dopo il crollo del sistema bancario USA.
Ha fretta perché sa che non potrà onorare la sua promessa principale fatta in
campagna elettorale, quella di diminuire le tasse.
E sa che quando i cittadini faranno i conti e vedranno che quelle poche tasse
tolte a livello nazionale saranno più che compensate dall’aumento e dall’imposizione
delle nuove tasse locali (“federali” …), il tutto in un quadro di recessione,
i consensi per il suo governo cominceranno a diminuire vistosamente.
E così, dopo aver “tolto i rifiuti dalle strade di Napoli”, “salvata
l’Alitalia”, “protetto i cittadini con l’esercito nelle strade”, il Premier
ha bisogno di allungare la lista dei “problemi cronici finalmente risolti”.
E quale “problema cronico” da
“risolvere” è più adatto della prostituzione di strada?
Quale problema è più facile da “risolvere”, se la “soluzione” che si
cerca è solo quella di farlo sparire dalla vista, come si fanno sparire i
rifiuti, fregandosene altamente di ogni altro aspetto e delle conseguenze
delle proprie azioni?
Un “problema”, oltretutto, che ha i potenziali oppositori in situazione di
debolezza tale (prostitute, clienti, politici che non si vogliono esporre, la
principale forza di opposizione divisa, devastata dalle sue
scelte folli e ricattata dai suoi stessi sindaci-sceriffi …) che
affrontarlo in modo sbrigativo e repressivo è facile come sparare sulla Croce
Rossa.
E più Berlusconi riesce ad affrontarlo in tempi brevi, prima che la
crisi cominci a logorare il governo e la compattezza della maggioranza,
maggiori sono le possibilità che il suo disegno basato sul DDL Carfagna-Maroni
vada in porto.
Allo stato attuale:
- con una "sinistra
radicale" incerta e confusa, che sembra sperare solo in
contrasti interni alla maggioranza e non fa proposte che vadano incontro ai
cittadini (le "case chiuse") , limitandosi
al massimo alla zonizzazione
- con le associazioni delle prostitute
italiane spiazzate da anni di loro stessa miopia contro le stesse
"case chiuse" (signora Corso, ne valeva la pena? ...) ed ora con la prospettiva di essere coinvolte in
prima persona nella seconda ondata di tsunami, quello che poi colpirà gli appartamenti
(verrà, tranquilli, verrà anche perché i cittadini protesteranno a trovarsi
le ex-stradali nell’appartamento a fianco ...)
- con le associazioni di assistenza
spiazzate dalla loro stessa miopia pro status quo ("la Legge Merlin va
bene, le prostitute stiano in strada")
- e con un "centrosinistra"
ostaggio di tanti suoi sindaci-sceriffi e che al momento attuale è pazzescamente
privo di linea sul tema (al massimo anche qui si propone confusamente la
“zonizzazione” e si rifiutano totalmente le “case chiuse”, addirittura ci
sono stati interventi di esponenti del PD che sembrano prefigurare la volontà
di aggiungere clausole restrittive!),
il centrodestra ha una via del tutto
spianata per far approvare il Carfagnum così com’è.
Pazzesco così com’è.
E sarebbe lo sconcertante avverarsi di un incredibile e del tutto
ingiustificato "trionfo
postumo" di Don Benzi, nel momento esatto in cui le menzogne del
prete riminese sono evidenti, le sue idee sconfessate dalle associazioni, i
suoi strali moralistici deprecati dai cittadini, le prostitute straniere
sempre più indipendenti.
E i magnaccia già in difficoltà per questa maggiore indipendenza e che invece
ora, soprattutto la parte peggiore e più violenta, potranno meglio agire in
situazioni occultate alle Forze dell'Ordine.
Perché se c’è una cosa che questo DDL non tiene presente è che i fenomeni sociali "critici"
non si governano con la repressione, si governano facendo le scelte opportune
per facilitarne lo sbocco verso modalità di espressione che non abbiano
risvolti negativi.
Altrimenti, si può essere certi che è l’intervento repressivo stesso che farà
danni.
Anche grossi, come li farà la Legge Carfagna, se passa.
Ultima spiaggia.
Io temo davvero che siamo all’ultima spiaggia, anche se credo che molti si
illudano ancora che così non sia.
Qui si rischia davvero che venga approvato un provvedimento criminogeno e portatore
di disagi sociali, che ci terremo per decenni come è stato con la Merlin.
Perchè rispetto alla Merlin c'è l’aggravante che,
nascondendosi il problema, nessun politico rimetterà più mano ai guasti fatti
oggi.
Non si creda ai "questo è solo il
primo passo" che si sentono da parte di esponenti del centrodestra.
Non perché tali esponenti mentano, ci sono effettivamente forze nel
centrodestra (la Lega
ma non solo) che sembrano pronte ad un confronto per integrare il DDL con
altre proposte, fatto salvo l’obiettivo principale di “liberare le strade”.
Ma se non ci sono
controproposte sulle quali concordare e il provvedimento
passa, sarà il primo ed anche l'ultimo.
Perché i politici italiani sono sempre stati contentissimi di lasciar cadere
la "patata bollente" della prostituzione.
Adesso che la prostituzione sparirà dalla vista,
scomparendo dalle strade, i politici potranno ignorare la questione. Anche facendola occultare mediaticamente
dai giornalisti asserviti, è ovvio.
Siamo ora in mano ad una politica fascistoide irresponsabile, che usa la Carfagna come
"utile idiota" per far passare un provvedimento pernicioso sia per
i cittadini che per le prostitute.
Se qualcuno tra le file dei
libertari-tolleranti-raziocinanti verso la prostituzione vuole cercare di
fare qualcosa per fermare lo tsunami, o almeno per
attutirne l’impatto, è ora che si muova.
E lo faccia nell’unico modo che una forza politica e sociale che voglia davvero essere rappresentativa dei cittadini, oltre
che legata ad ideali di libertà e tolleranza, possa oggi farlo: CHIEDENDO LA LEGALIZZAZIONE DELLA
PROSTITUZIONE ORGANIZZATA AL CHIUSO.
O, come minimo, forme di depenalizzazione che consentano
l’esercizio della prostituzione ORGANIZZATA (magari autogestita) AL CHIUSO.
Limitarsi a
continuare a chiedere la zonizzazione all’APERTO, che pure è opzione
aggiuntiva da perseguire, è pura miopia.
Così come lo sarebbe continuare a
difendere la prostituzione al chiuso solo come opzione personale negli
appartamenti individuali, fingendo di non vederne da una parte i problemi
conseguenti ad una sua rapida e massiccia diffusione capillare e dall’altra
la sua inadeguatezza per le possibilità concrete della maggior parte delle
extracomunitarie.
Perché il governo
(propagandisticamente) vuole “ripulire le strade” e non tornerà indietro su
quel punto e perché i cittadini
stessi chiedono di togliere la prostituzione dalle strade!
Ma gli stessi cittadini
chiedono anche di riaprire le “case chiuse” ed è su questo punto che
bisognerebbe lavorare.
Cooperative, "Imprese del Sesso", Eros Center, Clubs ... va tutto
bene.
Va tutto bene a patto che si regolamenti in modo tale che la prostituzione
che si sposterà dalle strade non vada a finire in
maggior parte negli appartamenti privati, nei normali condominii, mettendo a
disagio i cittadini (e scatenando ondate di proibizionismo condominiale).
Questo è ciò che chiedono i cittadini, come risulta da tutti i sondaggi da
dieci anni a questa parte, e questo è ciò che, oltretutto, sarebbe anche
“elettoralmente conveniente” per le forze politiche di opposizione e proprio
per questo efficace per spostare la
destra dalle sue posizioni puramente repressive!
Ma bisogna muoversi.
ADESSO.
Ma è dura, molto dura.
Ed è dura di più, molto di più per la debolezza delle attuali controproposte da parte di chi dovrebbe
difendere la prostituzione come libera scelta che non per la forza in sè del
"Carfagnum", che è proposta da dementi sotto ogni punto di vista,
tranne che per un punto: il suo obiettivo è chiaro ed è uno solo.
Questa chiarezza e iper-semplificazione, il “ripulire le strade” come
unico obiettivo, è la forza, ma è anche la debolezza del Carfagnum, perché
non risponde affatto alle necessità reali.
Se invece di avere l'"opposizione" che oggi c'è in Italia, ci fosse una vera opposizione raziocinante, questa
prenderebbe al balzo l'occasione per chiedere ciò che davvero chiede la
stragrande maggioranza dei cittadini: riaprire
le "case chiuse", in forma moderna, dignitosa e controllata.
Ciò consentirebbe di accettare il
diktat "via dalle strade" per trasferire lo stesso mercato (stesse
ragazze, stessi clienti, stesse tariffe) al chiuso.
Infatti i cittadini chiedono (giustamente, secondo
me) "via le prostitute dalla strade" ma anche "mettiamole
nelle case chiuse".
E un'opposizione che questo facesse potrebbe trovare parecchie sponde anche
all'interno della maggioranza, si veda la Lega che le "case chiuse" le ha
sempre viste di buon occhio.
Ma anche senza voler arrivare a proposte organiche, intanto si potrebbe
almeno cominciare col trovare un accordo per depenalizzare l'affitto a prostitute, cosa che
c'era in precedenti DDL del centrodestra e qui assurdamente non c'è.
E con il federalismo tanto di moda, si potrebbe anche arrivare a chiedere una
regolamentazione su base regionale o
comunale, dando ai sindaci o alle regioni la possibilità di scegliere, se
vogliono, di consentire esplicitamente
la prostituzione al chiuso in apposite "case" dedicate, senza
che né il Sindaco né chi affitta a prostitute venga
portato in galera per favoreggiamento.
Si potrebbe ipotizzare, per esempio, che il Comuni
indichino certe aree dove (anche se non vi venisse concessa una opportuna
zonizzazione all’aperto) possano sorgere edifici esplicitamente orientati
all’esercizio della prostituzione, pur senza considerarli come “imprese”. E
non solo con la possibilità di ivi affittare appartamenti a prostitute senza
cadere nel reato di favoreggiamento, ma con l’esplicito divieto di approvare
regolamenti “condominiali” avversi alla prostituzione. Sarebbero quindi nuovi
condominii dove la prostituzione … non può essere vietata. Chi ci andasse ad
abitare, saprebbe da subito di dover convivere con la prostituzione.
Ovviamente, questo favorirebbe la concentrazione in quegli edifici della sola
prostituzione.
Ciò consentirebbe a qualche sindaco non bigotto di concedere spazio a degli
"edifici a luci rosse", pur fermo restando il divieto in strada.
E a questo punto, di fronte ad esempi ben funzionanti di confinamento della
prostituzione al chiuso in case lontane dai cittadini, lontane dai normali
condominii, li voglio vedere i sindaci bigotti andare a dire ai propri
elettori "io sono contrario alle
case chiuse, tenetevi le ex stradali negli appartamenti vicino ai
vostri"!
A questo punto, andremmo verso una soluzione di "Eros Center de facto", pur con la colpevole mancanza
di un vero ed istituzionalizzato controllo di Polizia e sanitario.
Una soluzione in gran parte raffazzonata e tartufesca, decisamente
“all’italiana”.
Ma sempre meglio, comunque, che passare in massa dalla "prostituzione
sul marciapiede davanti a casa" a quella "sul pianerottolo di casa
propria", scatenando poi la repressione generalizzata anche nei
condominii ...
Questo è solo un esempio di ciò che si potrebbe fare ... se avessimo politici
degni di questo nome, anche all'opposizione.
E se l'opposizione si rendesse
quindi conto che c'è forse la
possibilità di trovare una maggioranza trasversale in Parlamento, che fermo
restando il dare soddisfazione a Berlusconi "ripulendo le strade"
riesca ad evitare il trasferimento delle ex stradali nei condominii. Cosa che
i cittadini sono i primi a chiedere e che quindi è anche cosa elettoralmente
"interessante".
Spero anche che le amiche del Comitato
per i Diritti Civili delle prostitute si diano
una mossa, e nella direzione giusta, perchè allo stato attuale mi sembrano
schiantate dalla consapevolezza che stanno (stiamo ...) per essere travolte
da questo treno demenzial-repressivo.
Treno che anche loro, mi spiace dirlo, hanno contribuito a mettere in moto,
rifiutando da anni l'idea delle "case chiuse", tout-court.
Anzi, confondendo ai cittadini le idee quando si parla di “case chiuse”,
sempre descritte come inevitabili luoghi di sfruttamento.
"Case chiuse" che invece si possono fare, come in Germania, in modo del tutto accettabile, rispettose della libertà
delle sex workers e molto diverse da quelle pre-Merlin, che quasi nessuno
rimpiange, anche per l’ottimo motivo che pochi ne hanno fatto esperienza (a
parte quelli nostalgici per età e magari un pò rimbambiti e che hanno ricordi
troppo rosei di quei vecchi bordelli).
E spero che lo stesso facciano tutte quelle associazioni di assistenza che, pur solitamente meritevoli, hanno
da anni rifiutato l'idea degli Eros Center pensando che ciò avrebbe potuto
ridurre il loro "business", oggi fatto sul disagio delle stradali.
E tale miopia sta adesso favorendo la possibilità che quel business sparisca pressochè totalmente!
Forse non sono perse tutte le speranze
di evitare un disastro totale, ma occorrono rapidamente delle controproposte
concrete.
Io le mie le ho fatte da tempo, giuste o sbagliate che siano
(immodestamente le credo molto giuste ...) e mi sento in pace con la
coscienza.
Ma anche senza arrivare a soluzioni "perfette", c'è una bella differenza tra lasciar
passare il Carfagnum così com'è (che è ciò che accadrà se l'opposizione
continua nei fatti a "non proporre”, adagiandosi su vecchie formule che
addirittura “rivalutano” la Legge Merlin)
oppure il modificarlo per far sì che lo spostamento delle stradali al chiuso
avvenga con un minimo di organizzazione, fosse pure in gran parte autogestita
(cooperative, ecc.) ma con l'avallo ed il rispetto dei Comuni e, ancor prima,
dello Stato stesso.
C'è chi sostiene che con il Vaticano in casa non si potrà mai fare nulla e
tanto vale rassegnarsi al Carfagnum.
Io non credo.
Perché come già detto non credo che questo DDL sia stato fatto pensando al
Vaticano. Anche perchè per far piacere al Vaticano avrebbero potuto
altrettanto bene farlo nella legislatura 2001-2006 e non l'hanno fatto.
Questo DDL è frutto del momento
particolare che stiamo vivendo e della scelta propagandistica che questo
governo ha fatto: presentarsi come il governo che "risolve i problemi
incancreniti" (dai rifiuti di Napoli all’Alitalia, dalle Grandi
Opere alla prostituzione di strada ...).
Sulla realtà o finzione di questo non sto qui a discutere, ma quella secondo me è la ragione del provvedimento, molto più che far
piacere ai vescovi.
Se ciò è vero, allora rimane spazio
per correzioni che, pur senza regolamentare la prostituzione come fosse
un lavoro, ne consentano l'espletamento secondo modalità depenalizzate, a
cominciare dall'affitto degli appartamenti. E consentano magari ai Comuni di
indicare apposite zone (non solo all’aperto, ma anche al chiuso) nella quali la prostituzione sia "tollerata" (e
quindi indotta a spostarsi lì), senza che Sindaco e Giunta siano accusabili
di favoreggiamento.
E accordi formali tra Enti Locali ed associazioni di assistenza potrebbero
comunque consentire interventi a supporto delle sex
workers all'interno di quelle zone o strutture, cosa quasi impossibile con
una prostituzione polverizzata negli appartamenti individuali nei normali
condominii. E così avremmo salvato anche il "business
dell'assistenza", per la gioia delle (miopi) associazioni del settore
...
Ma se non si fa nulla, se non ci sono controproposte concrete, il Carfagnum
passerà così com'è. E ce lo terremo probabilmente
per decenni.
Jonathan, 5 ottobre 2008
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