Il Duello: Olanda contro Svezia.

 

 

Legalizzazione e criminalizzazione alla prova dei fatti.

“Io voglio essere una lavoratrice del sesso, non voglio essere una criminale e non merito di esserlo. Lavoro in un’industria guidata dalla domanda. Senza clienti non ci sarebbero lavoratrici del sesso. Noi non siamo predatrici. Io lavoro in un edificio sicuro e controllato e i clienti scelgono liberamente di venire da me. Quando pensate all’industria del sesso, non è qualcosa che è “la fuori”, non è un settore della società isolato da tutti gli altri. Stiamo parlando della mia vita, e della vita di tante donne e uomini di questa società. Spesso è già abbastanza difficile accettare lo stigma sociale di essere una prostituta, per favore non lasciate che siamo ancora criminalizzate. Non sto chiedendo ad alcuno di voi di approvare il lavoro di prostituta o di pensare che quello che io faccio sia giusto, vi chiedo solo di avere il pieno rispetto dei diritti umani che questa Legge ci darebbe.”

 

(dall’audizione di una prostituta davanti al Comitato neozelandese per la Riforma della Prostituzione, 2001)

 

 

 

 

Quando il gioco sulla prostituzione si fa duro, di solito i falsificatori cominciano a giocare con mistificazioni ancora maggiori ...

 

E il gioco, solitamente, si fa molto duro quando si parla di due esperienze opposte, che contano ormai cinque o sei anni di esercizio: Olanda e Svezia.

 

La liberale Olanda è talmente odiata dai sostenitori dell’esperienza repressiva svedese che nei confronti della sua esperienza legalizzatrice se ne leggono di tutti i colori.

Violando ogni regola di “bon ton” tra Stati, addirittura i governanti (spesso le governanti ...) svedesi non si tirano indietro nell’esprimere in consessi internazionali critiche esplicite ai Paesi Bassi, mentre contemporaneamente lodano le proprie scelte.

 

La Svezia, d’altro canto, beneficia sull’argomento della legislazione sulla prostituzione di un “battage” pubblicitario incredibile, anche in Italia, nonchè del credito di paese civile ed evoluto che sicuramente merita per tantissimi settori ma non certamente per questo (e vedremo opinioni molto interessanti a spiegare questa curiosa dicotomia ...).

Ma, ovviamente, i fatti reali sulla situazione svedese sono invece sempre “trascurati” dai sostenitori di quella legge criminalizzatrice.

Così come i “terribili problemi” (o addirittura i fallimenti) che sarebbero dovuti alla legalizzazione in Olanda non vengono quasi mai sostanziati con dati concreti (ma in altri casi va addirittura peggio, sulle esperienze legalizzatrici australiane siamo addirittura alla menzogna spudorata ...).

 

Ma esistono dei dati, sia numerici che di esperienze concrete, che ci possono aiutare a capire la realtà dei fatti?

 

Dobbiamo appoggiarci solo ad opposte convinzioni ideologiche o possiamo andare a verificare sul campo quali sono i risultati delle scelte legalizzatrice e criminalizzatrice?

Ad un esame superficiale, seguendo i dibattiti, leggendo gli articoli di giornale, ascoltando le interviste, si direbbe che non ci siano ancora dati sufficienti per “tirare le somme”.

E invece no.

 

Studi seri ed approfonditi sono già stati fatti (così come, beninteso, circolano anche tanti documenti ed articoli menzogneri!) e si può cominciare a raccogliere dati e sintetizzare esperienze, per vedere quale è la strada migliore da seguire. Nei fatti, non solo sulla base degli orientamenti ideali.

 

Ovviamente, dopo cinque anni nessuna esperienza può essere considerata come già compiuta e nessuna conclusione definitiva può essere tratta.

Però, si può cominciare a fare un lavoro da persone responsabili: vedere le indicazioni che cinque anni (che non sono molti, ma neppure troppo pochi) ci danno, andando a vedere i benefici reali ottenuti, i problemi reali irrisolti e magari quelli altrettanto reali creati ex-novo.

 

Questo, in realtà, è il lavoro che dovrebbero fare TUTTI i nostri POLITICI che si occupano di prostituzione (o pretendono di farlo ...).

Dato che molti di loro, in realtà, non lo fanno, parlano a sproposito e confondono il pubblico, mi permetto di raccogliere qui il meglio (e anche il peggio ...) che io oggi conosca per mettere a confronto diretto le due opposte esperienze della criminalizzazione e della legalizzazione della prostituzione, nelle loro più significative attuazioni: Svezia e Olanda.

 

A dire il vero, per la legalizzazione/decriminalizzazione il discorso andrebbe allargato almeno a Germania e Spagna, ma qui non ci sarà il tempo se non per parlare con un certo dettaglio anche del "caso Australia" e accennare alla Danimarca, così come per la criminalizzazione si accennerà alla Corea del Sud.

 

Questo lavoro non è certo un "saggio" nè un "rapporto" (chi conosce questo sito sa che io non mi sono mai spacciato per "studioso") ma, come nel mio stile, è il tentativo di raccogliere le fonti più attendibili (possibilmente ricerche originali o comunque basate su dati ufficiali) e commentare la correttezza o meno di affermazioni che si fanno comunemente in rete e nei media sulla prostituzione (comprese quelle fatte dai governi ...).

 

Ho cercato di mettere un buon numero di link ai siti citati nel testo o comunque legati alle problematiche trattate, senza eccedere per non trasformare lo scritto in una selva di collegamenti; comunque, partendo da molti dei link dati e usando bene i motori di ricerca, ci si accorgerà subito della vastità dei riferimenti.

Anche per questo ho volutamente cercato di limitare l'esame a due principali documenti, molto citati in rete e che in un certo qual modo possono oggi essere considerati le "bandiere" delle opposte fazioni. Considerando che entrambi (anche se in modo decisamente diverso) fanno riferimento ad una grande quantità di documenti esterni, essi costituiscono ottime basi per avere una panoramica della situazione, con infiniti spunti di allargamento.

Non mancherò, però, di commentare anche uno dei pochissimi documenti (se non l’unico) nel quale esponenti del governo svedese forniscono (e vedremo su quali “basi” …) stime numeriche dell’attuale consistenza della prostituzione in quel paese.

 

Se, alla fine, risulterà che le mie conclusioni si accordano sostanzialmente con uno solo di questi documenti sarà, come vedrò di dimostrare, perchè solo uno di questi documenti può essere considerato una ricerca seria, non ideologicamente orientata ed attendibile (per quanto con tutti i grandi margini di incertezza numerica che ci sono, come quasi sempre avviene quando si parla di prostituzione).

 

Invito tutti coloro che si oppongono alle menzogne e alle mistificazioni su questi temi ad utilizzare e diffondere liberamente queste pagine, come del resto ogni altra parte del sito.

 

Mi auguro che questo scritto possa essere utile a tutti coloro che oggi vogliano farsi un'idea autonoma delle differenti e spesso opposte strade che, anche in Italia, vengono proposte per risolvere i problemi (reali o presunti) della prostituzione.

 

 

Jonathan, novembre 2005