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Il Duello: Olanda contro Svezia. Legalizzazione e
criminalizzazione alla prova dei fatti. |
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“Io voglio essere una lavoratrice del sesso, non voglio
essere una criminale e non merito di esserlo. Lavoro in un’industria guidata
dalla domanda. Senza clienti non ci sarebbero lavoratrici del sesso. Noi non
siamo predatrici. Io lavoro in un edificio sicuro e controllato e i clienti
scelgono liberamente di venire da me. Quando pensate all’industria del sesso,
non è qualcosa che è “la fuori”, non è un settore della società isolato da
tutti gli altri. Stiamo parlando della mia vita, e della vita di tante donne
e uomini di questa società. Spesso è già abbastanza difficile accettare lo
stigma sociale di essere una prostituta, per favore non lasciate che siamo
ancora criminalizzate. Non sto chiedendo ad alcuno di voi di approvare il
lavoro di prostituta o di pensare che quello che io faccio sia giusto, vi chiedo
solo di avere il pieno rispetto dei diritti umani che questa Legge ci
darebbe.” (dall’audizione di una prostituta davanti al
Comitato neozelandese per |
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Quando il gioco sulla prostituzione
si fa duro, di solito i falsificatori cominciano a giocare con mistificazioni
ancora maggiori ...
E il gioco, solitamente,
si fa molto duro quando si parla di due esperienze opposte, che contano ormai
cinque o sei anni di esercizio: Olanda e
Svezia.
La liberale Olanda è
talmente odiata dai sostenitori dell’esperienza repressiva svedese che
nei confronti della sua esperienza legalizzatrice se ne leggono di tutti i
colori.
Violando ogni regola di
“bon ton” tra Stati, addirittura i governanti (spesso le governanti ...)
svedesi non si tirano indietro nell’esprimere in consessi internazionali
critiche esplicite ai Paesi Bassi, mentre contemporaneamente lodano le proprie
scelte.
Ma, ovviamente, i fatti
reali sulla situazione svedese sono invece sempre “trascurati” dai
sostenitori di quella legge criminalizzatrice.
Così come i “terribili
problemi” (o addirittura i fallimenti) che sarebbero dovuti alla legalizzazione
in Olanda non vengono quasi mai sostanziati con dati concreti (ma in altri casi
va addirittura peggio, sulle esperienze legalizzatrici australiane siamo
addirittura alla menzogna spudorata ...).
Ma esistono dei dati,
sia numerici che di esperienze concrete, che ci possono aiutare a capire la
realtà dei fatti?
Dobbiamo appoggiarci solo
ad opposte convinzioni ideologiche o possiamo andare a verificare sul campo
quali sono i risultati delle scelte legalizzatrice e criminalizzatrice?
Ad un esame superficiale,
seguendo i dibattiti, leggendo gli articoli di giornale, ascoltando le
interviste, si direbbe che non ci siano ancora dati sufficienti per “tirare le
somme”.
E invece no.
Studi seri ed approfonditi
sono già stati fatti (così come, beninteso, circolano anche tanti documenti ed
articoli menzogneri!) e si può cominciare a raccogliere dati e sintetizzare
esperienze, per vedere quale è la strada migliore da seguire. Nei fatti, non solo sulla base degli
orientamenti ideali.
Ovviamente, dopo cinque
anni nessuna esperienza può essere considerata come già compiuta e nessuna
conclusione definitiva può essere tratta.
Però, si può cominciare a
fare un lavoro da persone responsabili: vedere le indicazioni che cinque anni
(che non sono molti, ma neppure troppo pochi) ci danno, andando a vedere i
benefici reali ottenuti, i problemi reali irrisolti e magari quelli altrettanto
reali creati ex-novo.
Questo, in realtà, è il
lavoro che dovrebbero fare TUTTI i
nostri POLITICI che si occupano di
prostituzione (o pretendono di farlo ...).
Dato che molti di loro, in
realtà, non lo fanno, parlano a sproposito e confondono il pubblico, mi
permetto di raccogliere qui il meglio (e anche il peggio ...) che io oggi
conosca per mettere a confronto diretto le due opposte esperienze della
criminalizzazione e della legalizzazione della prostituzione, nelle loro più
significative attuazioni: Svezia e Olanda.
A dire il vero, per la
legalizzazione/decriminalizzazione il discorso andrebbe allargato almeno a
Germania e Spagna, ma qui non ci sarà il tempo se non per parlare con un certo
dettaglio anche del "caso Australia" e accennare alla Danimarca, così
come per la criminalizzazione si accennerà alla Corea del Sud.
Questo lavoro non è certo
un "saggio" nè un "rapporto" (chi conosce questo sito sa
che io non mi sono mai spacciato per "studioso") ma, come nel mio
stile, è il tentativo di raccogliere le
fonti più attendibili (possibilmente ricerche originali o comunque
basate su dati ufficiali) e commentare
la correttezza o meno di affermazioni che si fanno comunemente in rete e
nei media sulla prostituzione (comprese quelle fatte dai governi ...).
Ho cercato di mettere un
buon numero di link ai siti citati nel testo o comunque legati alle problematiche
trattate, senza eccedere per non trasformare lo scritto in una selva di
collegamenti; comunque, partendo da molti dei link dati e usando bene i motori
di ricerca, ci si accorgerà subito della vastità dei riferimenti.
Anche per questo ho
volutamente cercato di limitare l'esame a due principali documenti,
molto citati in rete e che in un certo qual modo possono oggi essere
considerati le "bandiere" delle opposte fazioni. Considerando che
entrambi (anche se in modo decisamente diverso) fanno riferimento ad una grande
quantità di documenti esterni, essi costituiscono ottime basi per avere una
panoramica della situazione, con infiniti spunti di allargamento.
Non mancherò, però, di
commentare anche uno dei pochissimi documenti (se non l’unico) nel quale esponenti
del governo svedese forniscono (e vedremo su quali “basi” …) stime numeriche
dell’attuale consistenza della prostituzione in quel paese.
Se, alla fine, risulterà
che le mie conclusioni si accordano sostanzialmente con uno solo di questi
documenti sarà, come vedrò di dimostrare, perchè solo uno di questi documenti
può essere considerato una ricerca seria, non ideologicamente orientata ed
attendibile (per quanto con tutti i grandi margini di incertezza numerica che
ci sono, come quasi sempre avviene quando si parla di prostituzione).
Invito tutti coloro che si
oppongono alle menzogne e alle mistificazioni su questi temi ad utilizzare e
diffondere liberamente queste pagine, come del resto ogni altra parte del sito.
Mi auguro che questo
scritto possa essere utile a tutti coloro che oggi vogliano farsi un'idea
autonoma delle differenti e spesso opposte strade che, anche in Italia, vengono
proposte per risolvere i problemi (reali o presunti) della prostituzione.
Jonathan, novembre 2005