La voce della criminalizzazione.

 

 

Come il governo svedese distorce la realtà.

 

 

 

 

E’ sempre impressionante leggere gli atti dei convegni organizzati dal governo svedese sulla prostituzione:

 

  1. di solito almeno l’80% degli speakers è femminista militante.
  2. quasi mai da fonte svedese vengono date cifre sulla prostituzione relative alla Svezia; l’unico dato citato spesso è quello dell’ampio consenso alla legge tra gli svedesi! C’è invece un’enorme spazio dato a discussioni di carattere “filosofico”, basate sulla filosofia femminista dell’“uguaglianza di genere”. Questo è vero sia per gli atti dei convegni sia, ed è ancora più grave, per i documenti ufficiali del Governo svedese (basta andare a vedere sul sito governativo la pochezza delle informazioni quantitative che si trovano sulla prostituzione).
  3. quando vengono date cifre, sono spesso tratte da citazioni di articoli di giornale, sovente di dubbia affidabilità. Mi sento di dire che, nei fatti, questo sito ha un’attendibilità certamente superiore ai documenti prodotti in certi convegni e anche ai documenti del governo svedese! Non per suoi meriti intrinseci, ma perchè si sforza di riportare informazioni da fonti attendibili e non solo da articoli ideologicamente orientati.

 

Ma ero così incredulo della mancanza di stime quantitative da parte del governo svedese che, non contento, ho continuato a cercare.

E, alla fine, qualcosa l’ho trovato:  “The Swedish Law That Prohibits the Purchase of Sexual Services”  (http://www.prostitutionresearch.com/pdf/EkbergVAW.pdf) .

 

E’ un recente (2004) documento fatto nientemeno che da Gunilla Ekberg, Ministro dell’Industria, Lavoro e Comunicazioni, che è il principale esponente governativo svedese impegnato nella criminalizzazione della prostituzione.

Insomma, per fare un’analogia, è come se il “rapporto” del CWASU fosse stato fatto dagli avvocati di Berlusconi, mentre qui si tratterebbe di un documento di Berlusconi in persona!

 

Non ho alcuna intenzione di commentare gli sproloqui filosofici da femminismo illiberale contenuti nel documento della Ekberg (che ne costituiscono la larghissima parte), nè di contestarne tutte le falsità e le carenze.

Vado, invece, a riportare integralmente e a commentare il capitolo “NUMBER OF WOMEN IN PROSTITUTION IN SWEDEN”, che una volta tanto riporta anche delle cifre!

 

 

“The Swedish Law That Prohibits

the Purchase of Sexual Services

Best Practices for Prevention of Prostitution

and Trafficking in Human Beings

GUNILLA EKBERG

Ministry of Industry, Employment, and Communications

October 2004

 

NUMBER OF WOMEN IN PROSTITUTION IN SWEDEN

In 1999, it was estimated that 125,000 Swedish men bought

about 2,500 prostituted women one or more times per year. Of

these women, approximately 650 were street prostituted. From

1999 until today, the number of women involved in street prostitution

has decreased by at least 30% to 50%, and the recruitment

of new women has come almost to a halt. It is estimated that the

number of women in prostitution has decreased from 2,500 in

1999, before the Law came into force, to no more than 1,500

women in Sweden in 2002 (T. Ekman, Director for the Anti-

Trafficking Group at the Police Authority in Gothenburg in

charge of investigating crimes related to prostitution and trafficking,

personal conversation, January 16, 2004; Gripenlöf, 1991-

2002; S-A. Månsson, School of SocialWork at Gothenburg University,

personal conversation, January 12, 2004; M. Sjöstrand

Persson, Director for the Prostitution Group at Social Services in

Malmö, personal conversation, January 16, 2004)”

 

 

Ecco da dove salta fuori quel numero di 1500 prostitute totali oggi in Svezia, citato dal “rapporto” del CWASU!

 

Ma ora si capisce anche perchè neppure il rapporto del CWASU non ha avuto il coraggio di citare la fonte: non si tratta di alcuno studio fatto e neppure di qualcosa che si è avuto il coraggio di mettere comunque nero su bianco.

Si tratta di ... personal conversations!  Conversazioni private!

 

Capito? Quel valore di 1500 è basato su delle CHIACCHIERE!

 

Tanto che neppure il CWASU ha avuto il coraggio di citare questo fatto!

E tanto che, per esempio, il Sig. Ekman non può neppure produrre un documento scritto della sua stessa Polizia di Goteborg che supporti quella stima.

Siamo al livello delle “chiacchiere da bar” ...

 

Il valore di quella stima è NULLO.

 

Sarebbe come se Berlusconi si vantasse di aver ridotto la prostituzione in Italia, a livello nazionale, e alla domanda “da cosa lo deduce?” rispondesse “beh, me l’hanno detto il Prefetto di Ancona, la Caritas e Don Benzi” ...

 

Ovviamente, si capisce bene come il gruppo di studio del governo norvegese abbia concluso che se da una parte non si può sapere esattamente quante prostitute oggi vi siano in totale in Svezia, dall’altra appare estremamente improbabile che la legge svedese abbia avuto impatto significativo sulla prostituzione al chiuso.

 

Ma continuiamo con la Ekberg:

 

“Significantly, the number of women in street prostitution in

Sweden today is no more than 500 (Sweden has 9 million inhabitants).”

 

Ahem ... se c’è stato un calo da 650 a 500 vorrebbe dire che il calo è stato solo del ... 23%! Molto meno del 30% che la Ekberg cita come valore minimo!

Ma andiamo ancora avanti ...

 

“This number should be compared with the number of

women involved in street prostitution in Denmark (with 4.5 million

inhabitants). In the beginning of the 1990s, approximately

2,000 women were in Danish street prostitution, compared with

5,500 to 7,800 in 2004 (“Love Bestemmer Antal Prostituerede,”

2004). “

 

Questo è COMPLETAMENTE FALSO! 

 

Intanto il link dato dal documento è sbagliato: non è http://nydederne.tv2.dk/ article.php?id=705351 , dove c’è una “d” al posto di una “h”.

Quello giusto è http://nyhederne.tv2.dk/article.php?id=705351 .

Vabbè, poco male ...

Intanto notiamo una cosa: quello è il sito di una televisione ... E’ un pò come se la Prestigiacomo citasse un dato numerico sulla prostituzione prendendolo non da fonti ufficiali o di ricerca, ma da una cosa che che è stata detta a “Porta a Porta” ...

 

Ma forse non è neppure quella la cosa più grave.

La cosa veramente grave è che non c’è nulla, in quel brevissimo articolo, che parla per la Danimarca del 2004 di 7800 prostitute di strada!

Parla semplicemente di prostitute! E pertanto comprende evidentemente sia le prostitute di strada che quelle al chiuso.

Per chi avesse dei dubbi, si può controllare anche senza conoscere il danese, usando questo traduttore: http://translation.langenberg.com/

oppure richiamando il motore si traduzione direttamente in questo modo:  http://www.tranexp.com:2000/InterTran?url=http%3A%2F%2F&type=text&text=gade&from=dan&to=eng

 

La traduzione, dal danese all’italiano, è (estraggo solo la traduzione della frase chiave “I Sverige med restriktive love er der 2.500 prostituerede mod mellem 5.500 og 7.800 i Danmark.“ : “VERSO Svezia da restrizione regola Ÿ lØ prostituerede contro tra 5.500 e 7.800 verso Danimarca.

Usando la traduzione alternativa si può arrivare ad una cosa appena un pò migliore: “NELLA MANIERA GIUSTA Svezia da restrizione regola E’ QUI prostituerede contro tra 5.500 e 7.800 verso Danimarca”. (dove il “NELLA MANIERA GIUSTA” già mi fa pensare, ovviamente, ad un articolo pro-criminalizzazione ...).

 

Insomma, non c’è traccia del termine “strada” (“gade”, in danese) nè di altre perifrasi che possano significare la stessa cosa (“prostituzione di strada” = “gadeprostitution”)!

 

Per completezza riporto la traduzione di tutto l’articolo, prima in italiano:

 

“Il numero da prostituerede impiccare sam­men da il legislation: Perch‚ appuntito lo­ve da ogni parte prostituta desto meno prosti­tuerede. Quello dice romanzo scientifico trattato. vil inevitabilmente fingere verso essere in a donne e uomini intellegibile da de­res proprio e quello contrario køns seksuali­tet e cutaneo a definizione da sek­sualitet e sesso al comunitê globalmente " dice Vibeke Jensen én da due sociolo­ger a il dietro il discussione , verso Informazione. VERSO Svezia da restrizione regola Ÿ lØ prostituerede contro tra 5.500 e 7.800 verso Danimarca. VERSO Paesi Bassi , dove prostituta Ÿ un legale vocazione trovare lØ quello være prostituerede. " io domandare nessuno a , quello vil frutteto un effetti. Legislation produrre portuale e accesso al articolo. Kriminaliserer decente f.eks. il clienti vil quello nessuno lungo være legittimitê quello passeggiata verso prostituerede , e it'll naturalmente ottenere un importanza " dice Aase Reich Sbattere gli occhi projektleder verso Centenario da Ligestillingsforskning. Precisamente verso Svezia è respinto quello acquisto loro stessi verso sesso e qui alzare 80 percento. dal abitante il legislation su. Kristendemokraterne ha precisamente nave lovforslag da ogni parte quello kriminalisere essi prostitueredes cliente. Il suggerimento processo verso Folketinget oggi. " quello trattare perch‚ tutto singolo da ogni parte umano. Come inscatolare essere vi quello comunitê onore , quello donne inscatolare essere Ÿ comprai verso sex, " chiede Fisico Cereale KDs ligestillingsordfører al di carta.”

 

e poi, come ulteriore controllo, in inglese:

 

“The number from prostituerede hangs sam­men by the legislation : Why sharp lo­ve about prostitution desto fewer prosti­tuerede. That says novel scientific treatise. " legislation vil inevitably pretend to be in at women and men intelligible from de­res own and that contrary køns seksuali­tet and dermed at definitions from sek­sualitet and sex to the community globally " says Vibeke Jensen én from two sociolo­ger at the back the dissertation , to Information. TO Sweden by restriction rules is there prostituerede against between 5.500 and 7.800 to Denmark. TO Netherlands , where prostitution is a legalt vocation find there that være prostituerede. " i wonder no at , that legislation vil orchard a effects. Legislation affects ports and access to the item. Kriminaliserer decent f.eks. the clients vil that no longer være legitimt that walk to prostituerede , and it'll of course get a importance " says Aase Reich Blinking projektleder to Center by Ligestillingsforskning. Precisely to Sweden is it disallowed that purchase themselves to sex and here rises pct. from the inhabitants the legislation up. Kristendemokraterne has precisely ship lovforslag about that kriminalisere they prostitueredes customer. The suggestion processes to Folketinget today. " that deals why all single about human. How can be vi that community honour , that women can be is bought to sex, " asks Bodil Cereal KDs ligestillingsordfører to the paper.”

 

Perciò qui ci troviamo di fronte ad un chiarissimo esempio di MENZOGNA (che tra l’altro si appoggia ad un “documento” ridicolo ...).

 

La Ekberg vuole dimostrare che mentre in Svezia ci sono solo 500 prostitute di strada, in Danimarca le prostitute di strada potrebbero essere anche 7800, ovvero oltre quindici volte tanto!

E, invece, cita il massimo numero totale stimato di tutte le prostitute danesi (numero che in realtà potrebbe essere un pò più della metà di quello)!

 

Guardate che non è affatto un dettaglio, non sto pignolamente facendo le pulci alla Ekberg su un piccolo errore di valutazione: se le prostitute di strada in Danimarca fossero molte meno, diciamo ... paragonabili a quelle della Svezia, allora non solo la Ekberg non potrebbe affatto fare vantaggiosamente quel confronto, ma anzi si aprirebbero dei begli interrogativi sull’ampiezza del mercato totale anche in Svezia dopo la criminalizzazione!

E la Ekberg, invece, fa quel paragone tra le due prostituzioni di strada proprio per dire: “in Svezia stiamo riducendo la prostituzione, in Danimarca la stanno aumentando”.

 

Non solo: questa stessa menzognera stima, che darebbe un “aumento della prostituzione di strada danese dal 200% al 400% nel periodo 1990-2004” viene già citata e spacciata come vera da altri articoli pro-criminalizzazione, in tutto il mondo (vedi, per esempio, http://www.women21.or.kr/news/W_English/W_News/W_News_View.asp?ENID=13&page=1&Rpos=5 ).

 

Ma esistono dati numerici sulla prostituzione danese?

Purtroppo per la Ekberg ... esistono!

 

Cito e traduco da un recentissimo articolo danese (settembre 2005) che si occupa della prostituzione in relazione alla tossicodipendenza (http://www.ugeskriftet.dk/2005/3905/VP-html/VP43160.htm ):

 

“Gadeprostitutionen tager afsæt i det offentlige rum, idet kunden og den prostituerede knytter kontakten på gaden. Denne prostitutionsform praktiseres ofte af stofmisbrugende kvinder og anses for at være den lavest placerede kategori i prostitutionshierarkiet. I Danmark skønnes det samlede antal gadeprostituerede kvinder at være 500-700, og gadeprostitution udgør ca. 10% af den samlede prostitution [1]. Et mere diffust prostitutionsmiljø diskuteres i en undersøgelse af 11.000 skolesøgende unge i Oslo, hvori knap 2% af teenagerne på 14-17 år angav at have haft erfaring med at sælge sex på gadeniveau [2]. I undersøgelsen fandt man en sammenhæng mellem alkohol/stofmisbrug og adfærdsproblemer og konkluderede, at de unge, som solgte sex, var mere ensomme og oftere havde symptomer på depression og angst end andre unge.“

 

e tradotto (si fa per dire ...) in automatico:

 

“Gadeprostitutionen maniglia presa lØ pubblico separazione , perch‚ il cliente e il prostituerede stabilito il contatto nel strada. Quello prostitutionsform practise frequantemente da stofmisbrugende donne e anserina verso være il minimo abbellire categoria verso prostitutionshierarkiet. VERSO Danimarca trovare quello adunato numero gadeprostituerede donne quello være 500-700, e gadeprostitution comprendere ca. 10% dal adunato prostituta [1]. UN meglio diffuso prostitutionsmiljø discutere verso un esame da skolesøgende giovane verso Oslo , dove breve 2% da adolescente ager a år indicare quello frutteto avuto esperienza da quello vendere sesso a gadeniveau [2]. Al investigazione trovato decente un contesto tra alcool stofmisbrug e comportamento problema e concludere , quello essi giovane , quello venduto sesso , erano meglio solitario e ancora avuto sintomo a depressione e orrore di altro giovane.”

 

Sorvolando sulla comicità delle traduzioni automatiche, ho sottolineato il brano principale: le prostitute di strada in Danimarca sono 500-700 e costituiscono circa il 10% del totale della prostituzione (dato citato da un rapporto 2002 del Pro-Centret).

Il che quadra con la stima di circa 5000-7000 prostitute danesi in totale.

 

E ciò vuole anche dire che (“incredibile visu”!    ) il numero di prostitute di strada che ci sono oggi nella criminalizzatrice Svezia è praticamente uguale a quello che c’è nella liberale Danimarca!

 

E, tra l’altro, pare che le prostitute di strada in Danimarca negli ultimi anni non siano comunque in aumento (vedi pag.19 di questa ricerca: http://www.vfcudsatte.dk/lib/files.asp?ID=128), ad ulteriore smentita della frottola che legalizzare la prostituzione fa aumentare anche la prostituzione illegale e di strada.

 

Controprova: facciamo tradurre un brano, tratto da questo recente documento http://www.social.dk/udsatte_grupper/prostituerede/index.aspx?id=cb0729d6-4518-4387-8bcd-c1ded2374e1c , aprile 2005; sono “suggerimenti del governo”, con una prefazione del Ministro degli Affari Sociali, e tra l’altro mi pare sia del genere “facciamole uscire dalla prostituzione” (“Et andet liv” = “Un’altra vita”), come si può dedurre anche traducendo la prefazione.

 

Il brano è quello iniziale, e fornisce statistiche recentissime ed ufficiali (2004) sulla prostituzione in Danimarca:

 

“Hvorfor skal vi gøre noget

Prostitutionens omfang og former

Der skønnes at minimum 3.750 personer prostituerer sig i Danmark i 2004.

Det fremgår af de kilder, der har kortlagt prostitutionen i Danmark Foruden

den kortlagte prostitution er der et mørketal, som blandt andet omfatter

personer, der prostituerer sig på internettet via chatrooms, kontaktannoncer,

personer, der af og til prostituerer sig for gaver, tjenester og lignende. Det

præcise antal personer, der prostituerer sig, er derfor svært at opgøre.

Den kortlagte prostitution blandt voksne kan opdeles i følgende former og

omfang:

Klinikprostitution, hvor kunden opsøger den prostituerede på

massageklinikker. Massageprostitution udgør 66 %.

Gadeprostitution, hvor kontakten mellem kunden og den

prostituerede skabes på gaden. Gadeprostitution udgør 15 %.

Escortprostitution, hvor den prostituerede kontaktes og kommer til

kundens hjem eller opholdssted. Escortprostitution udgør 10 %.

Barprostitution, hvor kontakten skabes på en bar, ofte en

stripteasebar. Barprostitution udgør 4 %.

Privatprostitution, hvor den prostituerede modtager kunden i sit eget

hjem eller andre private rammer. Privatprostitution udgør 2 %.

Kombinationsformen massageklinik og escortprostitution hvor

personen prostituerer sig på begge nævnte måder udgør 2 %.

Kombinationsformen privatprostitution og escort hvor personen

prostituerer sig på begge nævnte måder skønnes at udgøre 1 %.“

 

ed otteniamo:

 

“E cosØ dovere vi fare qualsiasi cosa Prostitutionens lunghezza e forma LØ trovare quello minimo 3.750 comitato prostituerer loro stessi verso Danimarca verso 2004. Quello apparire da essi fonte , lØ ha corto - viv-in prostitutionen verso Danimarca Superiore e da ogni parte il kortlagte prostituta c'è un? oscuritê , quello tra altro roba incluso comitato , lØ prostituerer loro stessi a Internet passando per chatrooms kontaktannoncer , comitato , lØ intermittentemente prostituerer loro stessi da regalo , di servizio e il simile. Quello esatto numero comitato , lØ prostituerer loro stessi , Ÿ quindi difficile quello stimare a. Il kortlagte prostituta tra crescere inscatolare essere dividere occupato a fare successivo forma e lunghezza

• Klinikprostitution , dove il cliente guarda su il prostituerede a massageklinikker. Massageprostitution comprendere 66 %.

• Gadeprostitution , dove il contatto tra il cliente e il prostituerede dare alzare verso nel strada. Gadeprostitution comprendere 15 %.

• Escortprostitution , dove il prostituerede contatto e imminente verso il cliente nostalgico o vicino a dove. Escortprostitution comprendere 10 %.

• Barprostitution , dove il contatto dare alzare verso a un barra , frequantemente un stripteasebar. Barprostitution comprendere 4 %.

• Privatprostitution , dove il prostituerede accettare il cliente verso suo proprio nostalgico o altro privato contagioso. Privatprostitution comprendere 2 %.

• Kombinationsformen massageklinik e escortprostitution dove il persona prostituerer loro stessi a entrambi menzione metodo comprendere 2 %.

• Kombinationsformen privatprostitution e scorta dove il persona prostituerer loro stessi a entrambi menzione metodo trovare quello comprendere 1 %”.

 

Va bene, nonostante la povertà della traduzione la cosa è chiara, no?

 

Oggi ci sono almeno 3750 prostitute in Danimarca. Il totale è così ripartito:

  • Sale massaggi: 66%
  • Prostituzione di strada: 15% (in strada sarebbero quindi “almeno 560”)
  • Escorts: 10%
  • Sex Bars: 4%
  • Prostituzione in privato: 2%
  • Combinazione tra “sale massaggi” ed escort: 2%
  • Combinazione tra prostituzione privata ed escort: 1%

 

Beh, considerando le ovvie incertezze numeriche, tutto quadra anche qui: circa 4000 prostitute in totale e circa 500 in strada. Non certo 7800 in strada (e neppure 7800 in totale)!

 

Per inciso: le stime della prostituzione danese davano 2000 prostitute in totale verso il 1990, ovvero prima ancora dell’”invasione” dall’Est Europa (che avverrà verso la metà degli anni ’90) ve ne erano già quasi quante ve ne erano in Svezia dieci anni dopo. Questo spiega bene perchè il mercato danese sia oggi più ampio di quello svedese: lo è per motivi storici, perchè lo è sempre stato, non perchè la legge svedese abbia “protetto” la Svezia dall’aumento della prostituzione e quella danese l’abbia “esposta”.

Peraltro, l’aumento della prostituzione danese dal 1990 ad oggi è ovviamente spiegabile con l’arrivo delle prostitute dai paesi dell’ex blocco sovietico, flusso che continua da almeno una decina di anni nella maggior parte dei paesi dell’Europa Occidentale.

La differenza è che in alcuni Stati si fanno studi per valutarne l’impatto numerico e si trova un aumento, mentre in altri, come la Svezia, si cerca di nascondere la “vergogna” sotto il tappeto, non si fanno studi e poi si afferma senza prove che “la prostituzione è diminuita”.

 

La Ekberg dovrebbe andare “triplamente” a nascondersi:

  • cita come “fonte” un miserrimo articoletto web di un sito televisivo (probabilmente, penso, legato a qualche trasmissione TV fatta allora)
  • non contenta, ne distorce i dati!
  • e infine, per suo scorno, è possibile andare a controllare da fonti ufficiali danesi e trovare che, al contrario, si è data la zappa sui piedi attirando l’attenzione sulla Danimarca!

 

C’è bisogno di dilungarsi ancora per dimostrare da una parte il fallimento dell’esperienza svedese, dall’altra il continuo atteggiamento mistificatorio dei governanti femministi illiberali di quel paese?

 

La cosa che lascia davvero perplessi è: come si può MENTIRE in modo così spudorato, soprattutto da parte del principale esponente governativo svedese sull’argomento?

 

Cos’è peggio: l’ideologia illiberale, l’approssimazione antiscientifica o le menzogne spudorate?

 

Pur avendone già viste tante, sono francamente stupefatto ...

 

La Ekberg prosegue notando che

 

“Denmark does not have legislation that prohibits the

purchase of sexual services.”

 

Vedendo i “risultati” svedesi, buon per la Danimarca! ...

 

E adesso una cosa interessante ...

 

Un indicatore sorprendentemente utile: gli annunci sul web!

 

La Ekberg prosegue ancora citando i dati sull’uso del web da parte delle prostitute svedesi.

Lei crede di farlo a suo vantaggio ma, come vedremo, commette invece un grave errore autolesionista citando quelle cifre ...

 

“There is no evidence that the sale of women has moved from

the streets to the Internet (Gripenlöf, 1991-2002). The global prostitution

and pornography industry has always been quick to take

advantage of every new technological advance that can benefit

their activities and promote the sale of their products. The Net Sex

Project at the University of Gothenburg, a research project that

studies the use of the Internet for sexual purposes, concludes in its

report that the number of Swedish women who are prostituted

via the Internet remains stable at around 80 to 100 women, with

the same women advertised on many different Web sites.

The report also concludes that the use of the Internet for prostitution

purposes is a consequence of the rapid development of Internet

technology and not a consequence of the Swedish legislation (S-A.

Månsson, School of Social Work at Gothenburg University, personal

conversation, January 12, 2004; Månsson & Söderlind,

2004).10 “

 

Innanzitutto: dal sito http://www.sihteeriopisto.net , che è un sito molto frequentato e che copre bene l’area scandinava e baltica, si vede che il numero di prostitute che si pubblicizzano sulla pagina della Svezia è assolutamente analogo a quello delle prostitute che si pubblicizzano sulla pagina della Danimarca (un centinaio, per entrambi gli Stati).

Dato che la Danimarca è stata descritta dalla Ekberg come un “paradiso della prostituzione”, c’è da chiedersi come dobbiamo considerare la Svezia ...

Messa in altri termini: se la Danimarca è un paese schifosamente in preda al turpe mercato della prostituzione ed ha un centinaio di prostitute che si pubblicizzano su internet, allora le cento prostitute svedesi che si pubblicizzano su internet dovrebbero far pensare ad un mercato svedese più o meno altrettanto “schifosamente vasto” ...

Ovviamente, le svedesi sono molto stimolate ad usare internet (a differenza di quanto afferma la Ekberg), però se le danesi sono davvero circa 5000 e facendo il confronto 100-contro-100 su Internet, si fatica davvero a credere che il mercato svedese sia diminuito!

 

Anzi, facciamo un rapido calcolo ...

Mi permetto di far notare che questo è un esempio di metodo: di come si possono fare delle stime quantitative anche a partire da dati limitati.

Non sono ovviamente metodi che danno delle certezze, però spesso riescono a dare valutazioni di approssimazione non disprezzabile. Almeno sugli ordini di grandezza, spesso anche meglio.

E se poi si incrociano e si confrontano i risultati con quelli ottenuti da altre fonti indipendenti beh, molto spesso si ottiene qualcosa di utile, almeno come base approssimata di discussione.

 

Cominciamo: prendiamo il numero delle prostitute che si pubblicizzano sul web in Svezia, ovvero le 100 citate dalla Ekberg e che trovano corrispondenza nel sito di sihteeriopisto, piuttosto noto e che quindi “attira” probabilmente gli annunci di quasi tutte le prostitute svedesi in rete.

E vediamo poi quante prostitute si pubblicizzano sul web in Italia, per fare un interessante (per quanto empirico) confronto. Possiamo fare almeno una cosa: possiamo prendere quello che forse è il sito italiano di annunci di escort più frequentato: http://www.escortforum.com.

A novembre 2005, facendo un rapido calcolo sulle pagine degli annunci delle ragazze, selezionandoli per tutta Italia, ricavo un numero di annunci pari a circa 700 diverse escort.

Se consideriamo che su Escortforum ci sia gran parte delle prostitute che in Italia si pubblicizza sul web (molte si pubblicizzano sia lì che su altri siti, per esempio un’altro molto ampio è http://www.piccoletrasgressioni.com , dove conto circa 600 tra ragazze, transessuali e “boys” ), potremmo fare una stima (molto “a spanne”, sono il primo a dirlo!) aumentando il numero ed arrivando ad una cifra di circa 1000 prostitute italiane che si pubblicizzano in rete.

 

Ora, in Italia sono stimate circa 50.000 prostitute, tra italiane e straniere, con una stima massima di 70.000.

Qual’è la percentuale, sul totale, di quelle che mettono annunci sul web? E’, per i totali stimati dati sopra, dall’1.5% al 2%.

E veniamo al punto più interessante: se una percentuale del 2% fosse significativa, sia per l’Italia che per la Svezia, quante prostitute ci potrebbero in Svezia in totale, considerando le 100 che si pubblicizzano sul web?

Semplice: sarebbero ... 5000!    100 è il 2% di 5000! Guarda caso, un numero simile a quello danese e che darebbe corpo all’impressione che il mercato svedese sia addirittura cresciuto parecchio dal 1999 ad oggi!

 

Capita l’antifona? La Ekberg cita quelle 100 convinta di dare una cifra che rassicura sulla pochezza del mercato svedese, qualcosa che si accorda con l’affermazione dell’avvenuta riduzione di quel mercato e invece ... indica proprio il contrario! Le 100 prostitute che si pubblicizzano sul web in Svezia non sono poche, sono TANTE, considerati i numeri della Svezia! E suggeriscono un mercato svedese complessivo ben maggiore di quello che la Ekberg cerca di accreditare.

Ammettiamo che in Svezia usino Internet più che in Italia, ammettiamo errori dovuti al conto (lo sottolineo ancora) largamente “a spanne” fatto per l’Italia, e potremmo arrivare a voler addirittura dimezzare quella cifra per la Svezia: avremmo circa 2500 prostitute in totale, quante ce ne erano prima della legge.

Che è probabilmente quello che, come minimo, è successo in Svezia: il mercato è per lo meno rimasto stabile dal 1999 in poi, si è solo nascosto un pò più di prima (e neanche tanto ...), oltre a peggiorare di qualità. Ma non ci sarebbe da stupirsi se, invece, fosse aumentato.

 

Ora, vi confesserò che quando ho fatto la prima volta il calcolo approssimato sopra riportato, mi sono un pò vergognato: ma come, tu che la meni tanto sulla precisione “scientifica” poi mi vai a dare un simile conto “a spanne”? Non ti pare che parlare di “1000 prostitute italiane che si pubblicizzano sul web”, partendo da cotanta approssimazione, e addirittura utilizzarlo per trarne da ciò conclusioni per la Svezia!, sia non troppo lontano dalle “sparate” dei fans della legge svedese? Se non ci sono studi fatti in Italia che diano la stima di quante sono queste donne, AMEN! Non puoi pretendere di “stabilirlo” tu con un ragionamento approssimativo, in un quarto d’ora! ...

 

E infatti stavo per rinunciare, un pò a malincuore, all’idea di proporre quelle valutazioni, che pure mi sembravano interessanti ...

 

Però, poi, il mio “demone” della ricerca in rete ha ripreso il sopravvento ...

Davvero non esistono studi fatti da qualche istituto italiano, che abbiano il pregio (si spera!) di aver occupato almeno per qualche giorno il tempo di un professionista della ricerca sociologico-statistica?

Bene ... esistono!

 

E sono anche recenti: è il “Quarto Rapporto sulla Pornografia” dell’Eurispes, presentato nel maggio 2005, del quale si può scaricare qui la sintesi: http://download.repubblica.it/pdf/rapporto_pornografia.pdf

 

L’Eurispes ha stimato anche il volume di affari del “sesso in rete”, non solo pornografia ma anche prostituzione. E, ovviamente, per farlo ha dovuto stimare anche quante sono le prostitute (e i prostituti) che in Italia mettono annunci sul web.

A pagina 59 della sintesi, ecco il dato, come riportato dall’Eurispes: “stimiamo che il web movimenta gli introiti di massimo 800 prostitute con tariffe di alto livello e di 200 prostituti a 150 euro a prestazione.”

Tombola!  Siamo al migliaio che già avevo ipotizzato per l’Italia! (solo un pò meno se escludiamo i maschi).

Ora, magari anche l’Eurispes sbaglia in qualche misura, però evidentemente il mio ragionamento non era campato per aria!

 

A questo punto, messe avanti tutte le cautele del caso, possiamo con animo più fiducioso dire che quelle 100 prostitute svedesi sul web confrontate con le 1000 italiane, come minimo fanno giustizia dell’idea che il mercato svedese si sia ridotto, come invece afferma il governo svedese!

 

Sarò ben lieto di dare il giudizio definitivo quando si avranno, se possibile, dati più precisi, ma già da ora sarei pronto a scommettere che la realtà non si scosta molto da questa: la legge svedese contro la prostituzione non l’ha affatto ridotta e gli annunci web ne sono un ulteriore indicazione ...

 

 

 

Terminiamo l’analisi del capitolo della Ekberg:

 

“The presence of foreign women in street prostitution has

come almost to an end (IOKSP, 1999-2001; Kärrman, 2000), and

the number of buyers has decreased by 75% to 80% (Gripenlöf,

1991-2002).”

 

Donne e clienti visibili in strada, ovviamente ...

In strada sono rimaste le tossiche svedesi e i clienti con la testa sulle spalle hanno trovato altri canali.

 

Ma vediamo cosa la Ekberg, in altro capitolo del documento, è costretta ad ammettere:

 

The number of women trafficked to Sweden for prostitution

purposes has remained relatively stable. The traffickers, who are

pragmatic businesspeople, do not want to go through the trouble

of setting up activities in Sweden. Instead, they bring women to

other countries, such as Holland, Germany, Denmark, and Spain,

where the climate is friendlier and where prostitution is tolerated

or legalized, or soon may be.”

 

“Il numero di donne trafficate verso la Svezia per prostituzione è rimasto relativamente stabile.”

 

Perfetto.

Intanto, questo fa giustizia delle affermazioni dei siti fascio-femministi, secondo i quali il numero di donne trafficate verso la Svezia sarebbe diminuito dopo la criminalizzazione, grazie alla nuova legge.

 

Ma non è finita ...

 

Secondo le stime attuali ci sono 400-600 donne spostate ogni anno attraverso la Svezia (dal documento stesso della Ekberg: “The NCID estimates that between 400 and 600 women are trafficked into Sweden every year”) e secondo la Ekberg la Svezia agisce come paese di transito (“they bring women to other countries) .

 

Bene, ecco da un sito anti-prostituzione la situazione rilevata già nel 1995:

 

Sweden is used as a transit country for trafficking Latin American women to brothels in Denmark, Germany and the Netherlands. (Mansson, 1995). ("Trafficking of Women to the European Union: Characterisitics, Trends and Policy Issues," European Conference on Trafficking in Women, (June 1996), IOM, 7 May 1996) “

(dal sito anti-trafficking, anti-prostituzione e pro-modello svedese: http://www.catwinternational.org/factbook/Sweden.php  )

 

Notare: la Svezia era una “transit country” già nel 1995. Ovvero: già negli anni dell’arrivo delle prostitute dall’Est Europa era un paese poco interessante per la prostituzione!  (non è una “stranezza”: la Finlandia era ancora meno interessante della Svezia, pur confinando con la Russia e quasi anche con gli Stati Baltici, vedi http://www.sexpert.fi/pro/lefo2003e.pdf )

 

E allora che senso hanno dichiarazioni (del governo svedese, di alcuni esponenti della polizia) come “la nuova legge ha reso la Svezia un paese meno desiderabile per i trafficanti”?

Lo è nè più ne meno di come lo era prima!

 

E’ la storia e le statistiche che ce lo dicono: la Svezia non è mai stata un paese “desiderabile” per i trafficanti, è sempre stata più che altro un paese di transito, per il semplice motivo che è sempre stato un mercato molto piccolo e poco vivace!

E questo sia prima che dopo la legge criminalizzatrice!

 

Perciò, non è quella legge che ha dirottato i trafficanti altrove, l’avrebbero fatto comunque!

 

Ancora una volta, è facile scoprire le falsità del governo svedese.

 

 

E adesso cominciamo a ricapitolare le cose ...