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Il “rapporto” del CWASU. La mistificazione sullo Stato di
Victoria. |
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Questo è solo un esempio
delle innumerevoli mistificazioni contenute nel cosiddetto “rapporto al
Parlamento scozzese”.
Prendetelo come un esempio
dello “stile” e dell’attendibilità di quel “rapporto” e in generale dei
documenti prodotti dai sostenitori della criminalizzazione
della prostituzione.
Lo Stato di Victoria: un caso di mistificazione, più che un caso di fallimento!
La
dimostrazione della mistificazione parte da questo fatto: questo
"rapporto" (come del resto fanno tanti altri saggi e articoli
giornalistici contrari alla legalizzazione, sui quali peraltro si appoggia il
documento “scozzese”), sostiene che in Australia, nello Stato di Victoria,
la legalizzazione ha fatto "esplodere" il mercato della prostituzione:
"C'è stato un significativo
incremento nel numero di bordelli nello Stato di Victoria, in Australia, dal
momento della legalizzazione, il numero dei bordelli è aumentato da 40 nel
Questo
citare "l'aumento del numero di bordelli nello Stato di Victoria"
come prova della crescita del mercato della prostituzione dopo la
legalizzazione, è una cosa che quasi tutti gli articoli contro la
legalizzazione ripetono pappagallescamente, se ne trovano tantissimi in rete.
Ma
... un momento! Aumento del numero dei bordelli vuol dire davvero aumento
nel numero delle prostitute?
Perchè
solo quest'ultimo è il vero indicatore della crescita del mercato! Se,
per ipotesi, in Germania proibissero bordelli con più di 10 prostitute ciascuno
(come in Italia proponeva
Pertanto,
dato che anche per Victoria è il numero
di prostitute a dare l'indicazione di una eventuale crescita del mercato
... qual'è questo numero, prima e dopo
la legalizzazione?
Incredibilmente
(o forse no ...) questo aspetto viene regolarmente tralasciato da tutti
gli articoli anti-legalizzazione, per quello Stato australiano si cita sempre
solo l'"aumento del numero dei bordelli". Guarda caso ...
Però,
dovendo fare una tabella comparativa tra i vari paesi (che diamine, dovevano
presentarlo ad un Parlamento, almeno una tabella ci voleva ...), questo
documento "dell'Università di Londra" non può svicolare
completamente, è costretto a dare qualche cifra.
Ebbene,
ecco la cifra per Victoria: 10.000 *
prostitute stimate.
Dove l'asterisco rimanda
alla nota: “*
There are no recent informed calculations of the number of prostitutes overall
in Victoria. These figures are based on an estimate that there were 3 - 5,000
women working in brothels in 1994 when there were 40 brothels. By 2002 twice as
many brothels were in operation, as well as over eighty escort agencies. A
government review in 1994 estimated that there were 3000 prostitutes in illegal
brothels and up to
Ovvero: "*
Non ci sono calcoli attendibili recenti sul numero complessivo di prostitute a
Victoria. Queste cifre sono basate su una stima che ci fossero
da
Ok,
tenetevi forte: stiamo per scoprire un'altra mistificazione "alla Don
Benzi", questa volta però fatta da "suoi pari" all'estero!
Allora:
5000 donne nel 1994, al momento
della legalizzazione, in 40
bordelli.
Se
nel 2002 ci sono il doppio di
bordelli beh ... saranno diventate 10.000,
no?
E'
questo che vi viene in mente leggendo quella nota, vero? E' intuitivo: se
raddoppiano i bordelli, raddoppieranno anche le prostitute. O no?
NO!
Perchè
la stima del governo australiano, sempre nel 1994, al momento
della legalizzazione, era stata che c'erano 3000 prostitute in bordelli
"illegali" e fino a
Una
precisazione: nel caso australiano le cifre sono incerte, sia quelle attuali
che quelle passate. E la stesura raffazzonata, spesso volutamente ambigua e
solitamente basata su citazioni di brani di articoli (il "copia e
incolla" eletto a "metodo scientifico" ...) di questo
"rapporto" al Parlamento scozzese peggiora ancora di più le cose per
chi voglia capire.
Il
fatto è che la prostituzione nello Stato di Victoria era già stata parzialmente
legalizzata nel 1984, con una legge che consentiva alle prostitute di lavorare
legalmente in casa, in "sale massaggi" (parlours) o in agenzie di
escort che fossero state autorizzate dalle autorità cittadine. Questo fatto, la
legalizzazione dei "parlours", confonde parecchio le acque quando si
parla di "bordelli", legali o meno, prima del 1994, perchè nei fatti
le sale massaggi potrebbero essere già considerate "bordelli".
A
questo punto, si potrebbe pensare: queste 3000 + 5000 prostitute del 1994 sono
le illegali, bisogna poi aggiungerci quelle che erano legali (ovvero nei
bordelli legali più le agenzie di escort legali) ...
Bene,
se così fosse il mio ragionamento
sarebbe ancora più forte!
Ma
non infierirò, prenderò invece la stima che meno mi "conviene",
ovvero 3000 + 5000 = 8000 ...
Controlliamo
le date.
Il
riferimento alla fonte è "TA 10 APRILE 1994" (Nota: TA sta per il
quotidiano australiano "The Age"): la stima del governo australiano è
PRECEDENTE alla piena legalizzazione dei bordelli, che è avvenuta nell'OTTOBRE
del 1994! (viene detto anche nel documento stesso: "the Prostitution
Control Act (PCA) was introduced in October 1994 (TA 22 Oct 1994: 1)" ).
Cosa
vuol dire questo? Vuol dire che quella stima governativa è comunque prededente
alla completa legalizzazione.
Il
che vuol dire che quella stima di 3000 (nei bordelli illegali) + 5000 (nella
agenzie non regolate) = 8000
prostitute, fatta ad Aprile, dovrebbe essere la stima di TUTTA la
prostituzione PRIMA della legalizzazione.
Potrebbe
essere una stima parziale? Potrebbero esserci altre prostitute da conteggiare?
Beh, se consideriamo la possibilità anche di una ulteriore quota "legale"
nel 1994 (i "parlours", ecc.), magari si aggiungerebbero
almeno altre due o tremila prostitute e supereremmo abbondantemente le 10.000
...
Ebbene,
no, io voglio mantenere fermo il conteggio di 8000!
Quindi:
PRIMA della legalizzazione
del 1994 c'erano 8000 prostitute stimate dal governo (e non le 5000 sulle
quali il documento cerca di attrarre l'attenzione), DOPO la legalizzazione (2002) non si sa quante sono
ma perfino questo documento anti-legalizzazione ne stima al massimo ... diecimila!
Da ottomila a diecimila (cifra probabilmente sovrastimata; così
come nella tabella è sottostimata, chissà perchè, quella data per
E
ci sarebbero voluti otto anni, per
un aumento massimo del 25%! Vuol dire un aumento di meno del 3% all’anno: tre per cento all’anno!
Dov'è questa "esplosione" del mercato? Dov'è questo "aumento esponenziale" della prostituzione?
Capito
il (mediocre) giochino mistificatorio?
Ti sparano "5000 prima, poi raddoppiano i bordelli ... vuol dire che
saranno 10.000 dopo! Allarme! Il mercato è raddoppiato!".
E,
invece, la verità è che non c'è per l'oggi alcuna cifra sicura ma perfino
accettando una stima tendenziosa l'aumento, se c'è stato (e certamente potrebbe
NON esserci stato affatto!), è tutt'altro che clamoroso.
Come
poi vedremo parlando dell’Olanda, in realtà la legalizzazione in quel paese ha
fatto diminuire il numero di bordelli e, soprattutto, si suppone che il
numero complesssivo di prostitute sia diminuito (dopo l’espulsione di
molte irregolari)!
Perciò:
PIETRA TOMBALE sull'affermazione che
"la legalizzazione incoraggia la crescita dell'industria del sesso".
Piuttosto,
incoraggia la crescita di un’industria migliore, almeno quando si
regolamenta bene ...
Le
cifre citate nel documento sono un evidente autogol per chi ce le ha messe (e
si capisce bene perchè spesso i fautori della criminalizzazione evitino di dare
dei numeri o li diano solo parzialmente!).
E,
guardate bene: esistono in rete decine di documenti pro-criminalizzazione
che citano sempre questo fatto dell'"aumento dei bordelli a Victoria"
come "prova" dell'enorme aumento della prostituzione dopo la
legalizzazione!
Il
fatto che è che l'aumento dei bordelli di per sè non vuole dire nulla,
in una situazione legale nella quale le prostitute stesse FUGGONO dai mega-bordelli
che la legge sostanzialmente favorisce (e dove i proprietari possono fare il
brutto e il cattivo tempo), per creare piccoli bordelli (spesso fuori dalla
legge) con poche donne, più padrone di sè stesse, meno sfruttate.
E
quello dei sostenitori della criminalizzazione, il contare il numero dei
bordelli e non il numero delle prostitute, è un gioco DISONESTO perchè
queste cose le sanno anche loro.
Non
possono non sapere, per esempio, che le organizzazioni delle prostitute
australiane continuano a chiedere una regolamentazione più favorevole alle
lavoratrici individuali, invece che favorevole agli industriali del sesso, e
che le prostitute stesse dicono a chiare lettere che è
questa legislazione, così come è fatta, che le spinge a lavorare al di fuori
della legge e al di fuori dei grandi bordelli legali (vedere il sito
dell'organizzazione delle prostitute australiane Scarlet Alliance, http://www.scarletalliance.org.au,
la pagina sullo stato attuale della legge a Victoria, http://www.scarletalliance.org.au/laws/vic
e il recente documento (Agosto 2005) scaricabile dalla pagina http://www.scarletalliance.org.au/library/vic_sub0805/view)
E a proposito di scoperta delle mistificazioni,
andatevi a prendere il già citato documento del Ministero della Giustizia
neozelandese (http://www.justice.govt.nz/pubs/reports/2005/sex-industry-in-nz-literature-review/sex-industry-in-nz.pdf)
e andate a pagina 79, dove si parla del dibattito avvenuto in quel paese prima
della legalizzazione dei bordelli.
Il paragrafo comincia con “During the debate, unsubstantiated statistics were also
sometimes produced literally out of thin air ...”
ovvero “Durante il dibattito, statistiche non provate sono
state a volte create letteralmente come aria fritta ...” ![]()
Viene
citata proprio la mistificazione di usare l’aumento del numero dei bordelli come
“prova” dell’aumento del mercato (peraltro con un dato letteralmente inventato
nel caso di Sydney e poi citato come reale da sedicenti “istituti di ricerca”
neozelandesi anti-prostituzione!).
Che
con la legalizzazione ci possa essere un certo incremento, in condizioni di
aumentata legalità che diminuisce i timori delle prostitute riguardo alla loro
sicurezza, è possibile.
Ma
che ci sia con probabilità una "esplosione" nel numero delle
prostitute, appare essere completamente falso, come peraltro sembra dimostrato
anche dal caso olandese (nonostante l'aumentata possibilità di mobilità per
tante prostitute all'interno dell'area europea, negli anni recenti).
L'"invasione"
delle prostitute dipende molto di più dalla combinazione
"motivazioni/possibilità di migrazione" che non dalla situazione di
regolamentazione, e lo si vede
bene anche nel caso italiano, con l'arrivo di tante prostitute dell'Est Europa
anche in mancanza di legalizzazione.
Per
quanto riguarda lo Stato di Victoria,
la concomitanza del raddoppio del numero dei bordelli e della stabilità del
numero delle prostitute è spiegabilissima: quella regolamentazione è stata
fatta malissimo, con molti ostacoli per la concessione delle licenze e condizioni
di lavoro nei bordelli legali generalmente peggiori che non in quelli
"illegali" (non registrati)! Ciò ha spinto alla frammentazione dei
bordelli e al fiorire di un gran numero di bordelli non registrati,
dove si sono spostate molte delle prostitute che lavoravano in quelli diventati
ora legali ma anche indesiderabili sotto l'aspetto lavorativo.
Per
inciso, fate attenzione: qui "illegale" non coincide
necessariamente con "schiavistico", vuol dire solo "fuori
dalla regolamentazione". E ci sono purtroppo ragioni oggettive perchè le
cose andassero così in quello stato australiano.
Il
fallimento di molti aspetti (non tutti ...) della legalizzazione
nello Stato di Victoria non è un mistero neppure per fautori liberali del
riconoscimento della legalità del lavoro di "sex worker":
"Since in many ways illegal prostitution is actually
safer and healthier than publicly sanctioned brothels many prostitutes sensibly
choose to work illegally. This infers that even were there enough legal
brothels to employ the entire prostitute population, unless the working
conditions are reasonable, illegal prostitution will continue to
flourish."
Ovvero:
"Dato che sotto
molti aspetti la prostituzione illegale è più sicura e migliore sotto l'aspetto
sanitario di quella praticata in bordelli legalmente riconosciuti, a meno che le condizioni di lavoro diventino più ragionevoli
la prostituzione illegale continuerà a svilupparsi anche se ci fossero
abbastanza bordelli legali da coprire tutta la popolazione di prostitute."
(tratto
da http://www.walnet.org/csis/papers/sdavis.html#learned
, documento che consiglio di leggere e non solo nella parte che spiega
benissimo il perchè dell'esito insoddisfacente della legalizzazione a Victoria).
Ma
questo non vuol dire che il legalizzare in sè sia sbagliato, vuol dire solo che
bisogna farlo bene (e l’esempio
olandese, pur con i suoi problemi, dimostra che è possibilissimo farlo).
E,
se non si crede alla strada della legalizzazione, c'è sempre quella della decriminalizzazione.
Non
è che l'alternativa che rimane sia quella di buttare
in galera prostitute e/o clienti ... ![]()
Prima
di passare ad altro, voglio spendere ancora due parole sull'Australia,
dato che è così "nel mirino" dei gruppi pro-criminalizzazione.
Innanzitutto
vorrei far notare che non è solo lo stato di Victoria ad avere legalizzato o
regolamentato: il Nuovo Galles del Sud ha decriminalizzato, il Territorio
Capitale ha regolamentato, mentre nel Territorio del Nord sono vietati i
bordelli e la prostituzione di strada ma sono consentite (con licenza) le
agenzie di escort e anche le prostitute singole non sono fuori legge.
Curiosamente,
o forse no, la grande maggioranza degli attacchi sono rivolti solo a chi ha
regolamentato probabilmente nel modo peggiore, ovvero lo stato di Victoria,
anche se pure in altri stati ci sono problemi (la critica sopra riportata al
Nuovo Galles del Sud è solitaria perfino nel "rapporto"
dell'"Università di Londra").
Evidentemente,
c'era bisogno di prendere il caso più critico e farne una bandiera
anti-legalizzazione ...
Altra
cosa da notare: quando si dice che a Victoria "dopo la legalizzazione c'è
ancora un grosso problema di prostituzione di strada" si dice una
cosa che può essere vera ma che va riportata nei suoi giusti limiti.
Per
capirci, in Italia gran parte delle
25.000 prostitute straniere sta in strada: sono migliaia e migliaia.
A
Victoria, il problema è che il
numero della prostitute di strada, come riportato da questo stesso
"rapporto", è salito da ... 200
nel
Siamo
a 400 prostitute, su 8000-10000
stimate oggi! Dov’è questo “grosso problema”? Secondo voi, siamo all'”invasione
delle strade”? ![]()
Aggiungo
una cosa: in Svezia si stimano
ancora oltre 400 prostitute di strada,
con una riduzione solo del 40% rispetto a prima della legge che criminalizza
l'acquisto del sesso e un governo che ne ha fatto un continuo motivo di vanto.
Stando così le cose, se Victoria piange
Ovviamente
gente come gli estensori del "rapporto al Parlamento scozzese”, si
guardano bene dal dare questa informazione, che pure è basata su dati UFFICIALI ...
Infine,
c'è un altro allarme che i criminalizzatori lanciano spesso a proposito
dell'Australia, ovvero che dopo la legalizzazione ci sarebbe un enorme
aumento delle prostitute trafficate e schiavizzate provenienti dall'Asia.
Lungi
dal sostenere questa tesi, che pure converrebbe loro per motivi di
"concorrenza", le prostitute
australiane stesse la contestano, affermando (ottobre 2005) che il numero
di quelle "trafficate" sta probabilmente tra le 300 e le 400 (ricordiamo: su un totale di 8000-10000
stimate!) e che quelle di loro che sono state portate con l'inganno si aggirano attorno alla decina! ( http://www.scarletalliance.org.au/media/News_Item.2005-10-17.1833
)
E,
come avevano già fatto in questo documento (http://www.bayswan.org/Austraf.html),
riaffermano la necessità che il governo australiano dia una semplice e
razionale soluzione: la concessione del permesso di lavoro per soggiorno
a quelle poche centinaia di prostitute asiatiche interessate!
Aggiungiamo
pure che lo stesso “rapporto al Parlamento scozzese” cita la valutazione data
dal governo australiano stesso: 200
prostitute trafficate! DUECENTO!
Il
sedicente “rapporto al Parlamento scozzese” di cui stiamo parlando è stato
messo in piedi da due sprovvedute
che non si rendono neppure conto di tirarsi la zappa sui piedi quando
rendono note certe cifre, che invece di supportare le loro tesi, al contrario,
le smentiscono!
E
questo chiude il discorso sull’aumento della schiavizzazione dopo la
legalizzazione a Victoria: pura mistificazione, come al solito.
Perciò
d'ora in poi, quando vi parlano del "fallimento della legalizzazione nello
Stato australiano di Victoria", avete le basi per capire veramente la
questione ...
E adesso cominciamo a
"cambiare marcia" ...