Il “rapporto” del CWASU.

 

 

La mistificazione sullo Stato di Victoria.

 

 

Questo è solo un esempio delle innumerevoli mistificazioni contenute nel cosiddetto “rapporto al Parlamento scozzese”.

Prendetelo come un esempio dello “stile” e dell’attendibilità di quel “rapporto” e in generale dei documenti prodotti dai sostenitori della criminalizzazione della prostituzione.

  

Lo Stato di Victoria: un caso di mistificazione, più che un caso di fallimento! 

 

La dimostrazione della mistificazione parte da questo fatto: questo "rapporto" (come del resto fanno tanti altri saggi e articoli giornalistici contrari alla legalizzazione, sui quali peraltro si appoggia il documento “scozzese”), sostiene che in Australia, nello Stato di Victoria, la legalizzazione ha fatto "esplodere" il mercato della prostituzione: "C'è stato un significativo incremento nel numero di bordelli nello Stato di Victoria, in Australia, dal momento della legalizzazione, il numero dei bordelli è aumentato da 40 nel 1989 a 94 nel 1999".

 

Questo citare "l'aumento del numero di bordelli nello Stato di Victoria" come prova della crescita del mercato della prostituzione dopo la legalizzazione, è una cosa che quasi tutti gli articoli contro la legalizzazione ripetono pappagallescamente, se ne trovano tantissimi in rete.

 

Ma ... un momento! Aumento del numero dei bordelli vuol dire davvero aumento nel numero delle prostitute?

 

Perchè solo quest'ultimo è il vero indicatore della crescita del mercato! Se, per ipotesi, in Germania proibissero bordelli con più di 10 prostitute ciascuno (come in Italia proponeva la Lega, per inciso), in città come Francoforte, dove si sono Eros Center con 200 prostitute, il numero dei bordelli aumenterebbe certamente di dieci o venti volte, dovendo accogliere la stessa popolazione di prostitute ma in edifici più piccoli! Dovremmo concludere che, per l'aumento del numero dei bordelli, sarebbe aumentato anche il mercato a Francoforte? Ovviamente NO ...

 

Pertanto, dato che anche per Victoria è il numero di prostitute a dare l'indicazione di una eventuale crescita del mercato ... qual'è questo numero, prima e dopo la legalizzazione?

 

Incredibilmente (o forse no ...) questo aspetto viene regolarmente tralasciato da tutti gli articoli anti-legalizzazione, per quello Stato australiano si cita sempre solo l'"aumento del numero dei bordelli". Guarda caso ...

 

Però, dovendo fare una tabella comparativa tra i vari paesi (che diamine, dovevano presentarlo ad un Parlamento, almeno una tabella ci voleva ...), questo documento "dell'Università di Londra" non può svicolare completamente, è costretto a dare qualche cifra.

Ebbene, ecco la cifra per Victoria: 10.000 * prostitute stimate.

Dove l'asterisco rimanda alla nota: * There are no recent informed calculations of the number of prostitutes overall in Victoria. These figures are based on an estimate that there were 3 - 5,000 women working in brothels in 1994 when there were 40 brothels. By 2002 twice as many brothels were in operation, as well as over eighty escort agencies. A government review in 1994 estimated that there were 3000 prostitutes in illegal brothels and up to 5000 in unregulated escort agencies (TA 10 Apr 1994)”

 

Ovvero: "* Non ci sono calcoli attendibili recenti sul numero complessivo di prostitute a Victoria. Queste cifre sono basate su una stima che ci fossero da 3000 a 5000 donne che lavoravano nei bordelli nel 1994, quando i bordelli erano 40. Nel 2002 c'era il doppio di bordelli attivi, così come più di ottanta agenzie di escort. Una ricerca governativa del 1994 stimava che ci fossero 3000 prostitute in bordelli illegali e fino a 5000 in agenzie di escort non regolamentate (TA 10 Apr 1994)"

 

Ok, tenetevi forte: stiamo per scoprire un'altra mistificazione "alla Don Benzi", questa volta però fatta da "suoi pari" all'estero!

 

Allora: 5000 donne nel 1994, al momento della legalizzazione, in 40 bordelli.

Se nel 2002 ci sono il doppio di bordelli beh ... saranno diventate 10.000, no?

E' questo che vi viene in mente leggendo quella nota, vero? E' intuitivo: se raddoppiano i bordelli, raddoppieranno anche le prostitute. O no?

 

NO!

 

Perchè la stima del governo australiano, sempre nel 1994, al momento della legalizzazione, era stata che c'erano 3000 prostitute in bordelli "illegali" e fino a 5000 in agenzie di escort "non regolate": ovviamente per conteggiare le prostitute bisogna conteggiare anche quelle che lavorano fuori dai bordelli!

Una precisazione: nel caso australiano le cifre sono incerte, sia quelle attuali che quelle passate. E la stesura raffazzonata, spesso volutamente ambigua e solitamente basata su citazioni di brani di articoli (il "copia e incolla" eletto a "metodo scientifico" ...) di questo "rapporto" al Parlamento scozzese peggiora ancora di più le cose per chi voglia capire.

Il fatto è che la prostituzione nello Stato di Victoria era già stata parzialmente legalizzata nel 1984, con una legge che consentiva alle prostitute di lavorare legalmente in casa, in "sale massaggi" (parlours) o in agenzie di escort che fossero state autorizzate dalle autorità cittadine. Questo fatto, la legalizzazione dei "parlours", confonde parecchio le acque quando si parla di "bordelli", legali o meno, prima del 1994, perchè nei fatti le sale massaggi potrebbero essere già considerate "bordelli".

A questo punto, si potrebbe pensare: queste 3000 + 5000 prostitute del 1994 sono le illegali, bisogna poi aggiungerci quelle che erano legali (ovvero nei bordelli legali più le agenzie di escort legali) ...

Bene, se  così fosse il mio ragionamento sarebbe ancora più forte!

Ma non infierirò, prenderò invece la stima che meno mi "conviene", ovvero 3000 + 5000 = 8000 ...

 

Controlliamo le date.

Il riferimento alla fonte è "TA 10 APRILE 1994" (Nota: TA sta per il quotidiano australiano "The Age"): la stima del governo australiano è PRECEDENTE alla piena legalizzazione dei bordelli, che è avvenuta nell'OTTOBRE del 1994! (viene detto anche nel documento stesso: "the Prostitution Control Act (PCA) was introduced in October 1994 (TA 22 Oct 1994: 1)" ).

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che quella stima governativa è comunque prededente alla completa legalizzazione.

Il che vuol dire che quella stima di 3000 (nei bordelli illegali) + 5000 (nella agenzie non regolate) = 8000 prostitute, fatta ad Aprile, dovrebbe essere la stima di TUTTA la prostituzione PRIMA della legalizzazione.

Potrebbe essere una stima parziale? Potrebbero esserci altre prostitute da conteggiare? Beh, se consideriamo la possibilità anche di una ulteriore quota "legale" nel 1994 (i "parlours", ecc.), magari si aggiungerebbero almeno altre due o tremila prostitute e supereremmo abbondantemente le 10.000 ...

Ebbene, no, io voglio mantenere fermo il conteggio di 8000!

 

Quindi: PRIMA della legalizzazione del 1994 c'erano 8000 prostitute stimate dal governo (e non le 5000 sulle quali il documento cerca di attrarre l'attenzione), DOPO la legalizzazione (2002) non si sa quante sono ma perfino questo documento anti-legalizzazione ne stima al massimo ... diecimila!

 

Da ottomila a diecimila (cifra probabilmente sovrastimata; così come nella tabella è sottostimata, chissà perchè, quella data per la Svezia di oggi, senza peraltro alcuna giustificazione e vedremo poi il perchè ...)!

E ci sarebbero voluti otto anni, per un aumento massimo del 25%! Vuol dire un aumento di meno del 3% all’anno: tre per cento all’anno!

 

Dov'è questa "esplosione" del mercato? Dov'è questo "aumento esponenziale" della prostituzione?

 

Capito il (mediocre) giochino mistificatorio? Ti sparano "5000 prima, poi raddoppiano i bordelli ... vuol dire che saranno 10.000 dopo! Allarme! Il mercato è raddoppiato!".

E, invece, la verità è che non c'è per l'oggi alcuna cifra sicura ma perfino accettando una stima tendenziosa l'aumento, se c'è stato (e certamente potrebbe NON esserci stato affatto!), è tutt'altro che clamoroso.

Come poi vedremo parlando dell’Olanda, in realtà la legalizzazione in quel paese ha fatto diminuire il numero di bordelli e, soprattutto, si suppone che il numero complesssivo di prostitute sia diminuito (dopo l’espulsione di molte irregolari)!

 

Perciò: PIETRA TOMBALE sull'affermazione che "la legalizzazione incoraggia la crescita dell'industria del sesso".

Piuttosto, incoraggia la crescita di un’industria migliore, almeno quando si regolamenta bene ...

 

Le cifre citate nel documento sono un evidente autogol per chi ce le ha messe (e si capisce bene perchè spesso i fautori della criminalizzazione evitino di dare dei numeri o li diano solo parzialmente!).

 

E, guardate bene: esistono in rete decine di documenti pro-criminalizzazione che citano sempre questo fatto dell'"aumento dei bordelli a Victoria" come "prova" dell'enorme aumento della prostituzione dopo la legalizzazione!

 

Il fatto che è che l'aumento dei bordelli di per sè non vuole dire nulla, in una situazione legale nella quale le prostitute stesse FUGGONO dai mega-bordelli che la legge sostanzialmente favorisce (e dove i proprietari possono fare il brutto e il cattivo tempo), per creare piccoli bordelli (spesso fuori dalla legge) con poche donne, più padrone di sè stesse, meno sfruttate.

E quello dei sostenitori della criminalizzazione, il contare il numero dei bordelli e non il numero delle prostitute, è un gioco DISONESTO perchè queste cose le sanno anche loro.

Non possono non sapere, per esempio, che le organizzazioni delle prostitute australiane continuano a chiedere una regolamentazione più favorevole alle lavoratrici individuali, invece che favorevole agli industriali del sesso, e che le prostitute stesse dicono a chiare lettere che è questa legislazione, così come è fatta, che le spinge a lavorare al di fuori della legge e al di fuori dei grandi bordelli legali (vedere il sito dell'organizzazione delle prostitute australiane Scarlet Alliance, http://www.scarletalliance.org.au, la pagina sullo stato attuale della legge a Victoria, http://www.scarletalliance.org.au/laws/vic e il recente documento (Agosto 2005) scaricabile dalla pagina http://www.scarletalliance.org.au/library/vic_sub0805/view)

 

E a proposito di scoperta delle mistificazioni, andatevi a prendere il già citato documento del Ministero della Giustizia neozelandese (http://www.justice.govt.nz/pubs/reports/2005/sex-industry-in-nz-literature-review/sex-industry-in-nz.pdf) e andate a pagina 79, dove si parla del dibattito avvenuto in quel paese prima della legalizzazione dei bordelli. Il paragrafo comincia con “During the debate, unsubstantiated statistics were also sometimes produced literally out of thin air ... ovvero Durante il dibattito, statistiche non provate sono state a volte create letteralmente come aria fritta ...”  

Viene citata proprio la mistificazione di usare l’aumento del numero dei bordelli come “prova” dell’aumento del mercato (peraltro con un dato letteralmente inventato nel caso di Sydney e poi citato come reale da sedicenti “istituti di ricerca” neozelandesi anti-prostituzione!).

 

Che con la legalizzazione ci possa essere un certo incremento, in condizioni di aumentata legalità che diminuisce i timori delle prostitute riguardo alla loro sicurezza, è possibile.

Ma che ci sia con probabilità una "esplosione" nel numero delle prostitute, appare essere completamente falso, come peraltro sembra dimostrato anche dal caso olandese (nonostante l'aumentata possibilità di mobilità per tante prostitute all'interno dell'area europea, negli anni recenti).

L'"invasione" delle prostitute dipende molto di più dalla combinazione "motivazioni/possibilità di migrazione" che non dalla situazione di regolamentazione, e lo si vede bene anche nel caso italiano, con l'arrivo di tante prostitute dell'Est Europa anche in mancanza di legalizzazione.

 

Per quanto riguarda lo Stato di Victoria, la concomitanza del raddoppio del numero dei bordelli e della stabilità del numero delle prostitute è spiegabilissima: quella regolamentazione è stata fatta malissimo, con molti ostacoli per la concessione delle licenze e condizioni di lavoro nei bordelli legali generalmente peggiori che non in quelli "illegali" (non registrati)! Ciò ha spinto alla frammentazione dei bordelli e al fiorire di un gran numero di bordelli non registrati, dove si sono spostate molte delle prostitute che lavoravano in quelli diventati ora legali ma anche indesiderabili sotto l'aspetto lavorativo.

Per inciso, fate attenzione: qui "illegale" non coincide necessariamente con "schiavistico", vuol dire solo "fuori dalla regolamentazione". E ci sono purtroppo ragioni oggettive perchè le cose andassero così in quello stato australiano.

Il fallimento di molti aspetti (non tutti ...) della legalizzazione nello Stato di Victoria non è un mistero neppure per fautori liberali del riconoscimento della legalità del lavoro di "sex worker":

"Since in many ways illegal prostitution is actually safer and healthier than publicly sanctioned brothels many prostitutes sensibly choose to work illegally. This infers that even were there enough legal brothels to employ the entire prostitute population, unless the working conditions are reasonable, illegal prostitution will continue to flourish."

Ovvero:

"Dato che sotto molti aspetti la prostituzione illegale è più sicura e migliore sotto l'aspetto sanitario di quella praticata in bordelli legalmente riconosciuti, a meno che le condizioni di lavoro diventino più ragionevoli la prostituzione illegale continuerà a svilupparsi anche se ci fossero abbastanza bordelli legali da coprire tutta la popolazione di prostitute."

(tratto da http://www.walnet.org/csis/papers/sdavis.html#learned , documento che consiglio di leggere e non solo nella parte che spiega benissimo il perchè dell'esito insoddisfacente della legalizzazione a Victoria).

 

Ma questo non vuol dire che il legalizzare in sè sia sbagliato, vuol dire solo che bisogna farlo bene (e l’esempio olandese, pur con i suoi problemi, dimostra che è possibilissimo farlo).

E, se non si crede alla strada della legalizzazione, c'è sempre quella della decriminalizzazione.

Non è che l'alternativa che rimane sia quella di buttare in galera prostitute e/o clienti ... 

 

 

 

Prima di passare ad altro, voglio spendere ancora due parole sull'Australia, dato che è così "nel mirino" dei gruppi pro-criminalizzazione.

 

Innanzitutto vorrei far notare che non è solo lo stato di Victoria ad avere legalizzato o regolamentato: il Nuovo Galles del Sud ha decriminalizzato, il Territorio Capitale ha regolamentato, mentre nel Territorio del Nord sono vietati i bordelli e la prostituzione di strada ma sono consentite (con licenza) le agenzie di escort e anche le prostitute singole non sono fuori legge.

Curiosamente, o forse no, la grande maggioranza degli attacchi sono rivolti solo a chi ha regolamentato probabilmente nel modo peggiore, ovvero lo stato di Victoria, anche se pure in altri stati ci sono problemi (la critica sopra riportata al Nuovo Galles del Sud è solitaria perfino nel "rapporto" dell'"Università di Londra").

Evidentemente, c'era bisogno di prendere il caso più critico e farne una bandiera anti-legalizzazione ...

 

Altra cosa da notare: quando si dice che a Victoria "dopo la legalizzazione c'è ancora un grosso problema di prostituzione di strada" si dice una cosa che può essere vera ma che va riportata nei suoi giusti limiti.

Per capirci, in Italia gran parte delle 25.000 prostitute straniere sta in strada: sono migliaia e migliaia.

A Victoria, il problema è che il numero della prostitute di strada, come riportato da questo stesso "rapporto", è salito da ... 200 nel 1985 a 400 nel 2003!

Siamo a 400 prostitute, su 8000-10000 stimate oggi! Dov’è questo “grosso problema”? Secondo voi, siamo all'”invasione delle strade”? 

Aggiungo una cosa: in Svezia si stimano ancora oltre 400 prostitute di strada, con una riduzione solo del 40% rispetto a prima della legge che criminalizza l'acquisto del sesso e un governo che ne ha fatto un continuo motivo di vanto. Stando così le cose, se Victoria piange la Svezia non può certo ridere.

Ovviamente gente come gli estensori del "rapporto al Parlamento scozzese”, si guardano bene dal dare questa informazione, che pure è basata su dati UFFICIALI ...

 

Infine, c'è un altro allarme che i criminalizzatori lanciano spesso a proposito dell'Australia, ovvero che dopo la legalizzazione ci sarebbe un enorme aumento delle prostitute trafficate e schiavizzate provenienti dall'Asia.

Lungi dal sostenere questa tesi, che pure converrebbe loro per motivi di "concorrenza", le prostitute australiane stesse la contestano, affermando (ottobre 2005) che il numero di quelle "trafficate" sta probabilmente tra le 300 e le 400 (ricordiamo: su un totale di 8000-10000 stimate!) e che quelle di loro che sono state portate con l'inganno si aggirano attorno alla decina! ( http://www.scarletalliance.org.au/media/News_Item.2005-10-17.1833 )

E, come avevano già fatto in questo documento (http://www.bayswan.org/Austraf.html), riaffermano la necessità che il governo australiano dia una semplice e razionale soluzione: la concessione del permesso di lavoro per soggiorno a quelle poche centinaia di prostitute asiatiche interessate!

Aggiungiamo pure che lo stesso “rapporto al Parlamento scozzese” cita la valutazione data dal governo australiano stesso: 200 prostitute trafficate! DUECENTO!

 

Il sedicente “rapporto al Parlamento scozzese” di cui stiamo parlando è stato messo in piedi da due sprovvedute che non si rendono neppure conto di tirarsi la zappa sui piedi quando rendono note certe cifre, che invece di supportare le loro tesi, al contrario, le smentiscono!

E questo chiude il discorso sull’aumento della schiavizzazione dopo la legalizzazione a Victoria: pura mistificazione, come al solito.

 

Perciò d'ora in poi, quando vi parlano del "fallimento della legalizzazione nello Stato australiano di Victoria", avete le basi per capire veramente la questione ...

 

 

E adesso cominciamo a "cambiare marcia" ...