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Il Rapporto del Governo
norvegese. La situazione della Svezia. |
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Riprendiamo
in mano il rapporto norvegese (http://www.odin.no/filarkiv/232216/Purchasing_Sexual_Services_in_Sweden_and_The_Nederlands.pdf)
e vediamo sinteticamente cosa ci dice, sulla Svezia, sull'Olanda, sugli esiti
delle due legislazioni.
Ricordo che questa è la
versione abbreviata in lingua inglese, prodotta dal governo norvegese per i
lettori che conoscono quella lingua (la versione completa è in norvegese e
consta di 140 pagine).
La versione inglese è
stata curata da Ulf Stridbeck, giurista dell’Università di Oslo che ha anche
presieduto il gruppo di lavoro che ha prodotto il Rapporto.
Chi avesse dei dubbi sulla
correttezza della mia sintesi, che è ampia ma non esaustiva e
all'interno della quale non posso evitare di mettere qualche commento (che includo [tra parentesi quadre]), vada a controllare sul documento originale.
Anzi, TUTTI dovrebbero leggere comunque quel documento!
SVEZIA.
Vediamo cosa dice il
rapporto del Ministero della Giustizia norvegese, sui vari aspetti della
situazione svedese.
La prostituzione di strada:
Quando la legge è entrata
in vigore (1999) in Svezia c'erano circa 2500
prostitute [per confronto,
ricordiamo che in Italia si stimano oggi circa 50.000 prostitute, delle quali
20-
Dopo l'entrata in vigore
della legge, il numero di prostitute in strada è calato (in particolare,
l'anno dopo l'entrata in vigore le prostitute visibili in strada si erano circa
dimezzate).
La stessa Polizia svedese
avverte che le stime del numero di prostitute di strada sono indicative e non
accurate, anche se danno un'indicazione di come si evolve quel mercato.
Tuttavia una stima
complessiva è stata fatta nel 2003 dal Consiglio Nazionale per
Inoltre, dalle cifre
risulta che il calo c'è stato solo immediatamente, l’anno dopo l'entrata in
vigore della legge (ovvero dal 1998 al 1999), mentre è rimasto pressochè
costante dal 1999 al 2003. [non ci sono
dati per gli anni seguenti]
A Stoccolma e a Malmo,
anzi, le prostitute di strada sono aumentate
dal 1999 al 2003 (a Malmo addirittura sensibilmente, da
[Notare che se
fosse vero che la legge criminalizzatrice tende a ridurre la prostituzione, sarebbe
logico aspettarsi un calo graduale ma pressochè costante. Nulla di tutto
questo! Addirittura, in alcune città, compresa la capitale, dopo il primo
momento di “shock” ed evidentemente di rilocalizzazione del mercato c’è stata
una inversione di tendenza, con un nuovo aumento! Ci sarebbe bisogno di altro
per rimarcare il fallimento di quella legge? Ricordo e ribadisco: stiamo
parlando di dati ufficiali!].
Secondo il Klaragarden,
che è un centro di assistenza di Stoccolma per prostitute senza casa, l'85%
delle prostitute oggi in strada sono tossicodipendenti o alcolizzate e il
rimanente 15% potrebbe avere problemi mentali.
Secondo il gruppo di
assistenza Outreach Unit di Stoccolma, queste due percentuali sono invece 50% e
50% [mi chiedo se questa valutazione sui
"problemi mentali", che esclude la semplice ipotesi di prostituzione
volontaria, sia obiettiva o dovuta all'ideologia imperante in Svezia, che
esclude che possa esistere la prostituzione volontaria ...]
Anche il numero di clienti
in strada, ovviamente, è calato.
Secondo il rapporto ufficiale SoS-2003 è
impossibile sapere se questa riduzione è reale oppure se parte della
prostituzione si è semplicemente spostata dalla strada verso ambienti chiusi.
Ma proprio questa seconda
ipotesi è quella che il rapporto sembra accreditare, affermando che "sembra esserci stato uno spostamento
dai luoghi pubblici verso posti più nascosti".
[non
aspettatevi, però, che il governo femminista svedese abbia l’onestà di
ricordare le conclusioni di questo rapporto ufficiale, quando sbandiera i
“risultati” della sua legge repressiva …]
La prostituzione al chiuso:
Per la prostituzione al
chiuso, i numeri sono molto più incerti.
Nei fatti, nessuno sa cosa
stiano facendo le circa 1850 prostitute
che prima dell'entrata in vigore della legge lavoravano in casa, nei bordelli o in altri posti non
visibili. Nè alcuno sa se questo
numero sia diminuito o aumentato.
C'è comunque il sospetto che la prostituzione al
chiuso sia ancora aumentata,
grazie anche all'uso di nuove tecnologie per il contatto tra clienti e
prostitute, come Internet e i telefoni cellulari [è
questione di pochi minuti, per chiunque, verificare quanti siti di prostitute
svedesi ci sono su internet, per esempio basta cercare "escort
stockholm" su Google e simili, e stiamo parlando più che altro di quelle
che hanno siti propri ben raggiunti dai motori di ricerca (per esempio questa http://www.beautyblond.com ). Ma anche
se guardate qui http://www.sihteeriopisto.net/oppilaat_maa.php?land=SWE e poi sullo stesso sito fate un confronto con
le vicine Norvegia, Finlandia e Danimarca, vedrete che la prostituzione è
ancora vivissima in Svezia].
Quello che è certo è che non
c'è alcun modo praticabile, neanche per i gruppi di assistenza sociale alla
prostituzione, di contattare le prostitute che lavorano in questo invisibile
mercato al chiuso. [è il solito
discorso che la criminalizzazione spinge alla clandestinità e perciò impedisce
il controllo della prostituzione, favorendo l’aumento dell’illegalità]
Per quanto riguarda
C'è anche da dire che il
livello di gravità del reato di acquisto di prestazioni sessuali è analogo a
quello di un furtarello, quindi spesso
[Io da ciò
traggo le seguenti conclusioni: da quanto ricavato da questo rapporto norvegese
e tornando per un attimo sul "rapporto femminista della London Metropolitan
University", non c'è alcun dato che giustifichi la stima che là viene data
di sole 1500 prostitute rimanenti in Svezia, tra quelle al chiuso e quelle
rimaste in strada.
Quel dato di
1500 non trova alcun riscontro nè nei dati nè nelle sensazioni di chi ha
cercato di capire il trend (in realtà, alla fine scopriremo da dove viene
quella cifra e non sarà un bel vedere per i sostenitori della
criminalizzazione …)
E spostando il
tiro ben più in alto, da questi dati (o dalla mancanza degli stessi) se ne
ricava che lo stesso governo svedese
MENTE quando dice di aver ridotto la prostituzione: dovrebbe limitarsi a
dire "non lo sappiamo". Se andate sul sito del governo svedese,
troverete diversi documenti sulla prostituzione, nessuno dei quali (guarda caso
...) si dilunga a dare dei "numeri".
Addirittura, un
documento chiamato "Prostitution and trafficking in women - FACT SHEET”,
prodotto dal Ministero dell'Industria, Lavoro e Comunicazioni nel Gennaio 2004
e che significativamente si apre con un paragrafo intitolato "La
prostituzione è una forma di violenza degli uomini contro le donne", si
guarda bene dal dare ALCUN NUMERO (alla faccia del "fact sheet"!)
ma ciò nonostante non si tira indietro nell'affermare "Da quando
Questo, anche
al di là dell'uso qui a sproposito dell'aggettivo "drammatico"
associato ad un "calo" di relativamente modesta entità, significa MENTIRE.]
Età delle prostitute:
l'età media stimata delle
prostitute di strada è sui 30 anni.
Non si vedono molte
minorenni in strada, ma si sospetta che ce ne sia un certo numero che si
prostituisce utilizzando Internet.
Violenza:
Non ci sono statistiche
sistematiche su atti di violenza contro le prostitute, nè prima nè dopo la
legge.
In ogni caso, se non ci
sono statistiche numeriche c'è però una diffusa sensazione (e non solo tra
le prostitute stesse) che il mercato della prostituzione sia diventato
quantomeno più pericoloso: in strada sono rimasti i clienti peggiori,
quelli più brutali e violenti, ma anche lavorare al chiuso in ambienti nascosti
espone al rischio di brutti incontri e con la difficoltà di chiedere aiuto.
La storia della legge,
estremamente sintetica, è questa:
Nel 1977 il Comitato sulla Prostituzione rigettava l'idea della
criminalizzazione generalizzata della prostituzione.
Il Comitato esprimeva la
preoccupazione che una proibizione che non può essere efficacemente controllata
mina nella gente il senso di giustizia e di rispetto per la legge e che,
oltretutto, ciò avrebbe portato a far percepire il problema come
"risolto" e a far sentire la società come fosse libera dall'obbligo
di occuparsi ulteriormente del problema [questo,
in effetti, è ciò che sembra essere poi avvenuto nell'anestetizzata Svezia dei
giorni nostri].
Perciò il Comitato si era
limitato a proporre di punire l'abuso sessuale verso prostitute
riconoscibilmente tossicodipendenti o comunque sotto l'effetto di droghe (la
proposta non fu poi accolta in una legge).
Nel 1993 il Comitato proponeva invece di "combattere la
prostituzione", criminalizzare sia prostitute che clienti ed estendere
il concetto di "sfruttamento" a chi produce pornografia. Gli
argomenti a favore della criminalizzazione erano in gran parte dichiaratamente
"femministi" e "moralistici": aumentare
l'"uguaglianza tra i generi", chiarire che il "comprare
sesso" è una cosa socialmente inaccettabile, chiarire che lo Stato
considera la prostituzione una cosa così orribile e dannosa che coloro che la
praticano devono essere stigmatizzati come criminali.
Inoltre c'era l'obiettivo
di far diminuire la prostituzione, spingendo le prostitute esistenti a
rinunciare alla loro attività e funzionando come deterrente verso nuove
entrate.
Si affermava poi che il
rendere illegale la prostituzione avrebbe rafforzato la posizione delle
donne indotte a prostituirsi contro la loro volontà.
Il Comitato dichiarava che
"nessuna prostituzione può essere definita come volontaria".
Inoltre affermava che la
precondizione per la criminalizzazione era che fossero rese disponibili risorse
per attuarla, sia sul piano delle misure sociali sia su quello delle risorse
date alla Polizia per la repressione.
Queste proposte furono
rifiutate praticamente da tutte le parti consultate mediante audizioni.
In particolare, quelle che
rifiutarono la criminalizzazione del cliente furono: lo Swedish National Board
of Health and Welfare, il National Police Board,
Nel 1998 fu adottato un pacchetto di misure legali chiamato "Protezione delle Donne" (Kvinnofrid), che oltre a punire più
severamente crimini quali lo stupro e le molestie sessuali, metteva fuori legge la compravendita di
servizi sessuali.
Nonostante l'opposizione
di legali e di altre parti consultate, fu proposto di criminalizzare
solo l'acquirente di tali servizi.
La giustificazione per la
criminalizzazione richiamava i danni fatti dalla prostituzione "sia
all'individuo che alla società", puntando il dito sulle attività criminali
di vario tipo "normalmente connesse alla prostituzione" (traffico di
droga, sfruttamento, abuso, ecc.).
Si noti che non si
faceva cenno, invece, al problema della tratta (trafficking) [questa
ulteriore "giustificazione" della Legge verrà avanzata solo anni dopo,
dai suoi proponenti, con tanto di strumentalizzazioni].
Dei tre principali punti
proposti dal Comitato (criminalizzazione dell'acquirente, criminalizzazione del
venditore e ampie misure sociali), solo il primo fu accolto dalla Legge
sulla Protezione delle Donne: era nata
la ben nota "legge svedese" sulla prostituzione, entrata in vigore il
1 gennaio 1999.
Si noti che il termine
"casuale" (contrapposto a relazione sessuale "stabile") non
è definito chiaramente. Anche la definizione di "relazione sessuale"
può in teoria andare oltre il concetto diretto di "rapporto sessuale",
anche se attività come il semplice posare nudi, senza attività sessuale, non
sono punibili.
Si noti poi che è punito
anche il semplice TENTATIVO di ottenere sesso a pagamento, cosa raramente
applicata per reati minori (quale è questo, anche secondo la legge svedese).
Non è considerato alcun
reato di istigazione o di complicità da parte di chi vende l'atto sessuale, solo
l'acquirente viene punito.
Le pene, applicabili solo
al cliente, sono pecuniarie e/o fino a sei mesi di carcere. In condizioni
normali, se non ci sono altri reati, ci si limita alle multe, calcolate con
una formula che definisce l'importo pecuniario standard di una giornata di
lavoro, a seconda delle condizioni economiche del reo. Le pene vanno da multe
equivalenti a 50-75 giornate-lavoro in casi "normali", mentre per
casi "gravi" si può arrivare alle 150 giornate-lavoro. E' capitato
più volte che i giudici rifiutino di comminare una pena detentiva, anche quando
viene chiesta dal pubblico accusatore. Bisogna arrivare al giugno 2004 per
avere la prima sentenza di condanna alla prigione e in questo caso erano stati
commessi altri reati più gravi, decisivi per l'incarcerazione [vedremo in seguito come il governo femminista
svedese anche su questo punto MENTA, confondendo volutamente le acque tra
prigione comminata per “acquisto di sesso” e prigione comminata per reati ben
più gravi].
Ci sono forti problemi,
da parte della Polizia e degli accusatori, per dimostrare effettivamente che il
reato è stato commesso: il cliente
può negare e, secondo il Codice svedese, la prostituta non è obbligata a
testimoniare di aver commesso un atto che "nuoce alla sua
reputazione". Questo fa sì che in gran parte dei casi l'accusa non sia in
grado di procedere contro l'accusato: nel 1999, su 91 casi ne sono stati accantonati
37, la metà dei quali per impossibilità di provare l'avvenuto reato.
L' esperienza delle prostitute:
In Svezia non esistono
molte organizzazioni rappresentative delle prostitute [a mio avviso questa è un'altra chiara indicazione
della piccolezza che il mercato svedese ha sempre avuto, oltre che a
contribuire a spiegare la blanda opposizione pubblica a quella legge].
Esiste comunque una
piccola organizzazione, il ROSEA, attiva da un anno quando suoi esponenti sono
stati intervistari dal gruppo di lavoro norvegese
[un loro sintetico documento sul "caso svedese" è scaricabile da http://www.glow-boell.de/media/de/txt_rubrik_2/160305LLVortrag_Eriksson.pdf ].
Il gruppo di lavoro ha
ottenuto informazioni dal ROSEA, dal lavoro di Petra Ostergren [http://www.petraostergren.com/english/index.asp] e da personale del Klaragarden.
In breve, le esperienze raccolte parlano di una
prostituzione che, dopo la criminalizzazione, è diventata molto più difficile
per le prostitute e anche per il lavoro degli operatori sociali che le
assistono. La "qualità" media dei clienti di strada è peggiorata,
c'è un aumento di richieste di rapporti non protetti e c'è più violenza.
Uno degli scopi
dichiarati della Legge era quello di mettere le prostitute in condizioni di
maggior forza di fronte ai clienti,
usando la nuova legge per denunciare i clienti "cattivi" e violenti:
in realtà, nonostante il peggiorare delle condizioni di lavoro delle prostitute
(soprattutto di strada), non si ha notizia di alcuna denuncia sporta da una
prostituta ai danni di un cliente violento [tenete
a mente questo particolare, dopo vedremo la differenza con l'Olanda ...].
Invece sono citati ora casi
di nuovi tipi di crimine: prostitute che derubano clienti, che ora non
denunciano più la cosa per non cadere sotto i rigori della Legge e prostitute
che estorcono più denaro ai clienti, minacciando di denunciarli.
[perciò, la
nuova Legge non è servita contro i "clienti cattivi" ed ha
avvantaggiato le "prostitute cattive": bel colpo! ...]
L'esperienza della Polizia:
In Svezia, come in molte
altre nazioni, la prostituzione era maggiormente visibile nelle grandi città
(Stoccolma, Gotenborg, Malmo e, in misura minore, Norrkoping).
Dalla metà degli anni '
Al meeting, che si è
tenuto a Stoccolma, tra il gruppo di lavoro del rapporto norvegese e la polizia
svedese, i rappresentanti della Polizia hanno detto che i lavori preparatori
all'entrata in vigore della legge erano stati a suo tempo molto parziali:
nessun obiettivo chiave, nessuna strategia, nessun accento e nessuna chiara
direttiva sull'aspetto di controllo del rispetto della legge. [questo è in pieno e totale contrasto con l'affermazione,
che si trova nel "rapporto” del CWASU, per bocca di esponenti governativi
svedesi, che "
A quel punto la cifra di 7
milioni di corone all'anno (al cambio 2005: 740.000 euro) destinate alla
Polizia per combattere la prostituzione (cifra ampiamente sbandierata dai
media) diedero priorità all'attuazione della repressione in sè. Alcuni
distretti di polizia definirono i loro propri obiettivi in termini di numero di
denunce da fare in relazione alla Legge contro l'Acquisto di Prestazioni
Sessuali.
Sarebbe stato sensato,
invece, definire una strategia per l'implementazione e la repressione, dato il
dibattito che c'era stato, la proposta di portare a 10 milioni di corone
all'anno (oltre un milione di euro) la cifra destinata a far rispettare la
legge e il fatto che
Nel 1995
[Ulteriore
dimostrazione, questa mancanza di strategia e di direzione, che quella Legge è puramente ideologica e per
niente interessata a confrontarsi con la realtà; la posizione del governo
femminista svedese negli anni successivi non farà che confermare quella
impostazione ideologica.]
La repressione dell'acquisto di prestazioni
sessuali:
Le risorse.
Il governo svedese nel
1998 propose di destinare alla Polizia 10 milioni di corone all'anno. Per il
budget 1998/99 ne vennero destinate 7 milioni e le autorità di polizia decisero
autonomamente come distribuirle ed utilizzarle. Le risorse andarono
principalmente a quelle aree più interessate alla prostituzione di strada. In
aggiunta,
Nelle maggiori città
svedesi furono costituite unità speciali dedicate allo scopo di far rispettare
quella Legge, che usarono le risorse finanziarie per dotarsi di materiale
tecnologico e sviluppare metodologie appropriate.
Secondo il gruppo di lavoro
sulla prostituzione, il fatto di aver ricevuto dei fondi specifici per il
rispetto della legge aveva meglio focalizzato e priorizzato le attività.
La repressione della prostituzione di strada.
L'obiettivo immediato
della polizia era di eliminare la prostituzione di strada e prevenire
il reclutamento di nuove candidate. A più lungo termine si voleva colpire
il mercato indoor e gli sfruttatori.
La polizia usa vari
metodi, dalla sorveglianza delle strade (generalmente operata dalla polizia
locale) alle investigazioni in incognito.
Al meeting del gruppo di
lavoro norvegese tenuto a Stoccolma con
Ulteriori informazioni
rivelarono che la riduzione nella prostituzione di strada non aveva portato
a redirigere risorse per la repressione della prostituzione al chiuso. Il
gruppo (due persone) che opera a Stoccolma contro la prostituzione, ora lo fa
principalmente contro quella al chiuso ed ha ottenuto ulteriori risorse al
proposito.
Fu poi sottolineato che il
fatto di ricevere fondi "mescolati" con altri nel finanziamento
contro la tratta rischiava di far perdere la focalizzazione dell'obiettivo di
far rispettare quella Legge contro l'Acquisto di Sesso (opinione espressa anche
nel Rapporto di Malmo) [
Il gruppo di lavoro ha
rilevato uno spostamento nell'atteggiamento della Polizia nel reprimere la
prostituzione, da problema di ordine pubblico sulle strade a problema legato
alla tratta. Negli anni recenti, c'è stato un gran numero di casi scoperti
durante le investigazioni sulla Tratta, che hanno portato ad evidenze
punibili dalla Legge contro l'Acquisto di Prestazioni Sessuali [e questo è proprio il già citato, perfetto esempio
di pessima e ideologicamente voluta "contaminazione" tra tratta e
prostituzione, contaminazione che peraltro non è supportata nè dal Protocollo
delle Nazioni Unite contro
Nel complesso,
l'esperienza svedese dimostra che scoprire, investigare e portare in tribunale
casi di reati di acquisto di prestazioni sessuali è oneroso in termini di
risorse e difficile da provare.
La mancanza di risorse
dedicate significa che
Il gruppo di lavoro
norvegese non ha avuto notizia di alcuna investigazione rivolta direttamente
all'acquisto di sesso al chiuso. Se durante le investigazioni su tratta e
sfruttamento si identificano dei clienti, comunque, questi vengono normalmente
denunciati.
Si considera perciò che l'applicazione della Legge
sull'Acquisto di Sesso abbia un effetto molto limitato sulla prostituzione in
generale, data la sua scarsa efficacia nel mercato indoor e dato che i due
terzi della prostituzione si svolge proprio al chiuso. [a scanso di equivoci, voglio sottolinearlo:
quest’ultima non è una considerazione mia, ma del gruppo di lavoro del governo
norvegese ...
]
Passiamo ora a vedere cosa
il rapporto norvegese dice sull’Olanda
...