Il Rapporto del Governo norvegese.

 

 

Sommario.

 

 

 

Il gruppo di lavoro norvegese ha definito un modello, che ha chiamato “di regolamentazione” (“regulating model”), per confrontare le esperienze olandese e svedese.

Il punto di partenza è che il modo nel quale si definisce un fenomeno sociale ha conseguenze sulle politiche che si applicano per gestire il fenomeno. Tali politiche non sono solo relative alla legislazione scelta ma anche ad altre misure, per esempio campagne di sensibilizzazione di massa.

L’implementazione di una legge può essere più o meno riuscita, in dipendenza di diversi fattori. Alla fine, la domanda che ci si deve porre è se si sono ottenuti i risultati desiderati o se sono sorti altri risultati negativi non desiderati.

 

 

 

Vediamo ora i vari elementi del modello, schematizzati nell’immagine sopra riportata.

 

 

Il fenomeno sociale: la prostituzione.

 

In Svezia l’atteggiamento ufficiale è che l’acquisto di prestazioni sessuali costituisca violenza degli uomini contro le donne e che non esista la prostituzione volontaria.

La prostituzione è quindi vista come un’attività forzata, della quale le donne sono vittime.

In Svezia la prostituzione viene vista come un serio problema sociale, che causa danno sia agli individui che alla società. Dato che non si pone l’accento sulla libera scelta della donna, sono rilevanti le considerazioni di interesse pubblico. Un argomento essenziale è che l’uguaglianza tra sessi non può essere ottenuta fino a quando gli uomini continuano a comprare, vendere e sfruttare le donne.

 

In Olanda l’atteggiamento ufficiale è che la prostituzione volontaria è la vendita di servizi sessuali. La vendita e l’acquisto di prestazioni sessuali c’è sempre stata ed è una parte della realtà che esisterà sempre.

Dentro questa realtà c’è sia un aspetto volontario che uno forzato. Inoltre si fa distinzione tra adulti e minori.

Il sesso a pagamento tra adulti è accettato, mentre chi è costretto a vendere prestazioni sessuali deve essere aiutato dalla società. Inoltre i minori, che non sono abbastanza adulti da poter fare una scelta, devono essere protetti.

La prostituzione forzata è considerata crimine organizzato.

In Olanda si considera che nell’ambito della prostituzione ci sono persone che lo fanno di propria volontà. Entro certi parametri, le persone possono scegliere tra differenti alternative e quella della prostituzione può essere una di quelle scelte.

 

In sintesi:

·         in Svezia tutta la prostituzione è violenza ed è un danno per la società

·         in Olanda la prostituzione volontaria è un lavoro, quella forzata è crimine organizzato

 

 

Le politiche.

 

In Svezia la prostituzione è vista come un problema di eguaglianza tra i sessi e una società che consente la vendita delle donne non può essere accettata. La prostituzione è una forma di oppressione sulle donne che deve essere combattuta.

Gunilla Ekberg, dell’Unità sull’Uguaglianza tra i Sessi del MInistero svedese dell’Industria, Lavoro e Comunicazione, considera che la Legge contro l’Acquisto di Prestazioni Sessuali sia un meccanismo per “eliminare la prostituzione in Svezia”. Questa politica è basata su una “visione azzeratrice” dove l’obiettivo è quello di far sparire la prostituzione.

 

Io Olanda la vendita volontaria di servizi sessuali è vista come un lavoro. Questo atteggiamento è fatto in ottica di eguaglianza tra i sessi (stessi diritti di avere buone condizioni di lavoro, igiene e sicurezza.

In alcuni casi, tuttavia, la prostituzione può essere di disturbo ad alcuni e la cosa diventa un problema di ordine pubblico. Nei casi in cui la prostituzione non è volontaria, diventa un problema di crimine, èerchè si tratta di una coercizione.

Inoltre i minori devono essere protetti.

Il fatto che la prostituzione volontaria tra adulti sia definita come lavoro ha conseguenze sull’approccio della Polizia al fenomeno.

In Olanda la prostituzioen è vista come un bercato distinto dalle attività criminali che sono spesso collegate alla prostituzione. La prostituzione volontaria ricade sotto regole amministrative, quella forzata sotto le leggi del Codice Penale che colpiscono il crimine.

 

In sintesi:

·         in Svezia c’è una politica, che si basa sull’eguaglianza tra i sessi, con enfasi sulle relazioni tra uomini e donne. E’ una visione che vuole eliminare la prostituzione

·         in Olanda c’è una politica, che si basa sull’eguaglianza tra i sessi, con enfasi sulle uguali condizioni di lavoro per tutti i tipi di lavoro. E’ un progetto di normalizzazione.

 

Correzioni alla Legge ed altre misure.

 

I legislatori [il rapporto fa esplicita menzione dei legislatori norvegesi, del resto il rapporto è stato commissionato dal Ministero della Giustizia norvegese, ma i concetti valgono in generale] dovrebbero considerare queste domande:

·         la criminalizzazione è necessaria?

·         si può ottenere il controllo usando altri mezzi?

·         gli interessi che si intende proteggere sono così importanti da giustificare l’uso delle punizioni?

·         l’azione che viene fatta è sufficientemente decisa?

·         si riuscirà a far applicare la legge?

 

Dopo aver considerato questi aspetti, un Parlamento può apportare variazioni alla legge ed usare il sistema giudiziario oppure usare altre misure o una combinazione di entrambe.

 

Esempi di misure aggiuntive sono:

·         campagne per influenzare l’atteggiamento del pubblico

·         aiuti finanziari

·         tassazione

·         permessi e licenze

 

Le differenti scelte tra Svezia ed Olanda si possono sintetizzare in:

·         Svezia: punizioni e campagne per influenzare l’atteggiamento del pubblico

·         Olanda: permessi e licenze per la prostituzione volontaria; punizioni per la prostituzione forzata

 

 

 

I differenti tipi di regolamentazione legislativa.

 

In letteratura vengono menzionati tre modelli per la regolamentazione della prostituzione:

·         Proibizionismo

·         Abolizionismo

·         Regolamentazione

 

Con l’aiuto di questi modelli possiamo ora vedere la differenza tra Svezia ed Olanda.

 

Nessuno dei due Stati vuole criminalizzare le prostitute.

Inizialmente la Svezia voleva criminalizzare sia chi vende sesso sia chi lo acquista. Questa proposta proibizionista è stata poi cambiata per arrivare ad una prospettiva abolizionista [Credo che qui sia opportuna qualche precisazione. Intanto mi permetto di far notare che il cambiamento di denominazione non significa un “ammorbidimento” della posizione svedese che, anzi, è particolarmente radicale: non criminalizza le donne solo per motivi di ideologia femminista, ma l’obiettivo finale è quello di eliminare la prostituzione e di farlo “con le maniere forti”. Se non fosse stato per l’ideologia femminista imperante in Svezia, quella legge sarebbe stata totalmente proibizionista, per uomini e donne. Ovviamente, c’è modo e modo di cercare di “abolire”: l’italiana Legge Merlin, abolizionista, si è limitata a “scoraggiare” la prostituzione, considerata “una brutta cosa” e auspicabilmente da veder sparire, ma rispettando le scelte individuali di uomini e donne. Alcuni ricercatori (es. Daniela Danna dell’Università di Milano) mettono la Svezia in una categoria a parte, non “abolizionista” ma come “criminalizzatrice dei soli clienti”, nei fatti più proibizionista che abolizionista, classificazione che mi sembra più che sensata. In effetti, il quadro a tre modelli classici sopra citato ormai va piuttosto stretto e forse non solo per la comparsa di una strana “bestia” come la legislazione svedese del 1999. Ovviamente, queste sono questioni più che altro nominalistiche, la sostanza della politica svedese è chiarissima ed inequivocabile.]

 

In Svezia c’è la volontà di abolire la prostituzione (visione “azzeratrice”) e il modo di farlo è disturbare il mercato colpendo il cliente. L’idea è che la legge e la sua applicazione abbiano un effetto generale preventivo che farà scomparire i clienti e le basi stesse del mercato.

 

In Olanda la prostituzione è permessa nei bordelli legali, in alcune zone di tolleranza, nelle “vetrine” e negli altri posti dove non causa disturbo all’ordine pubblico.

 

L’approccio olandese è pragmatico: la prostituzione fa parte della società e ciò deve essere accettato. L’uso della regolamentazione permette di esercitare e fruire della prostituzione, rispettando certe limitazioni (come l’ottenimento di una licenza per i bordelli).

 

In sintesi:

·         Svezia: abolizionismo

·         Olanda: regolamentazione

 

 

L’implementazione.

 

Introduzione.

 

Quando viene introdotta una nuova legge, l’implementazione è spesso la cosa più difficile.

Si sa dalla sociologia che se una legge va contro agli interessi di alcune parti, ci sono aspetti che sono particolarmente importanti:

·         chiara definizione della legge

·         fattori di supporto, come risorse finanziarie e organizzazioni efficienti

·         comunicazione tra le parti

·         lealtà delle parti alla legge

·         applicazione effettiva della legge

 

L’implementazione della legge in Svezia.

 

Il testo della legge.

Il testo della legge svedese è stato esaminato criticamente nella fase consultativa precedente all’approvazione, anche dalla Polizia e dalle autorità giudiziarie, e i legali hanno anche sottolineato i punti di debolezza. Alcuni elementi di confusione saranno probabilmente corretti e chiariti sia in sede legislativa che di chiarificazione conseguente all’applicazione della legge.

 

I fattori a supporto.

Nei primi tre anni sono stati stanziati 7 milioni di corone svedesi all’anno per far applicare la Legge. Per il periodo 2004-2006 il governo ha allocato 30 milioni di corone per la lotta alla Tratta, incluso il loro utilizzo per continuare a far rispettare la Legge sull’Acquisto di Prestazioni Sessuali. Questo vuol dire che ora ci sono meno fondi destinati a questa legge e che si pensa  che sarà più difficile di prima ottenere quei soldi.

In connessione con il pacchetto contro la violenza alle donne del 1998, furono stanziati 5 milioni di corone. Non è stato accertato quanta parte di questi è andata come supporto sociale e medico alle prostitute.

Dal punto di vista organizzativo, è stata solo la Polizia a fare cambiamenti quando la legge è stata approvata. Sono stati stabiliti diversi gruppi sulla prostituzione, all’interno della Polizia, in alcune città. Il gruppo di Stoccolma, che è ancora attivo, consiste di due uomini. Gli altri gruppi non sono più così attivi ed ora hanno anche altri compiti.

E’ stata costituita una Unità per la lotta alla Tratta e se vi sono casi di acquisto di prestazioni sessuali scoperti durante le indagini sul trafficking, l’Unità si occupa anche di questi.

 

Comunicazione tra le parti.

Le campagne per influenzare l’atteggiamento del pubblico sono cominciate già ad uno stadio molto iniziale. L’Unità per l’Eguaglianza dei Sessi del Ministero dell’Industria, Lavoro e Comunicazioni ha compiuto uno sforzo impressionante: posters, film, dibattiti nei licei e nell’Esercito, partecipazione a conferenze e convegni sia in Svezia che all’estero.

La Legge contro l’Acquisto di Sesso è una legge “normativa” ed uno dei suoi scopi è quello di influenzare l’atteggiamento della gente. Qui lo sforzo ha avuto successo. Secondo un’inchiesta del 2001, l’81% della popolazione è favorevole alla legge, mentre il 15% la vorrebbe abolire. L’attività di cui è responsabile l’Unità per l’Eguaglianza dei Sessi ha ottenuto grande supporto dal pubblico.

 

Lealtà tra le parti.

Le parti sono chi vende, chi acquista e chi ha il compito di controllare.

C’è ben poco che possa indicare che le prostitute di strada pensino che la legge sia una buona cosa. I prezzi in strada si sono abbassati e la paura di atti di violenza è cresciuta.

Alcuni dei clienti “normali” hanno probabilmente imparato a conoscere la legge ed hanno smesso di acquistare servizi sessuali in strada, dove sono rimasti i clienti “speciali” (intesi in senso negativo).

Conosciamo poco dei clienti che usano il mercato al chiuso. Probabilmente i clienti che usano telefoni cellulari, Internet e il mercato al chiuso sono meno colpiti dalla legge.

La focalizzazione della Polizia verso i clienti è diminuita negli ultimi anni. Con la sparizione dei fondi dedicati alla legge, la Polizia si è focalizzata sulla lotta alla Tratta, invece che (come ha fatto notare un poliziotto svedese al gruppo di lavoro) per far rispettare una legge che non ha più stanziamenti dedicati, che richiede grandi risorse e che comporta pene al livello di un furtarello.

E’ stato anche detto che la lealtà del sistema legale alla persona indagata è maggiore di quella verso la legge, con la volontà di proteggere il sospetto dalle conseguenze sociali delle sue azioni (leggi: biasimo pubblico) e di non mescolare il reato di acquisto di prestazioni sessuali con reati più gravi come lo sfruttamento.

Le parti che si occupano di salute ed aspetti sociali dimostrano un alto grado di lealtà verso la politica svedese sulla prostituzione.

 

L’applicazione della legge.

L’applicazione si è focalizzata sulla prostituzione di strada. Il gruppo di lavoro norvegese non è stato in grado di trovare casi indipendenti di scoperta di acquisto di prestazioni sessuali nel mercato al chiuso. Le accuse ci sono state solo in connessione con casi di sfruttamento e Tratta.

Tra le altre cose, l’applicazione è stata resa difficile a causa della scarsa chiarezza del testo della legge e per il fatto che non è stato fatto un lavoro preparatorio chiarificatore. Requisiti stringenti da parte dei tribunali hanno reso difficile far emergere le prove. Se entrambe le parti negano ogni cosa, c’è molto da fare per dimostrare che c’è stato un accordo e che sono stati forniti servizi sessuali.

La Polizia Criminale Nazionale ha affermato che la mancanza di comprensione della serietà della criminalizzazione dell’acquisto di prestazioni sessuali, può essere una delle ragioni per lo scarso seguito che ha avuto la legge.

 

 

L’implementazione della legge in Olanda.

 

Il testo della legge.

Il testo della legge olandese ha la funzione opposta a quello della legge svedese: quella svedese criminalizza un comportamento, quella olandese decriminalizza qualcosa (i bordelli) che prima era proibito.

 

I fattori a supporto.

In Olanda non è stato stanziato alcun fondo aggiuntivo in connessione con la legalizzazione. Ciò può apparire strano, dato che nuovi doveri sono stati imposti alle autorità municipali.

L’anno prima della variazione della legge (per la legalizzazione dei bordelli) la Polizia ha varato un progetto nazionale sulla prostituzione e sulla Tratta, che tra le altre cose ha prodotto linee guida per il controllo della prostituzione e il trafficking.

Le amministrazioni comunali non hanno ricevuto fondi e non hanno subito riorganizzazioni. Il sistema delle licenze e la cooperazione tra amministrazioni locali e proprietari di bordelli ha funzionato bene in alcuni casi, meno bene in altri.

 

Comunicazione tra le parti.

La decriminalizzazione non richiede normalmente così tanta comunicazione tra le parti quanto ne richiede la criminalizzazione. Le organizzazioni Mr Graaf Foundation e De Rode Draad, che forniscono servizi di informazione alle prostitute, hanno ricevuto fondi, tra gli altri, dal Ministero della Salute e degli Affari Sociali.

Le sex workers che lavorano nei bordelli sono informate dagli addetti alla sanità, quelle che lavorano nelle zone ricevono informazioni dagli addetti alla sanità, dalle associazioni di assistenza sociale e dalla Polizia.

Anche le tre associazioni che organizzano i proprietari di bordelli informano le prostitute.

Le municipalità si sono trovate ad affrontare un mercato fino ad allora non regolato, frammentato e afflitto da rivalità, con forti opposizioni da parte di alcuni che non volevano rinunciare ad attività lucrose. La comunicazione tra le amministrazioni comunali e l’industria del sesso si è concretizzata in modo diverso, e non sempre efficace o costruttivo, nelle diverse realtà.

Le amministrazioni comunali che hanno avuto successo (tra queste, L’Aia) sono riuscite in gran parte a sfruttare i contatti che avevano con i gestori dei bordelli prima della legalizzazione. Hanno inoltre coinvolto la Polizia, gli uffici legali, i politici, gli amministratori, i fornitori di servizi e i cittadini.

Le amministrazioni locali erano particolarmente coscienti del fatto che l’industria del sesso non accetterebbe un’applicazione gerarchica del sistema delle licenze.

 

Lealtà tra le parti.

L’impressione generale che il gruppo di lavoro norvegese ha avuto è che in generale c’è stata lealtà tra le parti verso la legalizzazione, ma che ci sono stati anche casi di slealtà ed insoddisfazione.

Alcune amministrazioni comunali non sono contente di avere i bordelli ed hanno messo requisiti irrealisticamente stretti per concedere le licenze, oppure si sono comportate, in vario modo, slealmente nei confronti del modello legalizzatore. Ci sono anche pratiche di controllo dei bordelli differenti tra vari addetti al controllo, che possono avere anche altre ragioni che non la slealtà.

Le prostitute possono essere sleali nel non sottoporsi ai controlli sanitari facoltativi (la maggior parte, tuttavia, si sottopone ai controlli). Oppure possono non registrarsi e/o non pagare le tasse e preferire il lavoro non registrato, in strada o in bordelli illegali.

Ci sono stati casi di lealtà tra i clienti nel senso di riferire alle autorità casi sospetti di Traffico in Esseri Umani.

 

L’applicazione della legge.

Dato che la legalizzazione liberalizza il mercato, la questione centrale non è quella criminale, ma i controlli legali ed amministrativi operati dalle amministrazioni comunali. Come già detto, la messa in pratica può variare da comune a comune e da dipartimento a dipartimento. E’ l’applicazione di questo controllo che è stata maggiormente criticata. Mancanza di coordinamento, confusione amministrativa e scarsa organizzazione nelle amministrazioni locali che hanno avuto meno successo, sono state citate quali debolezze del modello olandese.

Amministrazioni locali e industria del sesso si sono, durante l’applicazione del sistema delle licenze, confrontate anche in tribunale. Ciò è dovuto al fatto che si sono trovate in un’area che fino ad allora non era regolata dala legge. A domande quali “cosa è definibile come bordello”  si sono ora date delle risposte in tribunale. Questi conflitti legali non sono stati considerati come una cosa negativa, ma anzi come cosa che, chiarendo aspetti fino ad allora non sufficientemente definiti, ha fatto avanzare in modo positivo il processo di applicazione della legge.

 

 

I risultati.

 

I risultati in Svezia.

Il rapporto del governo norvegese su questo punto si chiede: le politiche per gestire il problema sociale della prostituzione hanno avuto successo? La Legge Svedese sull’Acquisto di Prestazioni Sessuali ha ridotto l’acquisto di sesso e ci sono stati cambiamenti per quanto riguarda la violenza e la salute tra le prostitute?

Sfortunatamente non c’è una risposta semplice.

C’è conoscenza sulle prostituzione di strada, che è più o meno stabile. E’ salita a Malmo e scesa a Goteborg e Stoccolma. [in realtà, per Stoccolma solo la Polizia stima un calo netto dal 1999 al 2003, mentre i servizi sociali stimano un aumento; qui il rapporto parla di calo, ma in realtà nella stima data nel capitolo sulla Svezia accetta i dati dei servizi sociali, che sembrano molto più realistici ed in accordo con i trend delle altre città]

La riduzione immediata che c’è stata al momento dell’entrata in vigore della legge è stata probabilmente data dalla legge in sè stessa e dal clamore dei media sull’argomento. Nel periodo successivo il ruolo centrale è stato probabilmente ricoperto dalla “rivoluzione tecnica” (Internet e telefoni cellulari) che ha facilitato la prostituzione indoor. Non si sa quale sia il numero di prostitute che dalla strada si sono spostate al chiuso.

Indipendentemente dalle ragioni della riduzione della prostituzione di strada, per il gruppo di lavoro non è stato possibile trovare una risposta alla domanda su cosa è successo alle donne che sono sparite dalle strade. Non sono stati fatti studi su quali effetti la legge ha avuto sulle prostitute. Tuttavia è abbastanza chiaro che alcune donne sono morte per tossicodipendenza, altre sono state curate ed altre ancora si sono comprate un telefono cellulare.

 

E’ stato detto che la criminalizzazione avrebbe portato a risultati non desiderabili:

·         la prostituzione si sarebbe “sommersa”

·         sarebbero aumentati i pericoli di aggressioni, esortsioni ed altri atti criminali

·         la criminalizzazione avrebbe colpito solo le donne più vulnerabili

·         il far rispettare la legge sarebbe stato difficile

 

La prostituzione si sarebbe “sommersa”.

La prostituzione di strada si è ridotta, ma le ragioni sono incerte: la legge stessa, la morte o il ricovero di molte prostitute tossicodipendenti, le nuove tecnologie, probabilmente una combinazione di queste.

La prostituzione di strada è rimasta stabile dal 2000 ad oggi. Non si sa se quelle che sono scomparse dalle strade nel 1998 si sono spostate al chiuso.

E’ stato affermato che la dipendenza delle prostitute dagli sfruttatori è aumentata perchè le prostitute non possono più lavorare apertamente come prima. [in senso indiretto, nel senso che devono ora comportarsi in modo di cercare di “proteggere” i clienti che sono colpiti dalla legge]

La Polizia ha detto al gruppo di lavoro che è diventato più difficile indagare sui casi di sfruttamento e Tratta perchè la prostituzione ora non si svolge più così apertamente nelle strade, come faceva prima.

 

Sarebbero aumentati i pericoli di aggressioni, esortsioni ed altri atti criminali.

·         gli informatori contattati dal gruppo di lavoro gli hanno comunicato l’impressione generale di una maggiore paura di aggressioni. Dal punto di vista dei dati numerici, non ci sono i dati sulle estorsioni e su altro tipo di crimine nè prima nè dopo la legislazione.

 

La criminalizzazione avrebbe colpito solo le donne più vulnerabili.

·         l’esperienza delle donne è che loro avvertono che il processo di criminalizzazione le ha colpite negativamente. Le prostitute di strada ora incontrano più frequentemente “clienti particolari” con richieste altrettanto “particolari”, che è sempre più difficile controllare. I prezzi sono scesi e le prostitute tossicodipendenti di strada hanno bisogno di più clienti per ottenere abbastanza denaro per acquistare la dose di droga giornaliera. Per le prostitute dis trada i prezzi sono calati e la paura aumentata.

·         con le informazioni ricevute in Svezia, il gruppo di lavoro non è stato in grado di scoprire cosa è avvenuto nel mercato al chiuso. Non si sa molto sui cambiamenti nelle condizioni sociali o sanitarie. Non si sa se c’è violenza. Non si sa quante sono al chiuso.

 

Il far rispettare la legge sarebbe stato difficile.

·         Un’impressione molto chiara che viene dalla Polizia e dall’autorità giudiziaria è che il far rispettare la legge è stato difficile. Innanzitutto la legge non è sempre chiara e in secondo luogo per fare indagini ed ottenere delle prove sull’avvenuto acquisto di prestazioni sessuali ci vuole molto tempo e molto sforzo. In terzo luogo, gli stanziamenti extra che c’erano all’inizio sono spariti. In quarto luogo i giudici hanno imposto di produrre prove certe e pertanto ci sono state poche condanne. In quinto luogo, ad un reato che è punibile al massimo con sei mesi di prigione non viene data una priorità alta.

 

Tra gli effetti che la Legge Svedese voleva avere c’era quello di far sparire l’acquisto di prestazioni sessuali, sia che fosse fatto su base volontaria che no.

Quello che in realtà sappiamo è che l’anno dopo l’entrata in vigore della Legge la prostituzione all’aperto è diminuita. I clienti sono meno visibili e meno disposti a collaborare per far scoprire casi di trafficking e coercizione. Inoltre le donne stesse sono meno visibili e meno raggiungibili dai servizi di assistenza. E ancora, probabilmente le prostitute sono ora più dipendenti dagi sfruttatori, dei quali hanno bisogno per organizzare trasporti e trovare appartamenti, in modo nascosto alla polizia.

 

[Bello, eh? Più paura, più disagi, più dipendenza dagli sfruttatori, meno possibilità di aiuto e il tutto senza che la legge criminalizzatrice sia riuscita nè a mandare in galera molti clienti nè tantomeno a far sparire la prostituzione.]

 

 

 

I risultati in Olanda.

Il rapporto del governo norvegese su questo punto si chiede: la decriminalizzazione dei bordelli e l’apertura di zone di tolleranza hanno avuto come esito la possibilità di controllo attraverso la trasparenza? L’immigrazione illegale è stata ridotta?

 

Dopo che la legge è entrata in vigore, la sua applicazione non è andata avanti senza attriti. Esistono ancora bordelli illegali e donne che sono costrette e c’è ancora un mercato del quale la Polizia non ha la piena conoscenza.

Una ricercatrice, Marieke van Doornick, ha scritto a questo proposito: “La legalizzazione di un’industria che è stata illegale per tanto tempo non è solo questione di cambiare il Codice Penale, è un processo in divenire. L’emancipazione delle prostitute, che sono state escluse per secoli dai diritti civili e del lavoro, è appena iniziata. L’abolire il divieto dei bordelli è stato solo il primo passo di una lunga e probabilmente difficile strada che abbiamo davanti a noi.”

 

Uno degli effetti che la decriminalizzazione olandese si proponeva di ottenere era quello di ottenere il controllo sul crimine organizzato, nella forma dei trafficanti di esseri umani e degli sfruttatori.

Il ricercatore Hendrik Wagenaar mette la questione in questo modo: “il sistema delle licenze ha spalancato le porte”.

L’esperienza della Polizia suggerisce che la prostituzione è diventata più trasparente ed è più facile imporre dei controlli con i bordelli legali.

D’altra parte esiste ancora un “mercato grigio” dove la Polizia ha un minore grado di informazione e controllo e dove si pensa siano localizzate le vittime della Tratta.

 

Un effetto positivo, che si voleva ottenere, è che il numero dei bordelli si è dimezzato dopo la legislazione. Ma allo stesso tempo non si sa se i bordelli che non hanno avuto la licenza stanno operando ora in modo illegale o se sono fuori dal mercato. Se si volesse ridurre la prostituzione, cosa che non era un obiettivo dichiarato in Olanda, non sarebbe stato ottenuto attraverso la legge.

 

Anche se ci sono amministrazioni locali che hanno avuto successo, ci sono state anche esperienze negative ed effetti indesiderati:

·         l’attenzione e la la focalizzazione delle parti accentrata sul mercato legale ha dato luogo, per un certo periodo, alla crescita del numero di donne irregolari nelle “zone”

·         le donne che lavorano illegalmente nelle “zone” sono o vittime della Tratta o nelle mani di intermediari senza scrupoli, dato che non possiedono alcun diritto nella società

·         gli sfruttatori sono spariti dai bordelli e dalle “vetrine” olandesi ma se ne possono trovare nelle “zone”, nel business delle escort e nei bar

 

Una spiegazione degli effetti non desiderati che si sono avuti è, secondo Wagenaar, che in quei comuni che hanno avuto solo parzialmente successo le prostitute non sono state coinvolte nel processo. Questo è dovuto sia al fatto che le prostitute non volevano esporsi per paura di perdere il loro anonimato sia alla grande mobilità delle prostitute, che si spostano di frequente per andare incontro alle richieste dei clienti che cercano sempre “facce nuove”. Inoltre c’è anche l’aspetto che, consciamente o inconsciamente, le parti hanno scelto di “espurgare” certe informazioni, cosa che ha reso l’implementazione più difficile. Queste informazioni possono più tardi emergere sotto forma di risultati indesiderati.

 

 

I problemi sociali sono stati risolti?

 

Svezia.

In Svezia i legislatori considerano la prostituzione come violenza sulle donne.

La domanda è quindi se la Legge contro l’Acquisto di Prestazioni Sessuali ha contribuito a ridurre o rimuovere questa violenza contro le donne, ovvero la prostituzione.

Bisogna tenere conto del fatto che nessuna legislazione ha un effetto immediato e che tutte le leggi danno luogo anche ad effetti in qualche modo indesiderati. Perciò il soggetto di considerazioni politiche è: quali effetti inattesi possono essere accettati?

 

Si può supporre che i legislatori abbiano avuto scopi differenti quando hanno hanno fatto la legge. Ci può essere il desiderio di una legislazione efficace, o una legislazione “di pulizia” oppure una legislazione simbolica.

·         Legislazione efficace: è la legislazione che raggiunge nei suoi effetti sociali gli obiettivi dichiarati e desiderati

·         Legislazione di pulizia: è la legislazione raggiunge parzialmente gli effetti desiderati rimuovendo dalla vista il problema sociale. Il Professore norvegese di Sociologia della Legge Thomas Mathiesen scrive: “Alcuni dei cosiddetti ‘devianti’ o ‘piantagrane’ che la nostra società crea vengono messi al di fuori della società stessa, fuori dalla circolazione.”

·         Legislazione simbolica: è la legislazione nella quale gli effetti simbolici della legge sono più importanti del raggiungere cambiamenti reali nella società, con l’aiuto dei processi nelle corti di giustizia

 

Alla questione se la Svezia ha risolto i problemi sociali della prostituzione si può rispondere vedendo cosa i legislatori desideravano dalla legge, in rapporto ai tre tipi di legislazione sopra indicati.

Sulla base di ciò possiamo ricapitolare le cose in questo modo:

·         Legislazione efficace? La legislazione svedese non ha raggiunto tutti i suoi obiettivi. Il tentativo di farla applicare ha avuto dei punti deboli e le pur sconosciute quantità di prostitute e clienti del sesso a pagamento sono ancora molto grandi. Inoltre la legge ha avuto alcuni effetti non desiderati.

·         Legislazione di pulizia? La Legge sull’Acquisto di Prestazioni Sessuali e la sua applicazione hanno probabilmente contribuito alla diminuzione del numero di prostitute e clienti visibili in strada. Il numero di prostitute in strada è diminuito di circa il 41%. Ma ci sono ancora grandi quartieri della prostituzione nelle tre maggiori città della Svezia. E la prostituzione avviene al chiuso, dove non è nè visibile nè di disturbo pubblico. Inoltre la legge ha avuto alcuni effetti non desiderati.

·         Legislazione simbolica? Lo sforzo congiunto della Legge sull’Acquisto di Prestazioni Sessuali e delle campagne per influenzare il pubblico ha avuto successo. Il Governo ha propagandato la Legge come una legge normativa che avrebbe cambiato l’atteggiamento della gente. L’81% della popolazione è a favore della legge. [questa è una pagina dove si cerca di dare una spiegazione al fenomeno: http://www.lysator.liu.se/nordic/scn/pcness.html ] L’effetto dell’atteggiamento delle Unità per l’Uguaglianza tra i Sessi, volto a far considerare come crimine l’acquisto di sesso, ha avuto successo. D’altra parte, la legge ha avuto alcuni effetti non desiderati.

 

 

Olanda.

In Olanda il fenomeno della prostituzione non è visto come un problema sociale, a meno che non ci sia coercizione o siano coinvolti minori. In Olanda la prostituzione è considerata un’attività volontaria, se non è una cosa volontaria è considerata come un crimine organizzato.

 

Prostituzione volontaria.

Far diventare i bordelli, precedentemente tollerati ma illegali, attività legali e con licenza è stato un processo complesso. E’ stato necessario adattare le legislazioni su lavoro, sicurezza, tasse e salute alle particolari condizioni di lavoro. L’implementazione della nuova politica olandese non è stata ovunque un successo.

In quei comuni dove c’erano state esperienze e dove c’erano buone relazioni tra le municipalità e i proprietari dei bordelli, l’implemantazione è stata un successo. Le relazioni tra le prostitute e i proprietari dei bordelli variano: alcuni proprietari sono buoni datori di lavoro, altri meno.

L’impressione del gruppo di lavoro norvegese è che quello che le amministrazioni locali hanno offerto in termini di salute, protezione, sicurezza dei luoghi di lavoro ecc. è stato positivo ed efficace per le prostitute. La collaborazione all’interno delle amministrazioni locali stesse non è sempre stata efficace.

 

A causa della focalizzazione della Polizia e dei dipartimenti sanitari e sociali sulla parte legale della prostituzione, non ci sono state ancora le risorse per controllare efficacemente e per far applicare la legge nella parte “seminascosta” della prostituzione (escorts) o nella parte illegale (bordelli illegali, prostituzione di strada al di fuori delle zone apposite).

C’è attualmente uno spostamento di focalizzazione, nel senso che la Polizia sta ora lavorando su nuovi metodi e concentrerà le proprie risorse sulla lotta alla Tratta di Esseri Umani e sui lati illegali della prostituzione.

 

Prostituzione non volontaria (Tratta di Esseri Umani).

In Olanda la prostituzione non volontaria è considerata un crimine, proibito dal Codice Penale. Dopo la legalizzazione si sono fatte azioni contro la prostituzione di strada con il risultato che molte donne senza permesso di lavoro o di residenza, che prima lavoravano nei bordelli, sono state espulse dall’Olanda.

Una condizione per gestire un bordello legale è di non impiegare donne senza permesso di lavoro o residenza o donne che sono forzate a prostituirsi. I bordelli legali servono perciò da freno contro la prostituzione illegale.

Si spera che questo meccanismo di auto-regolamentazione del mercato possa togliere spazio alle possibilità di lavoro per la prostituzione forzata.

 

Anche il sesso con minori è colpito dal Codice Penale. Nella misura in cui queste ragazze sono nelle zone di tolleranza, vengono spesso scoperte dalla Polizia o dagli operatori sociali e sovente anzi sono le prostitute adulte, che non apprezzano la loro concorrenza, ad indicarle alla Polizia. Le ragazze minorenni non ottengono impiego nei bordelli legali. Il solo mercato per loro è quello “invisibile”, per esempio quello su Internet o nei bordelli illegali.