La prostituzione in Italia - La Leggenda Metropolitana di Don Benzi

La prostituzione in Germania.


Tra i paesi europei, la Germania è uno di quelli con il maggior numero di prostitute (probabilmente, anzi, è proprio al primo posto).
Le stime variano da 300.000 a 400.000 prostitute, la metà delle quali straniere, con 1.2 milioni di clienti al giorno per un giro di affari di 6.4 miliardi di euro all'anno.
Numeri imponenti, che ridimensionano quelli dell'Italia con le sue 70.000 prostitute stimate e fanno meditare sui veri motivi per i quali la prostituzione in Italia causa allarme sociale.
Nonostante questi numeri, infatti, la prostituzione in Germania è da decenni in situazione sostanzialmente "tranquilla" (nonostante l'altissima percentuale di immigrate), senza eccessivi allarmi per la criminalità, la pubblica decenza e l'ordine pubblico.
Miracolo? No.
Ordine e razionalità tedesca? Beh, in fondo si può dire che è proprio così.

Da decenni in Germania la prostituzione, anche nelle sue forme "organizzate", è sostanzialmente tollerata ed accettata, anche molto prima della recente legge (2002) che la legalizza e la regolamenta (e della quale parleremo in seguito).
Nonostante l'esistenza di leggi che la ostacolavano e che venivano a volte utilizzate per cercare di impedirne l'attività ("offesa al pudore", favoreggiamento della prostituzione), la prostituzione ha da molto tempo trovato un "modus vivendi" con la società tedesca, sostanzialmente "alla luce del sole" e ben organizzato, con vantaggio di tutti (tranne i criminali).
La nuova legge ha spazzato via quelle vecchie norme, ma nei fatti è divenuta operativa in una situazione dove l'esercizio della prostituzione già prima non causava allarme sociale.

La stragrande maggioranza (circa due terzi) delle prostitute tedesche lavora in Eros Center, Club e Bar.
Un pò meno del 20% lavora come "call girl" o "escort".
Si stima che solo il 16% lavori in strada, una percentuale che "a vista" sembra addirittura decisamente sovrastimata per chiunque abbia avuto spesso occasione di percorrere le strade delle città tedesche dopo il calar del sole: le prostitute che si vedono in strada si contano sulle dita di una mano, quando si contano, in qualsiasi città.
Un ottavo del totale è tossicodipendente ed è probabilmente qui che si ritrova il grosso della limitata prostituzione "stradale" (come peraltro accade in Italia con le prostitute autoctone di strada).

Di tutte le strutture per l'esercizio della prostituzione gli Eros Center sono (assieme ai club FKK, "saune nudiste" dedicate alla prostituzione) quelli che più caratterizzano la situazione tedesca.
Lungi dall'essere le ridicole caricature (le "casette chiuse", come qualcuno con azzeccata ironia le ha chiamate) prospettate da qualche proposta di legge italiana ("Al massimo 10 prostitute per Eros Center!", tuona la Lega; "Solo in appartamenti privati, con al massimo tre prostitute per appartamento!", propongono Forza Italia e anche certi esponenti della Sinistra) gli Eros Center tedeschi si distinguono per la loro razionalità e le loro dimensioni.

Andate a Francoforte, zona stazione principale, e troverete uno degli esempi più significativi ed imponenti: un paio di strade quasi "dedicate" al divertimento, soprattutto quello basato sul sesso.
Un rettangolo di poche centinaia di metri con normali bar, sale giochi, Sex Shops, Peep Shows, Sex Bars e diversi Eros Center, dove centinaia di prostitute lavorano tranquillamente senza dar fastidio a nessuno e senza essere disturbate.
Gli Eros Center sono qui "condominii" di quattro o cinque piani, simili ad alberghi, con decine e decine di stanze che affacciano sui corridoi.
Il termine inglese è "walking-thru brothel", ovvero un bordello dove il cliente passeggia per i corridoi, passando da un piano all'altro, osservando le ragazze che attendono sulla soglia delle stanze aperte.
Molte ragazze aspettano all'interno, sedute ad ascoltare musica, leggere un libro o telefonare, lasciando la porta aperta in modo da farsi vedere.
Tutte sono vestite più o meno succintamente, di solito in biancheria intima, senza volgarità e mostrando meno di quello che si può comunemente vedere in spiaggia (è molto raro che qualcuna mostri il seno).
E' l'equivalente tedesco dei quartieri con le "ragazze in vetrina" di Amsterdam (peraltro anche in Germania vi sono zone simili).
Se il cliente trova una ragazza di suo gradimento si accorda con lei, entra, la porta si chiude e si ha il rapporto.
Il tutto a tariffe analoghe a quelle che si hanno negli altri paesi (50-100 euro, a seconda della prestazione richiesta, per una mezz'ora), usando il preservativo.
Le ragazze sono in parte tedesche, in gran parte straniere (dall'Europa dell'Est, thailandesi, sudamericane, africane ...).
Le più "economiche", come sempre, sono le ragazze africane di colore (30 euro), che solitamente si trovano agli ultimi piani degli edifici.
Le prostitute devono pagare l'affitto delle stanze, spesso molto alto (anche 150 euro al giorno, parte dei quali in certi casi va allo Stato o agli enti locali) anche perchè i proprietari degli Eros Center lavorano a volte in condizioni di quasi monopolio, con grandi Eros Center presenti nelle maggiori città tedesche.
Si spera che la nuova legge, abolendo il reato di favoreggiamento, consenta lo sviluppo di una maggiore concorrenza ed anche autogestione, in modo da abbassare i costi per le prostitute.
E' da notare, comunque, che nonostante costi così alti le tariffe sono assolutamente analoghe a quelle di altri paesi, perfino a quelli delle prostitute straniere in Italia che "adescano" in strada e "consumano" nel loro appartamento.
Ciò è certamente dovuto anche al fatto che la struttura dei "walking-thru brothels" è molto efficiente in termini di facilità di contatto tra prostituta e cliente, consentendo alle prostitute di farsi vedere da molti potenziali acquirenti, di acquisire un numero di clienti probabilmente molto superiore a quello che si avrebbe in strutture individuali come appartamenti privati e permettendo così di sostenere alti costi per l'affitto.

La prostituzione fatta in Eros Center presenta vantaggi per il cliente: alto numero di prostitute localizzate in aree limitate, ampia varietà e scelta, tariffe abbordabili.
In più, un certo livello di sicurezza sanitaria (l'obbligatorietà dei controlli dipende anche dalle regolamentazioni localmente stabilite dai vari Lander o comuni).
Ma ancora di più presenta vantaggi per le prostitute: lavoro al chiuso, separazione dell'attività professionale dalla vita privata (dopo il lavoro, tornano nel loro appartamento), sicurezza personale (in caso di pericolo i "buttafuori" dell'Eros Center possono essere avvertiti rapidamente premendo un pulsante nascosto e comunque le colleghe stesse sono alla porta accanto, a portata di voce; la stessa Polizia pattuglia regolarmente le zone a luci rosse, in certi casi con la presenza di una stazione di Polizia al centro del quartiere stesso).
Anzi, in un Eros Center la prostituta può tranquillamente "ingannare" il cliente promettendo prestazioni senza mantenerle e farlo buttare fuori se questi protesta troppo energicamente, mentre la recente legge le consente di fare causa al cliente che non paghi!
Si può dire che sia la prassi sia la legge tedesca proteggano di più la prostituta che non il cliente. E, in fondo, non è una cosa sbagliata, anche perchè comunque le prostitute "disoneste" vengono poi "punite" dal mercato, dalla concorrenza di quelle più corrette ...
E la prostituzione così praticata presenta vantaggi anche per chi non ne è interessato, per chi a prostitute non ci va: maggiore sicurezza sanitaria, in generale, e praticamente niente prostitute in vista per le strade.

Chiunque passeggi per le strade di una città tedesca si accorgerà che la prostituzione di strada è praticamente inesistente: a parte qualche tossicodipendente, soprattutto nelle zone più "brutte" (come vicino alle stazioni ferroviarie), non si vede una prostituta in strada.
Una eccezione "storica" è la strada statale che da Dresda porta al confine con la Repubblica Ceca, direzione Praga, dove si trovano molte prostitute (soprattutto ceche, che si spostano in Germania dalla vicina frontiera).
A parte Berlino, che è (guarda caso!) una città storicamente carente di Eros Center, poco altro si trova in strada.
Per il resto, se uno esce dalla zona degli Eros Center (dove comunque il 99% della prostituzione è al chiuso) le strade sono "pulite": a Francoforte, uscendo dalla zona della stazione ferroviaria principale per trovare altre prostitute si deve attraversare tutto il centro, fino ad arrivare dalla parte opposta della città dove si trova un più piccolo quartiere "a luci rosse", ma sempre al chiuso.
Le altre città tedesche, da Amburgo (dove c'è anche, come in altre città, una apposita zona "di strada") ad Hannover, da Colonia ad Essen, sono in situazione assolutamente analoga.

Tutto bene, dunque?
E la criminalità?

Beh, che anche la malavita gestisca Eros Center e Sex-Bars in Germania è certo.
Nulla di nuovo sotto il sole, peraltro: da sempre la prostituzione, per il suo marchio "peccaminoso", ricade in quelle attività dove la malavita cerca di inserirsi e in parte ci riesce.
Non è solo la prostituzione ad essere in tale situazione, ovviamente, ma tutto ciò che viene considerato "vizio": alcool, sigarette, gioco d'azzardo, scommesse ...
Perciò sono assolutamente ipocriti gli alti lamenti moralistici che si scagliano contro la prostituzione tentando di farla identificare come attività criminosa: lo è non più dei Casinò, delle corse dei cavalli o dello spaccio di alcolici ai tempi del proibizionismo ...
La Germania non fa eccezione, ma va detto subito che le caratteristiche della presenza della malavita non autorizzano affatto ad identificare in modo generalizzato tale presenza con la tratta e la schiavitù: gestire un Eros Center, anche approfittando economicamente di una situazione di monopolio o comunque di forza contrattuale, non vuol dire di per sè schiavizzare, costringere le prostitute.
E così come per una pizzeria gestita da mafiosi, è la mafia da combattere, non la pizzeria ...

In Germania hanno recentemente approvato una nuova legge che migliora l'aspetto normativo di una situazione che era già buona sotto l'aspetto della realtà concreta.
In Italia, invece, i nostri politici continuano a baloccarsi con fantasiose e improbabili invenzioni o addirittura a sostenere, con grande sprezzo del ridicolo, che la Legge Merlin ha chiuso con la questione, quarant'anni fa ...



La nuova legge sulla prostituzione in Germania (2002).

La Germania è un paese di cui si è parlato molto, negli ultimi anni, a proposito della sua regolamentazione della prostituzione.
Dal 1 gennaio 2002, infatti, è diventata operante una legge che riconosce la prostituzione come occupazione legittima e consente alle prostitute di fare causa al cliente che si rifiutasse di pagare la prestazione.
Inoltre la legge ha cancellato la definizione di "immorale" prima presente nella legislazione a proposito della prostituzione.
Infine, la nuova legge consente alle prostitute di registrarsi al fisco, con il risultato di pagare le tasse e di avere in cambio i benefici del sistema di "welfare" tedesco: pensione, assistenza sociale, assistenza sanitaria, ...

Bene, delle 300-400mila prostitute che lavorano in Germania, dopo qualche mese solo pochissime si sono registrate ufficialmente.
Qualcuno potrebbe dire che ciò è il fallimento della legalizzazione e la dimostrazione che regolamentare è inutile.
E magari qualcuno dirà che ciò dimostra che è inutile parlare di aprire anche in Italia gli Eros Center, tanto la prostituzione non si regolarizzerebbe e rimarrebbe alla mercè della criminalità.

Invece la situazione tedesca dimostra proprio il contrario: decenni di presenza degli Eros Center in Germania, ben organizzati e nei fatti completamente tollerati se non legalizzati, hanno portato ad una situazione nella quale la nuova legge, paradossalmente, è ... quasi superflua!
Almeno sotto l'aspetto delle condizioni di lavoro delle prostitute, oltre a quelli della "pubblica decenza" e della limitazione degli aspetti criminali.
E ciò spiega come mai le prostitute non si siano precipitate in massa a regolarizzarsi.
E' una situazione che molto probabilmente si verificherebbe anche in Italia, certamente con le prostitute italiane (mentre parecchie diversità presenta il caso delle straniere).

Le interviste alle prostitute tedesche che lavorano negli Eros Center e nei quartieri a luci rosse, fatte qualche mese dopo l'entrata in vigore della legge, fotografano bene la situazione:
"Non penso che faccia alcuna differenza. Io non ho affatto bisogno di ulteriore protezione. Ho già una pensione privata." (Maria, 23 anni, lavora nel tratto di strada "regolato" del quartiere a luci rosse di Amburgo)

Unite questi fatti:
- la situazione sostanzialmente tranquilla nella quale le prostitute possono lavorare in Germania, da decenni, grazie anche alla presenza di strutture come Eros Center o Sex-Bars
- il fatto che molte vorrebbero godere dei benefici del welfare ma non vorrebbero far sapere che lavorano come prostitute (anche per paura di essere socialmente emarginate una volta cessata l'attività)
- il fatto che molte ragazze giovani vedono la prostituzione come attività temporanea, solo di pochi anni, e non sono interessate a benefici come la pensione, a fronte della prospettiva di dover lasciare subito al fisco una parte consistente dei propri guadagni
- il fatto che metà delle prostitute sono straniere e che registrarsi nella maggior parte dei casi sarebbe come confessare la propria condizione precaria (se non clandestina) sotto l'aspetto dei permessi di soggiorno, aspetto che la legge non affronta
- il fatto che la legge è nuovissima e tante preferiscono per ora "stare alla finestra" a vedere come si evolve la situazione, prima di regolarizzarsi

Unite tutte queste cose e capite facilmente come mai le prostitute in Germania, pur con grandi ed aperti apprezzamenti da parte loro per questa legge, non sono corse a regolarizzarsi e probabilmente non lo faranno in massa neppure nell'immediato futuro: non hanno un reale bisogno di quella legge, almeno per quanto riguarda gli aspetti pratici del loro lavoro.

Non ne hanno bisogno perchè la situazione in Germania, grazie anche agli Eros Center e al clima di generale tolleranza che c'è da tempo, è tale che in grandissima maggioranza:
- non sono sfruttate e possono guadagnare bene (anche quando devono pagare un affitto alto per una stanza di un Eros Center)
- non sono schiavizzate
- lavorano già quasi tutte in situazione "comoda" e sicura, al chiuso
- le forze dell'ordine non disturbano inutilmente il loro lavoro (perfino prima della legalizzazione) se non ci sono concreti motivi (niente "multe", "sequestri di auto" o altre ridicole "attività di contrasto" all'italiana ...)

La nuova legge, quindi, non ha fatto altro che consolidare e dare una protezione legislativa ad un felice stato di fatto che comunque esisteva da anni, aggiungendo ulteriori diritti per le prostitute.

Che comunque la legge sia considerata positiva dalle prostitute è indubbio.
Tanto che è considerata anche una vittoria personale di Felicitas Weigmann, una ex-prostituta ora proprietaria di un bordello di Berlino che da anni si batteva per il riconoscimento dei diritti e della dignità delle prostitute.

"Quello che è importante è la decriminalizzazione ed il riconoscimento simbolico. - afferma la Weigmann - "Vuole anche dire maggiori diritti."
E Anita, un'altra prostituta di Amburgo, aggiunge: "Non molte useranno questa legge, ma per quanto siano poche è un passo nella giusta direzione. E' una cosa buona se la pubblica opinione riconosce questo come un lavoro."

E a proposito del problema delle immigrate irregolari, Veronica Munk, che dirige un gruppo di Amburgo per l'assistenza alle donne straniere, afferma che: "E' solo un primo passo, molto positivo ma ulteriori passi devono essere fatti. Se la prostituzione è ora riconosciuta come un lavoro, dovremmo concedere i visti di ingresso alle straniere che vogliono venire a fare quel lavoro."

Per ulteriori dettagli e considerazioni sulla nuova legge tedesca:

http://www.dweb.repubblica.it/archivio_d/2001/10/16/attualita/dalmondo/036sol27236.html
http://www.unionesarda.it/unione/2000/02-12-00/ESTERI/ECO03/A00.html
http://www.spaziodonna.com/articolo.phtml?f_id=1006
http://www22.mondadori.com/panorama/area_2/9168_2.html
http://www.fingaz.co.zw/fingaz/2002/May/May3/1174.shtml



Per chi volesse avere un'idea di cosa sono i "famigerati" Eros Center tedeschi, do qualche link che illustra uno dei "quartieri a luci rosse" più noti (e probabilmente il più grande), quello di Francoforte:

http://frankfurt.usa-sexguide.com/ (da un'idea piuttosto realistica di ciò che ci si trova; anche se, per la verità, parecchie ragazze di quegli Eros Center sono decisamente molto meglio delle prostitute ritratte in quelle foto! ;-)
http://www.roteshaus.com/ (sito di uno degli Eros Center del quartiere a luci rosse; qui almeno le foto rendono giustizia al livello medio di "beltà" delle donne che vi lavorano. Ma non pensiate di andare là ed essere certi di trovare proprio quelle, il turn-over è frequente ...)
http://www.ffm-forum.de/ (informazioni e Forum, in tedesco)
http://pub136.ezboard.com/fffmforumffmforum (Forum in tedesco)