La prostituzione in Italia - La Leggenda Metropolitana di Don Benzi

La prostituzione in Svezia.


A chi ascolta i dibattiti sulla prostituzione in Italia, in questi ultimi anni, può capitare di porsi una domanda, se non conosce molto l'argomento: come mai esponenti riconosciuti del bigottismo sessuofobo italiano (e non solo cattolici) sembrano avere preso come punto di riferimento un paese, la Svezia, che è "storicamente" noto come paese "sessualmente libero"?
Si capisce bene l'odio dei bigotti per la "libertina" Olanda, si capisce bene l'imbarazzato silenzio sulle scelte compiute dalla cattolica Spagna sulla legalizzazione della prostituzione; ma come mai la Svezia è diventato il "paese guida" per i Don Benzi d'Italia (e non solo d'Italia, come vedremo)?

Bene, chi è informato (e questa è una informazione che i media hanno dato spesso negli ultimi anni) sa che da qualche anno (dal 1999) in Svezia è in vigore il primo ed unico esempio al mondo di legge che PUNISCE I CLIENTI DELLE PROSTITUTE, SENZA PUNIRE LE PROSTITUTE STESSE.
Che, per inciso, sarebbe come punire i tossicodipendenti senza punire gli spacciatori di droga.

Incredibile! Il sogno di Don Benzi realizzato dalla evoluta e non sessuofoba Svezia!

Beh, cerchiamo di capire come si è potuti arrivare a questa follia illiberale (che tale la considero, senza alcun dubbio).

La Svezia è un paese di 8 milioni e mezzo di abitanti; la stima del numero di prostitute, almeno prima della legge del 1999, era (è ancora?) di 2500 prostitute, delle quali circa 700 immigrate (http://www.ex.ac.uk/politics/pol_data/undergrad/aac/swed.htm).
Facciamo subito un confronto con l'Italia: per l'Italia si stima almeno una prostituta ogni 1100 abitanti (almeno 50.000 prostitute su 56 milioni); per la Svezia siamo ad una prostituta ogni 3400 abitanti (2500 su 8,5 milioni).
Perciò la "densità di prostitute" in Svezia, anche prima della legge, era solo circa un terzo di quella italiana.
E se confrontiamo la Svezia con paesi come la Germania o l'Olanda, per i quali si stima addirittura una prostituta ogni 200-700 abitanti (da 300.000 a 400.000 prostitute stimate in Germania su 80 milioni di abitanti; da 25.000 a 50.000 in Olanda, su 16 milioni), si vede bene che la "densità" della Svezia è addirittura attorno a un decimo di quella di quei paesi!

Paesi infelici, quelli, in preda ad un'"emergenza prostituzione"? Macchè!
Da anni in Olanda e in Germania la prostituzione non rappresenta un problema nè di ordine pubblico nè di pubblica moralità, grazie anche ad una situazione di quasi auto-regolamentazione (leggi: tolleranza verso le strutture come gli Eros Center, anche prima della loro piena legalizzazione) che ha dimostrato nei fatti la sua efficacia positiva.
E come ormai tutti sanno, pochi anni fa (e, cosa molto significativa, DOPO che la Svezia aveva già approvato la sua legge repressiva!) Olanda e Germania hanno poi legalizzato la prostituzione.
Il confronto con la cattolica Spagna, dove la "densità" di prostitute probabilmente è anche più alta (forse una prostituta ogni 133 abitanti!) e dove la prostituzione è felicemente regolamentata, è ancora più stridente con la scelta della Svezia.

Altro elemento di valutazione: la "terribile" prostituzione di strada, scandalo dei benpensanti, è comunque sempre stata una quota piuttosto piccola (circa 1/3) della già limitata prostituzione svedese.
Così come estremamente limitati, peraltro, sono sempre stati i fenomeni di prostituzione minorile.

Ma allora: se in Svezia le prostitute sono sempre state poche, e molto poche in strada, per quale motivo si è sentita l'esigenza di fare una legge "per stroncare la prostituzione"?

Beh, credetemi, la risposta è: NON C'ERA ALCUN MOTIVO.
O, per lo meno, non c'era alcun motivo oggettivo CONFESSABILE.

La verità è che, come molti hanno rilevato, questa legge è stata fatta per due motivi:
1) un motivo IDEOLOGICO di stampo VETERO-FEMMINISTA
2) un motivo XENOFOBO

Cominciamo dal secondo motivo: la xenofobia, rivolta all'immigrazione dall'Est (prostitute incluse) che ha seguito, in Svezia come in tutta Europa, la caduta del Muro di Berlino.
Noi, che abbiamo la Lega in casa, non dovremmo fare fatica a comprendere la faccenda, soprattutto se pensiamo al timore di "invasione" da parte dei cittadini di uno stato ordinato ed efficiente come la Svezia ...

Ma secondo me non c'è dubbio che il motivo principale è il primo.
La Svezia è uno dei paesi più avanti in fatto di parità uomo/donna.
Basti pensare che il 40% del parlamento svedese è costituito da donne.
Senza voler generalizzare una critica a tutto l'universo femminile e neppure a tutti i movimenti femministi, temo che la legge svedese sia un esempio raggelante dei guasti che un femminismo intollerante e irrazionale può fare, almeno su certi temi, quando suoi esponenti vanno addirittura al governo di una moderna democrazia.

Volete sapere CHI ha fatto quella legge, e per quali motivi?
Bene, riporto qui un brano, quello che parla della prostituzione, di un più ampio intervento fatto da Margareta Winberg, Ministro per la Parità tra i Sessi del Governo Svedese, al congresso su "Donne, Lavoro e Salute" di Stoccolma, 5 giugno 2002.
La Winberg è una dei principali artefici e sostenitori di quella infausta legge del 1999 che ha criminalizzato i clienti delle prostitute e molto probabilmente spostato il grosso della prostituzione in clandestinità.

"I would also remind us all of the underlying causes of trafficking in women and prostitution. Prostitution is never a work or a result of a woman's free choice and all trafficking is forced. The causes are:· A patriarchal society· Poverty steaming from the inequitable distribution of resources between women and men· Rapes, incest and other form of the male violence against women· The "feminisation" of poverty

Like all other markets the sex industry depend on buyers for their operation. Without men who believe that they have a self-assumed right to buy other peoples bodies and use them for their own pleasure we would have no prostitution. The sexual exploitation of women would cease.

In Sweden, a law prohibiting the purchase of sexual services has been in force for three years now. An offence under this act is punishable by fines or a maximum of six months' imprisonment. Since its introduction, the incidence of street prostitution has fallen sharply. The act has also made it possible for the police to take action against brothels and other actors in the prostitution industry. The Swedish law criminalizes the buyer - usually a man - not the prostituted woman. The latter must be given the opportunity and support to exit. Professional groups that come in contact with these women often declare that they have never met a single prostituted woman who is real happy with her life."


(tratto da http://www.ukmm.org.uk/issues/swedishminister.htm)

Traduzione:

"Vorrei anche ricordare a tutti noi le cause che stanno alla base della tratta delle donne e della prostituzione. La prostituzione non è mai un lavoro o il risultato della libera scelta delle donne e tutto il mercato delle prostitute straniere è schiavizzato.
Le cause sono: Una società patriarcale - La povertà che deriva dall'ineguale distribuzione delle risorse tra donne e uomini - Stupro, incesto ed altre forma di violenza maschile verso le donne - La "femminizzazione" della povertà.

Come ogni altro mercato l'industria del sesso dipende dai compratori, per poter operare. Senza uomini che credono di potersi arrogare il diritto di comprare il corpo di altre persone ed usarlo per il proprio piacere non ci sarebbe prostituzione. Lo sfruttamento sessuale delle donne cesserebbe.

In Svezia, una legge che proibisce l'acquisto di prestazioni sessuali è in vigore da quattro anni a questa parte. Un reato in violazione di questa legge è punibile con multe o con l'imprigionamento fino a sei mesi. Dalla sua introduzione, l'incidenza della prostituzione di strada è nettamente diminuita. La legge ha anche reso possibile per la polizia agire contro i bordelli ed altri soggetti dell'industria della prostituzione. La legge svedese criminalizza il compratore - che di solito è un uomo - non la donna che si prostituisce. A quest'ultima deve essere data l'opportunità ed il supporto per uscire dalla prostituzione. I gruppi di operatori professionali che vengono in contatto con queste donne spesso dichiarano che non hanno mai incontrato una sola donna prostituta che sia veramente contenta della propria vita."


[NOTA: la mia traduzione di "all trafficking is forced" è un pò elaborata a causa dell'uso sbagliato del termine "trafficking" da parte della Winberg. Secondo la definizione accettata dalla Comunità Europea (ovvero la definizione di "trafficking in human beings" data nella risoluzione adottata dal Parlamento Europeo il 18 Gennaio 1996) il termine "trafficking" implica già la forzatura, ovvero lo schiavismo, non c'è bisogno di definirlo "forced". Forse sarebbe opportuno che qualcuno lo spiegasse alla "ministro" svedese, visto che purtroppo pretende di occuparsi di prostituzione ...]

Il mio commento:
il commento sull'ultima affermazione della Winberg: "... non hanno mai incontrato una sola donna prostituta che sia veramente contenta della propria vita" lo lascio fare a chi è molto più efficace e credibile di me! ;-)

"A noi questo mestiere va bene, non vogliamo farne un altro, vogliamo solo farlo più tranquillamente e con certe garanzie. (...) Pretendiamo di farlo in tutta tranquillità, senza essere continuamente prese di mira dalla polizia o dai benpensanti".
Carla Corso, leader delle prostitute italiane, nel suo libro "Ritratto a tinte forti".


Per il resto, se la legge svedese non fosse tragicamente repressiva, illiberale e controproducente per le stesse donne prostitute, l'intervento della Winberg sarebbe perfino fonte di ilarità.
Al di la delle tipiche affermazioni "alla Don Benzi" (tipo: "comprare il corpo di altre persone", "la prostituzione non è mai un lavoro o il risultato della libera scelta delle donne e tutto il mercato delle prostitute straniere è schiavizzato"), di provata falsità, basti leggere il suo grottesco elenco, in stile vetero-femminista, delle "cause della prostituzione"!

La Winberg, ovviamente, è solo una dei fautori della legge.
Vediamo cosa ha affermato Ursula Berge, ex deputato svedese che è stata una delle promotrici della legge, ad un convegno recentemente organizzato dall'associazione di Don Benzi (ovviamente a quel convegno a senso unico non sono stati invitati esperti o politici per presentare le esperienze olandesi, tedesche, spagnole, ...).

"Se anche la prostituzione fosse libera scelta, perché dovrebbe essere più importante di altre libertà? Si vieta il commercio di organi, ma perché si permette la vendita del corpo delle donne, con la conseguenza tra l'altro di diffondere l'idea che la donna può essere comprata?"

Il mio commento:
è un commento semplicissimo: nella prostituzione non c'è nessuna VENDITA, nè DANNO per la prostituta (sempre che non ci sia violenza nè fisica nè psicologica).
Una cosa completamente diversa dal vendere un organo (chi vende un rene e rimane con un rene solo ha subito un indubbio DANNO biologico, tanto da dover solo sperare che l'unico rene rimasto non si ammali).
E bisognerebbe ricordare alla Berge quello che dicono molte prostitute:
noi non VENDIAMO il nostro corpo, casomai lo diamo in AFFITTO MOLTO TEMPORANEO (e spesso a caro prezzo, aggiungo io ...)!

Ancora la Berge:

"Un'altra tesi sostenuta dai sostenitori della legalizzazione - continua Berge - è che la prostituzione sia un lavoro come tutti gli altri. Ma come è possibile, se anche i più convinti sostenitori ritengono che si debbano aiutare coloro che vogliono smettere, predisponendo percorsi e sostegni? Perché lo stesso non viene fato con dottori, avvocati, spazzini? Qual è la differenza? Semplice, la prostituzione non è un lavoro ordinario!"

Il mio commento:
è vero, la prostituzione non è un lavoro come un altro. Non lo è soprattutto per la presenza di persone come la Berge, che fanno di tutto non solo per colpevolizzarlo ma anche per mantenerlo o addirittura spingerlo nella clandestinità, in mano alla criminalità!
E i sostegni che si chiedono, da parte dei sostenitori della legalizzazione, per chi vuole "smettere" sono in realtà, a differenza di quanto afferma la Berge, i sostegni chiesti per aiutare quella piccola minoranza che è schiavizzata: la grande maggioranza, volontaria, può autonomamente smettere quando vuole e quasi sempre con un bel gruzzolo di soldi messi da parte ...

Non credo sia necessario cercare altri esempi.
Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, ora dovrebbe essere molto chiaro qual'è il genere di persone che hanno fatto quella legge ...

Ho tratto il brano del discorso della Winberg da un sito inglese "per la difesa dei diritti degli uomini", che in fondo (riferendosi anche a tutte le altre affermazione della Winberg su altri argomenti) mette il commento "Quando avrà termine questa pazzia?".
OK, quegli inglesi sono "maschilisti" ...
Purtroppo, però, ho trovato interventi della Winberg, dello stesso tenore, riportati, e questa volta in senso positivo, anche su un sito svedese: un sito di UOMINI svedesi "pentiti" dell'"oppressione" degli uomini sulle donne! (http://www.man-net.nu/engelsk/start.htm)
Francamente, quando l'ho visto sono rimasto esterrefatto: mi va benissimo che gli uomini si oppongano ad ogni forma di violenza verso le donne.
Ma se in uno dei paesi al mondo in assoluto dove i problemi per le donne sono MINORI esiste la "spinta" per uomini svedesi di fare pubblico "atto di contrizione" anche mediante un sito web, beh ... questo spiega molte cose sul CLIMA FEMMINISTA (starei quasi per dire di OPPRESSIONE FEMMINISTA, ma mi trattengo ...) che ci deve essere in Svezia!
Io sono per la parità ... e proprio per questo non invidio gli uomini svedesi ed il lavaggio del cervello che stanno ricevendo, anche lasciando perdere il discorso specifico sulla prostituzione!

Lavaggio del cervello, è bene ricordarlo, che va avanti da oltre vent'anni: infatti tutta questa storia dell'assimilare la prostituzione alla violenza sulle donne trae origine dai movimenti femministi svedesi della metà degli anni '70.
E' stato nel 1977 che il Ministero della Giustizia svedese ha istituito un Comitato sui Crimini Sessuali, a maggioranza femminile, ed uno speciale Rapporto Prostituzione, anch'esso guidato da donne.
Tutta questa follia sulla prostituzione svedese è iniziata allora.

OK: abbiamo visto che quella legge è una LEGGE IDEOLOGICA FEMMINISTA, del FEMMINISMO REPRESSIVO.
E' indispensabile ricordare, infatti, che esiste anche un FEMMINISMO LIBERALE che difende la liceità della prostituzione come diritto alla libera autodeterminazione della donna.
Questo femminismo svedese illiberale, invece, non poteva ovviamente accanirsi sulle donne prostitute ed ha scelto invece di cercare di eliminare la prostituzione accanendosi, come c'era da aspettarsi, sugli uomini, ovvero i clienti.
Le giustificazioni addotte per questo atto che è un'autentica mostruosità illiberale, che interviene direttamente a reprimere quella che è una libera scelta della sessualità individuale, sono piuttosto simili o addirittura coincidenti a quelle di Don Benzi, salvo il fatto che non si basano su argomentazioni religiose e non legano il sesso al sacramento del matrimonio.
In entrambi i casi partono da una ARGOMENTAZIONE IDEOLOGICA, che non ha attinenza con la realtà: nessuna donna fa la prostituta per scelta, perciò la prostituzione in sè è una brutta cosa.
Come conseguenza di ciò, per poter difendere questa argomentazione di fronte all'esistenza di migliaia di prostitute, sia il cattolico Don Benzi che il governo femminista socialdemocratico svedese devono appoggiarsi ad un'altra falsa asserzione: che TUTTE LE PROSTITUTE SONO SCHIAVE.
Così, sia il prete fanatico di Rimini sia le femministe (e i femministi ...) svedesi si trovano sulle stesse posizioni per difendere ognuno la propria idea di donna, una donna che esiste più che altro nella loro testa e nella loro ideologia: la donna-moglie-sacralizzata-dal-matrimonio di Don Benzi, la donna-oppressa-dagli-uomini-sfruttatori della Winberg.
E in entrambi i casi l'unica "via di uscita" che viene lasciata alle prostitute è quella di ... redimersi!

In Svezia, inoltre, hanno aggiunto altre motivazioni francamente incredibili (ovvero inaccettabili), come quella secondo la quale questa legge serve a migliorare i rapporti interpersonali tra uomini e donne, perchè dato che gli uomini svedesi non potranno più "sfogarsi" con le prostitute saranno giocoforza costretti a cercare di intrecciare relazioni con donne "normali"!
Il che la dice lunga sia sull'opinione che i fautori della legge hanno degli uomini sia sul loro concetto di rispetto per le scelte di vita individuali (a quando la "tassa sui single"?).
Qualche sostenitore della legge la ha paragonata all'azione repressiva del padre di famiglia che esercita la propria autorità sui figli "per il loro bene"!
Qui non siamo solo allo "Stato Etico", siamo allo "Stato Etico e Paternalista" e se ne vantano pure ...

Va bene: è una legge ideologica. Ma FUNZIONA?
Ovvero:
1) ottiene gli obiettivi per i quali è stata promulgata (eliminare tutta la prostituzione, sia dalle strade sia dagli Eros Center e dagli appartamenti)?
2) ha altri effetti "secondari", desiderabili o indesiderabili, al di là di quelli che sono i suoi obiettivi?


Se si va a vedere quello che dicono i governanti svedesi (e, ovviamente, i loro sostenitori sparsi nel mondo) la legge starebbe funzionando benissimo.
Lo ripetono ad ogni piè sospinto, lo affermano orgogliosamente ad ogni convegno nel quale sono invitati.
E sbandierano i risultati dei sondaggi che darebbero la grande maggioranza degli svedesi favorevole a quella legge (potenza del lavaggio del cervello e della xenofobia inconfessata!).

Purtroppo per loro, nonostante la Svezia partisse da una situazione "facile" per chi avesse mire repressive, la realtà sembra essere sotto molti aspetti tutt'altro che rosea.

Vediamo un recente parere (settembre 2002) di chi può controllare da vicino la situazione, a tre anni dall'introduzione della legge (http://www.walnet.org/csis/news/world_2002/afp-020917-3.html):

"Nella terza maggior città svedese, Malmo, vicino al confine con la Danimarca, la Polizia ha reazioni contrastanti sulla nuova legge.
'La legge ha fatto diminuire del 30 per cento il numero di prostitute nella strada e ha allontanato i "clienti normali" dalle strade. Ma non ha dissuaso i "pervertiti" dal contattare le prostitute', dice l'ispettore Christer Thulin della Polizia di Malmo, che si occupa della prostituzione in quella città.
'E' diventato pericoloso per le prostitute che non sono più in grado di selezionare i loro clienti e che sono sempre più vittime di violenze', ha aggiunto."


Niente male, vero?
Un misero 30% di diminuzione della già limitata prostituzione in strada (altro che "l'incidenza della prostituzione di strada è nettamente diminuita" della Winberg!), la più facilmente controllabile, il che vuol dire allora una certamente irrilevante diminuzione della prostituzione totale e un probabile aumento di quella in appartamento.
Altre stime, più ottimiste, parlano di un 50% di diminuzione della prostituzione di strada in Svezia: ma la prostituzione di strada in Svezia era stimata solo ad un terzo del totale.
Il che vuol dire che la diminuzione del 50% della prostituzione visibile significa solo la diminuzione di UN SESTO della prostituzione totale!
Il resto della prostituzione? Nessuno in realtà sa dove sia finita, ma come vedremo cresce la sensazione, perfino negli ambienti favorevoli alla legge, che la prostituzione (compresa quella parte sparita dalla strada) si sia semplicemente spostata in clandestinità e in parte nei paesi confinanti (dove continua a lavorare anche con i clienti svedesi).
Addirittura, ormai si suppone che la prostituzione totale sia AUMENTATA da quando quella legge è in vigore!
Sarà anche vero che la legge ha fatto spostare parte dei trafficanti di schiave verso altri paesi, nei quali hanno meno controlli dalla Polizia, ma il trafficking è rimasto (tanto che, come vedremo dopo, perfino tra i sostenitori della legge c'è chi sospetta fortemente che sia addirittura aumentato!).
E con lo spostamento in clandestinità c'è stato il (prevedibilissimo) aumento delle violenze verso le prostitute e il proliferare dei "magnaccia"!

Prevedibile? Era davvero prevedibile?
Certo che lo era.
Tant'è vero che ERA STATO PREVISTO: già nel 1999, sei mesi dopo l'entrata in vigore della legge, la stessa Polizia svedese avvertiva degli effetti negativi, presenti e previsti, di quella legge.
Vale la pena di notare, per inciso, che la Polizia svedese ha ricevuto parecchi fondi per far applicare quella legge, quindi non avrebbe motivi per lamentarsi del governo svedese e della legge ...

"Police said at the start of the year there had been a fall in sex trade on
the street, probably due to extra police diligence and interest from local
and international media.
But prostitution in hotels and restaurants has increased, along with the
selling of sex over the Internet.
The National Criminal Police report said Sweden's sex trade was in danger
of becoming more violent in the future, as the law in fact encouraged more
women to be brought in from overseas.
The report, presented to the government, said the new law made it harder to
expose prostitution as clients were not willing to come forward to give
evidence against pimps."


(da una notizia Reuters riportata in http://www.friends-partners.org/partners/stop-traffic/1999/0288.html)

Ovvero:
"La Polizia ha detto che all'inizio dell'anno [1999] c'era stata una forte diminuzione della prostituzione di strada, probabilmente dovuta all'ancor maggiore attenzione della Polizia e all'interesse dei media locali e internazionali.
Ma la prostituzione in hotel e ristoranti è aumentata, assieme alla vendita del sesso su Internet.
Il rapporto della Polizia Criminale Nazionale ha affermato che il mercato del sesso in Svezia rischia di diventare più violento in futuro, dato che in realtà la legge ha incoraggiato l'arrivo di ancora più donne dall'estero.
Il rapporto, presentato al governo, ha detto che la nuova legge renderà più difficile far emergere la prostituzione dato che i clienti non vorranno spingersi fino a testimoniare contro gli sfruttatori."


E non era solo la Polizia svedese a prevedere ciò: anche le organizzazioni delle prostitute hanno pesantemente criticato la legge ed hanno invitato a revocarla, facendo anche previsioni che si sono puntualmente avverate (http://www.europap.net/conference%20reports/IUSWreport.html).
La stessa EUROPAP, notissima organizzazione per la prevenzione dell'AIDS supportata dalla Commissione Europea, già prima dell'approvazione di quella legge ammoniva a non prendere quella strada: "Regarding EUROPAP's position towards Sweden, I think it is clear that the EUROPAP group does not believe criminalization is a good road to follow, and indeed is a danger for public health (and to the sex worker and his or her clients)." (Dr. Ruud Mak, 10 settembre 1997)

Quello che organizzazioni di sex workers, organizzazioni per la salute pubblica e la stessa Polizia svedese prevedevano nel 1999 si è perfettamente verificato, purtroppo, dopo pochissimi anni: la prostituzione è diminuita di poco o nulla, forse è addirittura aumentata, in compenso si è spostata in clandestinità ed è diventata più violenta e anche meno controllabile sul piano sanitario.

La Svezia, che non aveva un'"emergenza prostituzione", se la sta creando con le sue stesse leggi repressive!

E, per inciso, la legge è di così difficile applicazione (il cliente dovrebbe essere colto in flagrante o confessare spontaneamente, per essere incriminato) che pochissimi sono stati i clienti realmente condannati.
Fuori dalla prostituzione di strada, andare con prostitute in Svezia, in clandestinità, non vuole affatto dire finire nei guai.
Legge dannosa ed inefficace, perfino nei suoi obiettivi illiberali, quindi.

Naturalmente il governo svedese si rifiuta di ammetterlo e, anzi, intensifica la propaganda a favore della sua legge, cercando di farla diventare un esempio per altri paesi.
E qualcuno rischia di cascarci: a parte la "passione" dell'italiano Don Benzi per quella legge, perfino in Australia e Nuova Zelanda chi si oppone ideologicamente alla prostituzione cerca di trovare in quella legge un appoggio (ovviamente si guardano bene dal dire che sta fallendo!).

E nel già citato articolo http://www.walnet.org/csis/news/world_2002/afp-020917-3.html si legge della analoga "tentazione" dell'opposizione socialdemocratica danese.
La Danimarca, per inciso, si trova in una situazione "strana" perchè molte prostitute dalla Svezia si sono spostate in Danimarca e i clienti delle regioni meridionali svedesi spesso si spingono fin lì (cosa ora agevolata anche dalla recente costruzione del ponte tra Malmo e Copenhagen).
Ma si legge anche che pure tra i politici danesi favorevoli c'è chi vuole andare effettivamente a vedere se la legge ha funzionato, ha fatto effettivamente diminuire la prostituzione in Svezia oppure l'ha semplicemente fatta sommergere nella clandestinità (cosa che accadrebbe anche nei paesi confinanti, come Danimarca e Finlandia, se questi seguissero l'esempio svedese).
In altre parole, vogliono controllare che la legge non sia un "bluff", cosa che sono sempre di più a pensare o, almeno, a sospettare.

Non ci credete? Pensate ancora che io stia "sparando a zero" sulla legge svedese semplicemente perchè la contesto e la ritengo illiberale?
Pensate che solo un inveterato "libertino libertario" come il sottoscritto possa fare certe "insinuazioni" su quella legge?
Se è così vi sbagliate.

Leggete qua: http://www1.umn.edu/humanrts/cedaw/sweden2001.html.
E' nientemeno che il CEDAW (Committee on the Elimination of Discrimination Against Women), il Comitato per l'Eliminazione della Discriminazione Contro le Donne che parla, nelle sue Considerazioni Conclusive del 2001 sulla situazione svedese:

"354. While welcoming the criminalization of the purchase of sexual services, the Committee expresses concern that this might have increased the incidence of clandestine prostitution, thereby rendering prostitutes more vulnerable. It also expresses concern that Sweden has become a country of destination for trafficked women.

355. The Committee encourages the Government to evaluate the effect of the current policy of criminalizing the purchase of sexual services, especially in view of the complete lack of data on clandestine prostitution which may have incidental effects on the trafficking of women and girls. The Committee encourages action in Sweden and, through the Government of Sweden, continued efforts within the European Union to combat trafficking of women, including measures to prevent trafficking, the collection of data, the provision of services for trafficked women and measures to penalize those who facilitate such trafficking.

356. Taking note of the efforts of the Government to combat discrimination, the Committee expresses concern about the continuing discrimination against immigrant, refugee and minority women in Sweden, including in education and employment, and at the gender-based discrimination and violence that they face in their own communities. The Committee also expresses concern about discrimination against Sami and Roma women.

357. The Committee urges the Government to take effective measures to eliminate discrimination against immigrant, refugee and minority women and to strengthen its efforts to combat xenophobia and racism in Sweden. It also encourages the Government to be more proactive in its measures to prevent discrimination against immigrant, refugee and minority women, both within their communities and in society at large, to combat violence against them and to increase their awareness of the availability of social services and legal remedies."


E' un pò lungo da tradurre, mi limito a farlo integralmente solo per il punto 354:

"354. Mentre accogliamo con favore la criminalizzazione dell'acquisto di servizi sessuali, il Comitato esprime la preoccupazione che questo possa aver aumentato l'incidenza della prostituzione clandestina, rendendo quindi le prostitute più vulnerabili. Esprime anche la preoccupazione che la Svezia sia diventata un paese di destinazione per donne trafficate."

Si, avete letto bene: perfino il Comitato, che si dichiara esplicitamente favorevole alla criminalizzazione dei clienti, "esprime la propria preoccupazione" per il possibile aumento della prostituzione clandestina e, anzi, della prostituzione clandestina schiavizzata!
Se questo l'avesse scritto un'associazione di prostitute o un cliente di prostitute, lo si potrebbe ritenere "normale".
Ma qui è come se ad esprimere tali preoccupazioni fosse un sostenitore di Don Benzi!

La conclusione è facile da trarre:
se perfino un Comitato esplicitamente favorevole a quella legge "esprime la preoccupazione" per le sue conseguenze negative, vuol dire che ... la sensazione diffusa è che quelle conseguenze negative siano la realtà, non una ipotesi!

In altre parole: il governo svedese sta bluffando, sta nascondendo la realtà, in modo irresponsabile, per difendere la sua scelta illiberale e senza giustificazioni.
Ma il bluff, ormai, sta venendo a galla.

Aggiungiamo, inoltre, qualche ulteriore considerazione sui rimanenti punti del rapporto del CEDAW:

"355. Il Comitato incoraggia il Governo a valutare gli effetti dell'attuale politica di criminalizzazione dell'acquisto di prestazioni sessuali, specialmente alla luce della completa mancanza di dati sulla prostituzione clandestina cosa che può avere effetti non previsti sulla tratta di donne e ragazze."

Niente male, eh?
"Valutare gli effetti [...] specialmente alla luce della completa mancanza di dati sulla prostituzione clandestina [...]".
"Completa mancanza di dati": anche in Italia, chi vede il "problema" solo come quello di "ripulire le strade", costi quel che costi, dovrebbe meditare sui danni dello spingere la prostituzione in clandestinità.
In Svezia hanno voluto fare una legge basata solo sulle proprie fisime ideologiche ed oggi si trovano con una prostituzione nascosta, più violenta e ingovernabile, che probabilmente non è neppure diminuita in numero!
Tanto che perfino tra i più onesti e responsabili dei "fans" di quella legge le preoccupazioni montano ...

"356. [...] il Comitato esprime preoccupazioni sulla persistente discriminazione contro immigrati, rifugiati e donne delle minoranze etniche in Svezia [...]

357. Il Comitato esorta il Governo a prendere misure efficaci per eliminare la discriminazione contro gli immigrati, i rifugiati e le donne delle minoranze etniche e ad intensificare i propri sforzi per combattere la xenofobia ed il razzismo in Svezia. [...]"


Ricordate che dicevo della xenofobia in Svezia? Ecco qua ...


Riassumendo: quella legge, tanto citata dai sessuofobi nostrani, è veramente un fallimento?

Beh, fate un pò voi:
a quattro anni dalla sua introduzione

- le stime sulla diminuzione della prostituzione di strada parlano al massimo del 50% di calo; dato che la prostituzione di strada era circa un terzo del totale, questo calo equivale solo ad UN SESTO della prostituzione totale. Un sesto che non necessariamente è stato ELIMINATO, molto probabilmente si è semplicemente NASCOSTO al chiuso o si è SPOSTATO nei paesi confinanti.

- chi vuole, può controllare da solo che la prostituzione in Svezia non è affatto scomparsa:
basta cercare, ed è molto facile trovarli, i siti web con i quali molte prostitute svedesi che operano in Svezia si pubblicizzano!

Solo qualche esempio:
http://www.escortwanda.com/
http://www.escortcommunity.com/female_escorts/harddomina/
http://www.escortworld.net/europe-escorts/escorts-stockholm-sweden-niinon.php
http://www.escortworld.net/europe-escorts/stockholm-escorts-madeline.php
http://amateur.elitecities.com/lisas/lisasescort.htm
http://surf.to/louise
http://jessica.eroticside.net/
http://www.escortcommunity.com/female_escorts/melissa/
ecc. ecc. ...
Ah, per inciso: ci sono perfino dei Forum svedesi che parlano, anche in termini "pratici", di prostituzione (un esempio: http://www2.flashback.info/scandinavia/forumdisplay.php?f=23 ).
Anche se questi siti sono generalmente ospitati su server che non stanno in Svezia (dove sarebbero colpiti dalla legge), mi pare ce ne sia abbastanza per capire che la prostituzione in quel paese non sia stata affatto "debellata"! ...


- la Polizia stessa è la prima a dire che la prostituzione, spostatasi in clandestinità, è diventata molto più pericolosa per le prostitute stesse e che i crimini contro le prostitute sono aumentati.
Non solo: perfino organizzazioni internazionali femministe favorevoli alla legge, come il CEDAW, ammoniscono contro i danni causati dalla clandestinità, compreso l'aumento stesso delle donne trafficate.
Le operazioni di contrasto della Polizia sarebbero riuscite a far spostare solo una parte del "trafficking" nei paesi confinanti (Danimarca, Finlandia, ...), più "tranquilli" per i trafficanti, e solo in misura limitata.

- i clienti condannati si contano sulle dita di una mano: la legge è quasi inapplicabile, a meno che cliente e prostituta siano colti in flagrante o il cliente scioccamente confessi spontaneamente (una delle prime condanne c'è stata proprio per questo motivo, il cliente non aveva ancora ben chiaro che stava facendo una cosa che era divenuta improvvisamente illegale e ingenuamente lo aveva ammesso ...).

- sebbene sia ora difficile stimare l'entità del fenomeno prostituzione in Svezia, sembra che il governo svedese sia rimasto l'unico a voler negare il fatto che, molto probabilmente, la prostituzione totale è addirittura aumentata, oltre a peggiorare nettamente in "qualità" sotto gli aspetti della sicurezza e del controllo sanitario.


Se qualcuno ancora non ci crede, ecco un illuminante articolo dell'Agenzia Reuters del giugno 2003, a quattro anni dall'entrata in vigore della legge: http://www.tiscali.co.uk/cgi-bin/news/newswire.cgi/news/reuters/2003/04/06/world/swedenseekstoexportprostitutionlaw.html&template=/news/templates/newswire/news_story_reuters.html

"[...] Sweden is not a liberal country," said journalist Thomas Gustafsson who interviewed the errant policewoman before she went to ground. "The whole issue is so big because the feminists here are so strong and they have made it a key issue.
Criminologists however say street prostitution is returning.
The law has resulted in hidden prostitution. We don’t see it much on the streets, but it is increasing in the cities after initially going down after the law," said Dr Peter Martens of the National Council for Crime Prevention. [...]


Devo dire di essere sorpreso? ... :-(


Per finire, invito a leggere questa interessante pagina: http://www.geocities.com/butte4ever/english.htm,
che riprende e riassume in modo molto chiaro tutto quello che ho detto, aggiungendo anche altre considerazioni.

Come dice quel sito, purtroppo "the law is already a fact and it will take time before it can be abolished".

E riprendendo quanto detto dai "maschilisti" inglesi, con i quali in questo caso non ho remore a schierarmi, non mi resta che concludere chiedendomi:

Quando finirà questa follia?