Una nuova legge per l’Italia?


E' dall'inizio del 2002 che uno dei "temi irrisolti" della società italiana, la "regolamentazione" della prostituzione è tornato ad occupare le cronache e i discorsi della politica.
Se ne parla da quando nel 2002 Berlusconi, con tono decisionista, annunciò l'intenzione di "togliere le prostitute dalla strada" e da allora abbiamo assistito, oltre ad una intensificazione della repressione in strada e non solo, ad un proliferare di interventi e di proposte di legge:
dal bigotto e forcaiolo Don Benzi all'ambiguo e raffazzonato Bossi, tanti nel 2002 dissero la loro e prefigurarono la loro idea di come dovrebbe essere regolamentata (o proibita ...) la prostituzione.

Nel 2007, cinque anni dopo, si ricomincia, e ... i protagonisti sono, più o meno, sempre gli stessi! Che, peggio, dicono le stesse cose. Tanto che questa pagina, originariamente scritta nel 2002, dopo cinque anni ha bisogno solo di piccoli aggiornamenti per rispecchiare le cronache!
Perchè le dichiarazioni dei politici e di tanti altri personaggi che anche nel 2007 hanno detto la loro dimostrano che, dopo un lustro, siamo ancora in mano a contaballe e dilettanti, con poche e lodevoli eccezioni.

Hanno detto la loro i politici, gli "operatori" del settore (per esempio gli assistenti alle prostitute "di strada"), esponenti delle forze dell'ordine, rappresentanti delle prostitute (almeno di quelle italiane ...).
Hanno detto la loro anche i "benpensanti" o, comunque, i cittadini che a prostitute non ci vogliono andare (o, in certi casi, pur desiderandolo non hanno il coraggio di farlo ...) e da questa parte si sono lette e purtroppo si leggono continuamente su internet affermazioni di allucinante ignoranza (a parte coloro che ancora credono che la prostituzione sia un reato, ho letto di gente che crede che andare a prostitute in un Eros Center voglia dire dover esibire un documento e finire schedati in un "Registro dei Clienti"!) se non di stupidità ...
Hanno detto la loro, ahinoi, anche i giornalisti, e sul 90% dei loro "interventi" converrebbe stendere un velo pietoso ...

E tutti hanno detto (o non hanno smentito e a questo punto anch'io prendo per buona quella cifra) che in Italia ci sono qualcosa come NOVE MILIONI DI CLIENTI delle cinquantamila (o settantamila) prostitute che vengono stimate.
Nove milioni di persone, di cittadini italiani che ogni settimana praticano una attività, un "gioco tra adulti", che la legge riconosce sostanzialmente legale (al contrario di quanto alcuni credono) anche se poi gli frappone vari ostacoli (dalle patetiche multe per "intralcio alla circolazione" al tuttora esistente reato di adescamento) che vengono resi periodicamente più ardui quando ci sono le cicliche ondate moralistiche.
Nove milioni di cittadini italiani che nel prossimo futuro potrebbero vedere una parte importante della loro vita, quella che riguarda l'aspetto sessuale, alla mercè di qualche centinaia di politici (spesso ignoranti della materia e in balia di notizie assurde propagandate da giornalisti ancora più ignoranti di loro), con interventi ed influenze, in varie direzioni, di poche decine di operatori ed "esperti" (a vario titolo), senza avere alcuna possibilità di far sentire la loro voce.
Nove milioni di cittadini, che per lo più, ovviamente, sono persone normalissime e degnissime (o, comunque, mediamente altrettanto normali e degni dei "non clienti"): basta pensare che nove milioni di clienti vogliono dire, in media, un cliente di prostitute ogni due famiglie italiane.
Se i clienti fossero i criminali che qualcuno descrive, vorrebbe dire che l'Italia è un paese di criminali.
Io, che saltuariamente sono anche un "cliente", sono un cittadino oggettivamente ed assolutamente integerrimo, rispettoso delle leggi e del prossimo.
E ovviamente non mi sento affatto un "criminale" ...

Le premesse perchè si faccia una BUONA legge, francamente, non mi sembrano molte: i politici informati e con la testa sulle spalle sembrano contarsi sulle dita di una mano e l'approccio che i media hanno verso la prostituzione è a dir poco sconfortante (con le conseguenze negative sul grado di informazione e consapevolezza dell'opinione pubblica).
Perciò il "terreno" sul quale dovrebbe crescere questa nuova legge è veramente poco promettente: i politici sono in gran parte ignoranti, i giornalisti "ci marciano" perchè l'argomento è "pruriginoso" e "fa audience", ancor di più se viene trattato a tinte forti e truculente.
Il pubblico, poverino, sentendo ogni giorno i politici che parlano solo delle schiave, vedendo trasmissioni e leggendo articoli che parlano solo delle schiave (ovvero, è bene ricordarlo sempre, di quel solo 10-15% che è schiava ...), se non ha altre fonti di informazione o esperienze dirette o se non è particolarmente "curioso" e desideroso di scavare "sotto le notizie", è giocoforza costretto a concludere che in Italia non esistano prostitute straniere volontarie e che la "soluzione" più opportuna sia una soluzione "di ordine pubblico", repressiva, se non proibizionista.

A questo punto mi sento non tanto “autorizzato”, quanto quasi “in dovere” di dire la mia opinione sull’argomento “prostituzione in Italia”, compreso il giudizio sulle proposte di legge presentate e la mia opinione su come dovrebbe essere la legge: essere un “cliente” non mi rende un esperto, ma il cumulo di sciocchezze che leggo e sento continuamente da parte di moltissimi “non clienti” mi dà non la presunzione quanto la matematica certezza di saperne molto, molto di più di loro, certamente di più del cittadino italiano medio.

Le mie idee su come dovrebbe essere regolamentata la prostituzione sono riportate in "LA MIA PROPOSTA PER UNA NUOVA LEGGE" (che contiene anche il link alla PETIZIONE ON-LINE 2007 per la legalizzazione degli Eros Center).

I miei commenti sulle proposte di legge presentate nel 2002 si trovano invece a "LE PROPOSTE DI LEGGE" (che saranno da aggiornare se e quando verrà fuori qualcosa di nuovo).