La prostituzione in Italia - Una nuova legge sulla prostituzione?

Le proposte di legge.


Nel 2007 il "problema della prostituzione" in Italia si è riproposto, senza che i politici dessero segno di aver imparato molto nei cinque anni trascorsi dall'ultima "esplosione" della questione, che risale al 2002-2003.
Cambiano i governi, cambiano le maggioranze, cadono frontiere, ma i nostri politici continuano per lo più nell'improvvisazione.

Il dibattito del 2007, compresa la discussione su nuove proposte di legge, lo si può seguire sia sul Forum di questo sito sia sulla pagina della Petizione on-line (“Petizione per la legalizzazione degli Eros Center, la depenalizzazione e la regolamentazione della prostituzione organizzata in Italia.”), ma vale la pena rileggere le righe seguenti, scritte nel 2002, per vedere cosa accadde allora (e rendersi conto che non sono stati davvero fatti molti passi avanti ...).




Nel corso del 2002 le proposte di legge, più o meno formalizzate, si sono susseguite.

La proposta della Lega, quella di Pittelli (Forza Italia), le proposte degli amici di Don Benzi, quelle della Sinistra libertaria, ecc.
Al momento in cui scrivo (inizio 2003), è inutile ripercorrere tutte le precedenti proposte.
Partiamo da quella, governativa e quindi "ufficiale" del 20 dicembre 2002.



IL DISEGNO DI LEGGE FINI-BOSSI-PRESTIGIACOMO (20 dicembre 2002).

Dopo una falsa partenza a fine ottobre, che aveva bloccato la discussione in sede di Consiglio dei Ministri, il 20 dicembre 2002 il Governo ha presentato una proposta, a nome dei ministri Fini, Bossi e Prestigiacomo.
Una proposta che, in sostanza, ricalca in gran parte quella abortita in precedenza (a sua volta ispirata da quella di Pittelli), con la sostanziale aggiunta di una clausola a protezione degli "inquilini benpensanti".

Per il resto, rimane la stessa ridicola ed insufficiente proposta, il cui unico scopo è evidentemente solo quello di RIPULIRE LE STRADE DALLA PROSTITUZIONE, senza affrontare i nodi reali del problema.
Ormai è evidentissimo che l'obiettivo è solo quello di presentare Berlusconi come "quello che ha ripulito le strade dalle prostitute", infischiandosene se queste poi, in realtà, rimangono alla mercè delle organizzazioni che le sfruttano.
Ogni altra ipotesi di regolamentazione seria è accantonata (anche a causa dei contrasti all'interno della stessa maggioranza).
E siamo costretti a rallegrarci che, almeno per ora, non si parla di soluzioni pazzesche "alla svedese" ...

Riporto qui di seguito il testo diffuso dal Governo dopo quel Consiglio dei Ministri.
Seguono un commento giornalistico (da "La Repubblica") ed il mio commento.



Consiglio dei Ministri n. 85 del 20 dicembre 2002

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 15,30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.
Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:

[...]

su proposta del Vicepresidente del Consiglio, Fini, del Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione, Bossi, e del Ministro per le pari opportunità, Prestigiacomo: - un disegno di legge che reca misure contro la prostituzione, nato dall'intento di contrastare l'evoluzione che il fenomeno ha avuto negli ultimi decenni, le sue interrelazioni con attività criminose, il suo dilagare nelle strade, il suo crescente sfruttamento da parte di organizzazioni criminali, la sua diretta responsabilità nella diffusione di gravi malattie di origine sessuale. Viene introdotto nell'ordinamento il divieto di esercitare la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico (sanzionato in via pecuniaria e, in caso di reiterazione, con arresto fino a tre mesi e ammenda fino a mille euro) e si prevedono misure sanzionatorie anche nei confronti dei clienti. Parallelamente al divieto di esercizio pubblico, cessa di essere reato di favoreggiamento la locazione a prezzi di mercato di appartamenti nei quali si eserciti la prostituzione: se i possessori di altri appartamenti nel medesimo fabbricato subiscono danno potranno agire nelle forme consentite dal codice civile, mentre i regolamenti di condominio potranno limitare o proibire l'esercizio della prostituzione. Vengono inoltre finanziate iniziative di solidarietà che possano aiutare chi si prostituisce a non cadere vittima di situazioni di sfruttamento.
Rilevante l'incoraggiamento esplicito a sottoporsi a controlli sanitari frequenti: il giudice chiamato a decidere su casi di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, quando la morte sia stata causata da agenti patogeni trasmessi da chi eserciti abitualmente la prostituzione, dovrà tenere conto nella valutazione della colpa anche della frequenza dei controlli sanitari effettuati dall'accusato.
Oltre ad inasprire notevolmente la pena prevista per chi compie atti sessuali con un minore, compreso fra quattordici e diciotto anni, in cambio di denaro o altra utilità economica, il disegno di legge introduce l'ipotesi criminosa dell'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e incentiva forme di collaborazione con la polizia giudiziaria che contribuiscano significativamente ad indagini concernenti la prostituzione minorile e le organizzazioni criminali che reclutino, incoraggino e favoriscano lo sfruttamento della prostituzione.
Il provvedimento prevede un significativo incremento dello stanziamento previsto per i programmi di assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri che intendano sottrarsi ai condizionamenti criminali di una associazione dedita allo sfruttamento della prostituzione;

[...]

La seduta ha avuto termine alle ore 17,50.



Il giorno dopo, "La Repubblica" ha così commentato:

La Repubblica, 21 dicembre 2002

Il consiglio dei ministri approva il disegno di legge
Previste sanzioni in denaro e, in caso di recidiva, l'arresto
Prostituirsi in strada sarà reato
Ecco il progetto del governo
Di fatto sarà consentito l'esercizio della professione in casa


ROMA - La sostanza è: in casa si può. In strada o in qualsiasi luogo aperto al pubblico, diventa reato. Il Consiglio dei ministri, su proposta del vicepremier Gianfranco Fini e dei ministri Bossi e Prestigiacomo, ha approvato ieri un disegno di legge sulla prostituzione. Con cui, di fatto, si colpisce - e duramente - chi svolge la professione in strada e di fatto si regolarizza la posizione di chi la gestisce tra quattro mura.

Nel comunicato di Palazzo Chgii si parla di un progetto di legge che nasce "dall'intento di contrastare l'evoluzione che il fenomeno ha avuto negli ultimi decenni, le sue relazioni con attività criminose, il suo dilagare nelle strade, il suo crescente sfruttamento da parte di organizzazioni criminali, la sua diretta responsabilità nella diffusione di gravi malattie di origine sessuale".

Per questo il disegno di legge, che adesso dovrà passare all'esame del Parlamento, prevede il divieto di esercitare la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico. In caso di infrazione ci sarà prima una sanzione di carattere pecuniario e poi, in caso di recidiva, l'arresto fino a tre mesi. Sono previste sanzioni anche nei confronti dei clienti.

Diversa invece la posizione di chi decide di esercitare la prostituzione in casa. Mentre si attua un giro di vite sul mercimonio di strada, insomma, si allargano le maglie su chi lavora al riparo dal "pubblico". Tanto è vero che non sarà più reato di favoreggiamento affittare a prezzi di mercato appartamenti nei quali si eserciti la prostituzione.

Il disegno di legge del governo prevede però disposizioni che esplicitamente incoraggiano le prostitute a sottoporsi a controlli sanitari frequenti. E inasprisce notevolmente la pena prevista per chi compie atti sessuali con un minore, in cambio di denaro.

Se il progetto passerà l'esame delle Camere sarà infine introdotta una nuova ipotesi criminosa: "L'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione". Con essa sono previsti incrementi agli stanziamenti per i programmi di assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri che intendano sottrarsi ai condizionamenti criminali di associazioni dedite allo sfruttamento della prostituzione.



Il mio commento:

Esaminiamo il testo del comunicato governativo:

"un disegno di legge che reca misure contro la prostituzione":
il DDL è esplicitamente dichiarato "CONTRO la prostituzione".
Non "contro la schiavitù delle prostitute" o "contro lo sfruttamento della prostituzione".
No.
E', moralisticamente, "contro la prostituzione". Chi si illudeva che questo governo volesse, potesse o sapesse fare una legge moderna "PER REGOLAMENTARE" la prostituzione, è servito.

"nato dall'intento di contrastare l'evoluzione che il fenomeno ha avuto negli ultimi decenni, le sue interrelazioni con attività criminose, il suo dilagare nelle strade, il suo crescente sfruttamento da parte di organizzazioni criminali":
capperi, questa miseria di DDL riesce a fare tutto questo? O al governo sono dei genii oppure ...
E riproporre, una accanto all'altra, le tiritere "le sue interrelazioni con attività criminose, il suo dilagare nelle strade,il suo crescente sfruttamento da parte di organizzazioni criminali" serve solo a voler far credere, ancora una volta, alle false equazioni "prostituzione straniera = schiavitù" e "prostituzione di strada = schiavitù".

"la sua diretta responsabilità nella diffusione di gravi malattie di origine sessuale": questa poi ...
Nessuna organizzazione sanitaria si è mai sognato di affermare che la prostituzione sia la diretta responsabile della diffusione dell'AIDS e di altre gravi malattie a trasmissione sessuale.
Vedere la mia sezione "La prostituzione e l'AIDS".
Ulteriore, ennesima conferma del DILETTANTISMO e dell'IGNORANZA di questo governo, dal quale non possono che derivare soluzioni raffazzonate, sbagliate e contraddittorie.
Dilettantismo ed ignoranza che, purtroppo, non mancano neppure nelle file dell'opposizione ...

"Viene introdotto nell'ordinamento il divieto di esercitare la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico":
è l'UNICO VERO OBIETTIVO di questo DDL-farsa.
Quello che consentirà a Berlusconi di affermare trionfante davanti alle telecamere di essere "quello che ha tolto le prostitute dalle strade". E chissenefrega di dove le prostitute, specie quelle straniere senza alcuna tutela, vanno a finire ...

"cessa di essere reato di favoreggiamento la locazione a prezzi di mercato di appartamenti nei quali si eserciti la prostituzione":
è forse l'unico aspetto decente del DDL.
Ma ...

"se i possessori di altri appartamenti nel medesimo fabbricato subiscono danno potranno agire nelle forme consentite dal codice civile, mentre i regolamenti di condominio potranno limitare o proibire l'esercizio della prostituzione":
che ne facciamo delle prostitute (spesso italiane) che GIA' OGGI esercitano nei condominii, magari in appartamento di loro proprietà, in tutta tranquillità? Chi le difenderà dagli inquilini "benpensanti" che, per motivi puramente moralistici, proporranno di bloccare il loro lavoro a colpi di regolamento di condominio?
E, soprattutto, come si può pensare che le prostitute straniere, senza permesso di soggiorno, possano AUTONOMAMENTE affittare appartamenti nei quali esercitare? Quello che succederà è che, come oggi, saranno quasi sempre le ORGANIZZAZIONI che sfruttano le prostitute ad affittare, magari attraverso prestanomi italiani. E le prostitute straniere saranno ancora legate a tali organizzazioni.
Ma questo è un problema che al governo non interessa ...

"Vengono inoltre finanziate iniziative di solidarietà che possano aiutare chi si prostituisce a non cadere vittima di situazioni di sfruttamento.":
soldini a Don Benzi. Speriamo che ora, almeno, stia un pò più zitto ...

"Rilevante l'incoraggiamento esplicito a sottoporsi a controlli sanitari frequenti":
INCORAGGIAMENTO? Ma se avete appena parlato di "diretta responsabilità nella diffusione di gravi malattie di origine sessuale"!
Se ci fosse davvero "diretta responsabilità" occorrerebbe agire con rigore e OBBLIGARE ai controlli sanitari!
Il governo (che volutamente scrivo con la "g" minuscola ...) non riesce a nascondere la propria incoerenza, frutto anche di visioni opposte all'interno della stessa maggioranza.
Forse è meglio così, comunque, piuttosto che i pazzeschi controlli settimanali obbligatori proposti da Bossi ...

"il disegno di legge introduce l'ipotesi criminosa dell'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione":
non c'erano già abbastanza leggi contro lo sfruttamento? Lo sfruttamento E' GIA' proibito, che bisogno c'era di rimarcarlo? La risposta è: lo fanno a fini propagandistici. Che governo di buffoni ...
E, cosa ancora più grave, in realtà il reato di "sfruttamento" (inteso come "lucrare onestamente") andrebbe ABOLITO!
Come non si punirebbe più chi "affitta onestamente", non bisognerebbe più punire chi "organizza onestamente" (Eros center e simili). Questo sarebbe di grandissimo aiuto per le prostitute straniere, che troverebbero chi dà loro SERVIZI alla luce del sole.
Tra l'altro, nel DDL manca qualsiasi accenno alle COOPERATIVE di prostitute, che è un'altra possibilità di auto-organizzazione fuori da ogni sfruttamento ...

"Il provvedimento prevede un significativo incremento dello stanziamento previsto per i programmi di assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri che intendano sottrarsi ai condizionamenti criminali di una associazione dedita allo sfruttamento della prostituzione":
ottimo. Basta non dimenticare che tali programmi esistono da anni, non sono un'idea dell'attuale governo. Ovviamente, uno dei loro effetti secondari è quello di aumentare il numero di prostitute che dicono di essere state schiavizzate, anche se non era vero, per ottenere un lavoro ed il permesso di soggiorno.
Non è grave, a patto che ce ne ricordiamo tutti quando i Don Benzi d'Italia (anche quelli al governo) ci esibiscono prostitute ex-schiave: alcune sono davvero ex-schiave, altre (comprensibilmente) raccontano palle per poter avere il permesso di soggiorno.

Ovviamente, questo ridicolo DDL, fatto da un governo ridicolo, non affronta i PUNTI CHIAVE di tutta la questione (come spiego nel mio sito):
LA CONCESSIONE DEL PERMESSO DI SOGGIORNO PER LAVORO ALLE PROSTITUTE STRANIERE e L'ISTITUZIONE DEGLI EROS CENTER.
Ma da questo governo disastroso. che sta mandando a rotoli l'economia, la dignità personale e nazionale, il senso dello Stato, il senso della Giustizia, la solidarietà, ecc., non mi aspettavo di più.

Uno dei pochissimi aspetti positivi: a quanto pare non c'è, come invece era nella proposta Pittelli, il divieto di pubblicizzazione dell'attività delle prostitute.
Ciò dovrebbe consentire ancora gli annunci sui quotidiani e su Internet, facilitando i contatti tra prostitute e clienti ed evitando inoltre di "sommergere" la prostituzione (con le conseguenti difficoltà di controllo da parte delle forze di polizia).

E uno spiraglio per consentire la prostituzione in forme razionali, almeno potenziale, c'è:
con questo DDL, se diverrà legge, sarà possibile AFFITTARE INTERI FABBRICATI a prostitute.
Caseggiati dove ci siano SOLO PROSTITUTE, in tutti gli appartamenti, e non "normali" inquilini.

Potremmo avere così degli "EROS CENTER DI FATTO", magari sullo stile dei "walking-thru" brothels tedeschi, con gli appartamenti che si aprono sui corridoi nei quali passeggiano i clienti per trovare la prostituta che loro aggrada.
E magari con tanto di "vigilanza di condominio" assunta dal proprietario del "condominio" stesso (servizio di vigilanza che, suppongo, verrebbe fatto pagare, e caro, come "servizio" alle prostitute, dovendo avere gli appartamenti affittati "a prezzi di mercato").

Possibile che qualcuno, nella maggioranza, abbia pensato a questa cosa, la "soluzione strisciante" agli Eros Center, per consentire la prostituzione (e quindi non scontentare i famosi "nove milioni di clienti"), toglierla dalla strada (e quindi accontentare i "benpensanti") e avere di fatto gli Eros Center (come chiede la Lega e soprattutto il 75% degli italiani) senza doverlo esplicitamente dichiarare (evitando così di far insorgere Don Benzi e i bigotti dentro e fuori la maggioranza)?
Possibile che dietro a questo misero DDL ci sia una tale "pensata geniale"? Conoscendo il livello degli attuali governanti, ne dubito, comunque mi pare che di fatto questa strada sia aperta.
Ma ... c'è un grosso, anzi grossissimo, MA.

Resta infatti da vedere quanto la Bossi-Fini, con gli ostacoli che pone all'ingresso degli stranieri (nei fatti, perfino per turismo, per le donne provenienti dall'Est Europa) si accordi con questa mia visione ottimistica di una soluzione "all'italiana" (ovvero: rigida nella lettera, tollerante nei fatti) del "problema" della prostituzione.
Se non ci fosse quella legge e quell'impostazione governativa xenofoba, potrebbe anche capitare che la visione ottimistica si avveri.
Visto come stanno le cose, quegli "Eros center di fatto" potrebbero invece rimanere semideserti a causa dell'impossibilità per le prostitute straniere di venire volontariamente in Italia ad esercitare.

Non rimane che aspettare a vedere come si svilupperà il dibattito, in Commissione e in Parlamento.
Non vedo motivi, comunque, per essere ottimista.
Speriamo, almeno, in un "danno limitato", per rimandare una soluzione razionale e "definitiva" a tempi (e governi) migliori ...