Premessa.


Questo sito e queste pagine sono nati nel 2002, nel pieno di uno dei periodici ritorni alla ribalta del "problema" prostituzione in Italia.
In quel momento, come negli anni seguenti, Don Oreste Benzi è stato il più attivo propugnatore di una idea repressiva nei confronti della prostituzione che questo sito ha combattuto e continuerà a combattere con tenacia.

Don Oreste Benzi è scomparso nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2007, per un attacco cardiaco.
Il giorno della sua morte ho scritto un mio franco ricordo di lui e della sua opera, in questo editoriale: "Addio, Don Benzi."
Spero e penso che Don Benzi, da combattente quale era, avrebbe apprezzato la mia franchezza.




Siamo forse alla vigilia di una nuova regolamentazione della prostituzione nel nostro Paese.
Se invece di essere in Italia fossimo in uno Stato completamente laico e tollerante, la cosa verrebbe risolta con soluzioni razionali, come quelle olandesi e tedesche, magari guardando appunto alle soluzioni trovate all'estero.
Ma siamo in Italia, Stato laico ma con forti influssi confessionali e con scarsa abitudine a trattare con lucidità temi a carattere sessuale.
Le prime bozze di proposte di legge, infatti, fanno presagire la possibilità che si arrivi ad una "regolamentazione" ispirata da una parte da principi xenofobi, dall'altra da personalissimi principi morali (per lo più di stampo cattolico).
Non so quale di questi due pericoli sia il maggiore.

La xenofobia nell'approccio alla prostituzione andrebbe combattuta definendo un modello razionale di prostituzione che regolamentasse equamente anche la prostituzione straniera: è una cosa ineludibile ma affrontabile senza neppure troppa difficoltà, anche se non voglio qui addentrarmi pure su questo tema.
Mi limito a far notare che se si considera la prostituzione come un lavoro e la si regolamenta come tale, la questione "prostitute straniere" si riduce alla concessione del permesso di soggiorno per lavoro.

Voglio quindi affrontare il secondo pericolo, quello del moralismo intollerante, perchè esso è stato sostenuto in questi anni da una asfissiante propaganda mistificatoria.

Dico subito che le argomentazioni che porto sono piuttosto corpose e dettagliate, perfino prolisse.
E richiedono quindi pazienza per chi le vuole esaminare per intero.
Ma sono alcune goccie di verità contro un mare di mistificazioni portate avanti in modo quasi indisturbato, in questi anni, da Don Oreste Benzi e da coloro che a lui si ispirano.

So che l'affermazione è sgradevole, perchè l'opinione diffusa su Don Benzi è quella di un benefattore delle prostitute, uno verso il quale non si può provare che rispetto, ammirazione e riconoscenza.
La mia opinione, invece, maturata dopo lunga riflessione ed esperienze, è decisamente più articolata:

tanto di cappello a Don Benzi per l'opera di assistenza a quelle prostitute schiave che ha aiutato ed aiuta;
critica molto forte verso la sua impostazione moralistica e intollerante verso la prostituzione;
censura senza attenuanti per la sua continua opera di mistificazione, fosse pure in buona fede.

Ritengo la sua opera di mistificazione particolarmente grave, perchè cerca di indurre in errore quando si affrontano due domande fondamentali:

1) la questione "prostituzione straniera" è una questione di ordine pubblico, ovvero di criminalità?
L'aspetto criminale è così prevalente da giustificare una generalizzata politica unicamente repressiva?

2) anche ammettendo che ci sia una quota, grande o piccola che sia, di prostituzione schiavizzata, se fosse possibile eliminare lo schiavismo, mettere gli sfruttatori in condizioni di non nuocere nè direttamente nè indirettamente alle prostitute, cosa farebbero quelle stesse prostitute ora schiavizzate?
Tornerebbero tutte ai loro paesi, si cercherebbero tutte un altro tipo di lavoro o rimarrebbero ad esercitare la prostituzione in piena autonomia?
In altre parole: quante di queste prostitute hanno scelto volontariamente di prostituirsi? E quante, perfino quando sono maltrattate, preferiscono continuare a farlo anche in condizioni di disagio piuttosto che cercarsi un molto meno remunerativo lavoro "normale"?

Rispondere correttamente a queste domande significa anche rispondere correttamente sul piano legislativo.
Don Benzi dice che "tutte sono schiave" e che "nessuna donna si prostituisce per scelta".
Ci sono ottimi e concreti motivi per essere certi che Don Benzi sia in clamoroso errore (o menta clamorosamente ...).

Rivolgo una preghiera a chi, scorrendo le pagine di questo sito, non se la senta di leggere tutto: legga almeno il (non lungo) capitolo "LE RICERCHE SCIENTIFICHE".
Quel capitolo è il cuore di tutto lo scritto che tratta della "Leggenda Metropolitana di Don Benzi", perchè riporta i riferimenti a quelle ricerche che sono imprescindibili per la comprensione del fenomeno della prostituzione straniera e della tratta schiavistica.
Questo scritto non esisterebbe se non esistessero quelle ricerche.
Se quegli studi non fossero stati fatti o avessero portato a risultati diversi, suffraganti le affermazioni di Don Benzi, non avrei avuto alcun motivo di scrivere queste cose.
Ma quegli studi esistono, non li ho fatti io nè li hanno fatti organizzazioni malavitose interessate a coprire lo schiavismo, ma li hanno fatti reputati istituti della cui correttezza nessuno ha mai avuto motivo di dubitare.

Spero che questo mio scritto possa essere utile a coloro che vogliono affrontare l'argomento "prostituzione straniera in Italia" senza preconcetti e con la volontà di trovarne una regolamentazione che vada incontro non solo alle esigenze dei cittadini ma anche incontro alle reali necessità delle prostitute stesse e tolga così il terreno da sotto i piedi agli sfruttatori schiavisti.
In altri paesi ci sono riusciti, non vedo perchè non ci si possa riuscire in Italia.

Jonathan, ottobre 2002