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Perchè
questo sito?
Perchè un sito sulla prostituzione?
In fondo, qualcuno dirà, non è che sul web non se ne trovino, anche
italiani ...
Vero.
Ma il fatto è che
i siti, o singole pagine web all'interno di siti, che trattano di prostituzione
si dividono, in genere, tra queste categorie:
siti istituzionali
governativi
siti di associazioni
di volontariato ed assistenza alle prostitute
siti di istituti
di ricerca
siti di organizzazioni
di prostitute
siti orientati a
dare informazioni "pratiche" ai clienti
siti personali che
esprimono solo le personali convinzioni morali dell'autore
Che c'è di sbagliato o di carente in questi siti? Nulla.
O quasi.
Infatti, di solito:
i siti istituzionali
riportano informazioni anche troppo sintetiche sulla prostituzione in
Italia, senza scendere nel dettaglio
i siti di associazioni
riportano a volte informazioni interessanti, ma spesso con l'ottica specifica
dell'associazione, sulle attività fatte e secondo l'impostazione "morale"
dell'associazione stessa
i siti di istituti
di ricerca sono spesso ricchi di informazioni, ma sono anche ignoti ai
più, come i risultati dei loro studi ...
i siti delle associazioni
di prostitute, spesso molto interessanti, hanno il "difetto" di rappresentare
il punto di vista delle prostitute italiane e solo limitatamente ed indirettamente
quello delle moltissime prostitute straniere che sono in Italia
i siti "pratici",
piuttosto "malandrini" e spesso mal visti, si limitano quasi solo ad informare
i clienti sulla situazione del "mercato" della prostituzione
i siti personali
sono, come ci si può attendere, di interesse più o meno elevato a seconda
dei casi; tuttavia, di frequente si limitano ad enunciare le convinzioni
morali degli autori, più o meno tolleranti, più o meno repressive, senza
far ricorso ai dati più precisi disponibili sul fenomeno prostituzione
e spesso accettando acriticamente affermazioni tanto comuni quanto non
provate
Secondo chi scrive mancava un sito che, pur esprimendo le convinzioni
personali del suo titolare, cercasse di affrontare alcuni argomenti facendo
ricorso anche a DATI OGGETTIVI disponibili o, se il termine "oggettivo"
appare troppo ottimistico, a dati risultanti dalle più attendibili ricerche
sociologiche e statistiche nel settore della prostituzione.
E che, per dirla molto chiaramente, mostrasse con chiarezza che quei dati,
regolarmente ignorati da giornalisti, politici e moralisti vari,
smentiscono totalmente le affermazioni più frequenti che si sentono
sul mondo della prostituzione straniera in Italia.
E' così che è nato
questo sito: per far conoscere al maggior numero possibile di persone
che esistono dati statistici, frutto di approfondite ricerche da
parte di stimati istituti specializzati, che forniscono stime anche
quantitative sul mondo della prostituzione in Italia, soprattutto di
quella straniera
E che tali dati non si accordano con le conformiste affermazioni sparse
in questi anni da tutti i media e che si possono riassumere nella frase "tutte le prostitute straniere sono schiave".
Questo è ciò che più mi sta a cuore: che la gente sappia che esistono ricerche sulle quali basarsi quando si affronta il tema della prostituzione.
Perciò, quello che mi preme realmente è che chi visita questo sito, senz'altro prolisso, legga almeno la parte che illustra non le mie opinioni ma i risultati di quelle ricerche.
L'INVITO CHE RIVOLGO AI VISITATORI DEL SITO E':
LEGGETE ALMENO IL CAPITOLO "LE RICERCHE SCIENTIFICHE", nella sezione "La Leggenda Metropolitana di Don Benzi".
Quel capitolo è il cuore di tutto lo scritto che tratta della "Leggenda
Metropolitana di Don Benzi", perchè riporta i riferimenti a quelle
ricerche che sono imprescindibili per la comprensione del fenomeno della
prostituzione straniera e della tratta schiavistica.
E anche se la questione prostituzione non si esaurisce certo con il tema della tratta, ciò nonostante la corretta comprensione di quel tema è indispensabile per affrontare il dibattito sulla prostituzione, soprattutto oggi in Italia.
Questo sito probabilmente non esisterebbe se non esistessero quelle ricerche.
Se quegli studi non fossero stati fatti o avessero portato a risultati
diversi, suffraganti le affermazioni di Don Benzi, avrei certamente avuto meno motivi per aprire questo sito e scrivere queste cose.
Ma quegli studi esistono, non li ho fatti io nè li hanno fatti organizzazioni
malavitose interessate a coprire lo schiavismo: li hanno fatti reputati
istituti della cui correttezza e competenza nessuno ha mai avuto motivo di dubitare.
C'è anche da dire, senza alcuna remora ipocrita, che chi scrive ha
avuto anche esperienze come "cliente" (anche all'estero).
Non che la cosa sia sorprendente, se è vero che in Italia ci sono nove
milioni di clienti di prostitute (in media, uno ogni due famiglie) ...
Senza voler per ora affrontare la questione "clienti", faccio notare
che se è vero che il cliente vede le cose dalla sua particolare angolazione,
comunque ... LE VEDE, ed anche piuttosto da vicino ...
Infatti, uno dei motivi che mi hanno spinto a creare questo sito è stata
proprio la constatazione che le mie esperienze personali non si accordavano
affatto con le affermazioni comunemente fatte sulla prostituzione straniera
in Italia e si accordavano benissimo, invece, con i risultati delle
indagini compiute in questi ultimi anni.
Portando inoltre a vedere molte analogie tra le prostitute straniere in Italia e quelle che lavorano all'estero, in paesi dove c'è una regolamentazione seria e nei quali nessuno si sogna di sbandierare affermazioni che dicono che "tutte sono schiave".
Si pensi quello che vuole dei "clienti", ma una cosa è certa: hanno
la possibilità di osservare il fenomeno molto più da vicino dei "non
clienti" (e non è un malizioso "doppio senso" ...).
Quindi i clienti non sono proprio gli ultimi dei quali ascoltare l'opinione
...
Non ho la pretesa di fare un sito onnicomprensivo sulla prostituzione:
non ne ho nè la competenza nè ... il tempo.
Tanto meno per affrontare in dettaglio argomenti non semplici come la
regolamentazione complessiva della prostituzione, sulla quale peraltro
ho le mie ben precise idee (anche sulla base di ciò che ho visto in altri paesi europei).
Tuttavia, senza voler arrivare al dettaglio spinto, in questo sito presenterò anche la mia idea su come regolamentare la prostituzione.
E cercherò di ovviare in parte alle mie carenze conoscitive fornendo una nutrita
serie di links ad altri siti che trattano, spesso con competenza e dovizia
di informazioni, di questo tema.
Cercherò, comunque, di trattare in particolare uno specifico aspetto, che peraltro
è quello che più di tutti in questi anni ha caratterizzato il dibattito
in Italia:
la prostituzione straniera in Italia e la questione della schiavitù
delle prostitute straniere.
Questo vuol dire, per chi voglia basare le proprie argomentazioni sui
dati scientifici e non sulla morale personale, entrare subito in rotta
di collisione con le idee propagandate in questi anni da diverse persone,
ma soprattutto da una:
Don Oreste Benzi.
Perciò si potrà avere l'impressione che questo sia il sito di un "nemico"
di Don Benzi.
Si e no.
Perchè se non contesto certo molti meriti che Don Benzi ha per la sua
azione di sostegno a prostitute schiavizzate (meriti che peraltro condivide
con tante altre associazioni di assistenza alle prostitute straniere)
non posso non rilevare che l'approccio al problema del sacerdote di
Rimini ha, d'altro canto, almeno due risvolti pesantemente negativi:
il descrivere la
prostituzione straniera come tutta in mano alla criminalità schiavistica
tende ad impedire il riconoscimento che, esistendo una larghissima quota
di volontarie, la prostituzione straniera non può essere trattata in modo
generalizzato come un problema di ordine pubblico e affrontata
con politiche repressive
l'opporsi, come fa
Don Benzi, ad ogni forma di regolamentazione (perfino a quella
autogestita dalle prostitute stesse!) lascia migliaia di prostitute straniere
volontarie senza altra alternativa che ricorrere ai "magnaccia", che organizzano il loro lavoro in un mercato clandestino: per ogni prostituta che Don Benzi aiuta ce
ne sono cento che rimangono senza protezione alcuna a causa della mancanza
di regolamentazione del fenomeno ...
Sono il primo a riconoscere di non essere un "esperto" del settore (pur dovendo onestamente riconoscere anche che probabilmente ne so ormai molto di più del cittadino italiano medio ...) e non
cercherò di spacciarmi come tale.
Ma questo sito non si basa tanto sulle mie personali esperienze ed opinioni
(che pure vi sono espresse), quanto sui dati che sono il frutto delle
ricerche finora fatte in Italia da studiosi di non discussa competenza.
Dalle quali risulta che se io non sono un "esperto", Don Benzi lo è ancora meno ...
La ragione di essere che sta dietro a questo sito, in sostanza, è bene
espressa dalle considerazioni che un centro studi italiano sull'immigrazione
ha fatto a proposito della prima (e tuttora validissima) ricerca fatta
nel settore, quella del Parsec che ha mostrato come la percentuale di
schiave tra le prostitute si aggiri solo attorno ad un dieci per cento
del totale:
"Non si può non rimanere colpiti dal fatto che questo dato del rapporto
Parsec nel dibattito pubblico è quasi sempre poco considerato mentre è
prevalsa, per ragioni che varrebbe la pena indagare, da fronti assolutamente
opposti in tema di immigrazione, una visione che puntava a massimizzare
i numeri della tratta, confondendoli regolarmente con quelli della prostituzione
straniera ed immigrata. Volontà di presentare l'immigrazione come realtà
criminale nella forma più odiosa della prostituzione coatta e voglia di
pensare alle donne straniere della prostituzione di strada come tutte
trafficate e quindi vittime vulnerabili e innocenti a cui dare aiuto,
chiudendo una buona volta il dibattito imbarazzante che donne emancipate
possano «scegliere» la prostituzione."
(Cestim - Centro Studi Immigrazione, Verona)
Come ripeterò fino alla nausea, questo sito non vuole affatto negare l'esistenza della tratta delle donne, l'esistenza dello schiavismo: che lo schiavismo esista, che ci siano prostitute schiave, è un fatto accertato.
Se in questo sito non troverete, se non "en passant", storie individuali di prostitute schiave non è per negazione o sottovalutazione del fenomeno: sono assolutamente convinto che esistano moltissime situazioni tragiche, del genere che giornali e televisione ogni giorno ci presentano.
E se anch'io raccogliessi e diffondessi storie relative a vicende di quel genere non farei che aggiungere notizie vere ma uguali a tantissime altre che già si sentono.
Non c'è proprio bisogno che anch'io aggiunga informazioni sullo schiavismo basate sulle storie di prostitute vittime della tratta: televisione, radio, giornali e internet ne sono già pieni ...
Ma la questione è: QUANTE sono le prostitute straniere schiave e quante quelle che lo fanno volontariamente?
La risposta che i media, da anni, invariabilmente danno è: "sono tutte schiave".
Ed utilizzano ogni nuovo fatto di cronaca che parla di schiavitù come nuova "prova" del fatto che tutte le prostitute straniere sono schiave.
E in maggioranza i cittadini, non avendo altre fonti di informazione veritiere e non avendo generalmente la possibilità di conoscere l'ambiente della prostituzione (neppure per una semplice chiacchierata con una prostituta straniera), ci credono.
Nessun cittadino raziocinante crederebbe mai, neppure sulla spinta emotiva e mediatica data da numerosi fatti di cronaca, che "in Italia i giovani uccidono i genitori" o "i ragazzi uccidono le fidanzate".
Con la prostituzione questo non accade: chi la conosce bene (gli studiosi) non va praticamente mai in televisione e non può far sentire la sua voce, chi la conosce un pò (i clienti) sta zitto per pudore, chi non la conosce è in balia del bombardamento mediatico che tenta di far credere, utilizzando spesso strumentalmente fatti di cronaca e in totale contrasto con quanto hanno rilevato gli studiosi, che ogni prostituta straniera in Italia lo faccia perchè costretta e, se fosse "liberata", non vorrebbe più assolutamente fare quel lavoro.
Questa è la ragione del mio essere una voce fuori dal coro: fornire l'informazione che manca ai cittadini, quella che colpevolmente i mezzi di comunicazione di massa non danno quasi mai.
Se questo sito riuscirà a far capire a qualcuno che il fenomeno dello
schiavismo nella prostituzione straniera è tanto odioso quanto MINORITARIO
e riuscirà a convincere che occorre affrontare il problema, come tutti
i problemi, in modo razionale e partendo dai dati più attendibili di cui
si dispone, invece che agire sulla base di argomentazioni morali o accettare acriticamente affermazioni non solo non provate ma addirittura scientificamente smentite, potrò
ritenermi soddisfatto.
Jonathan
(ottobre 2002)
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